I muri che ostacolano i disabili nel lavoro

Inchiesta sui diritti delle persone con disabilità nel lavoro: quella scarsa cultura contrattuale sulle opportunità di inserimento in azienda

disabileAncora oggi, forse per una mancata e corretta informazione degli organi preposti, quando si parla di disabilità e lavoro si tende a fare confusione, e pertanto tutto diviene più difficile, da entrambe le parti: lavoratore e azienda. Se è vero che esiste molta disoccupazione e con differenze sostanziali tra Nord e Sud, è anche vero che la scarsa cultura in ambito contrattuale porta la persona disabile ad avere maggiori problemi d’inserimento. Ricordiamo, per chi ancora non lo sapesse, che esiste una legge, esattamente quella del 12 marzo 1999 n. 68, entrata in vigore il 25 gennaio 2000, che è stata completamente riformata e disciplina il collocamento dei disabili, regolato in precedenza dalla legge n. 482/1968.

martello giustiziaIn base all’art. 3 della suddetta legge, le imprese private che hanno da 15 a 35 dipendenti sono obbligate ad avere alle loro dipendenze un lavoratore disabile. La legge n. 68/99, inoltre, contiene diverse norme che riguardano le Pubbliche Amministrazioni. I disabili, per esempio, possono partecipare a tutti i concorsi pubblici. Nonostante questo, una persona disabile pur con la voglia di lavorare trova davanti a sé tanti ostacoli: ci sono quelli delle barriere architettoniche, della mancanza di informazione, ma il più grave di tutti è probabilmente quello dei pregiudizi. Molti pensano erroneamente che un disabile non sia in grado di svolgere mansioni, non sia quindi all’altezza del compito che gli si chiede, oppure che possa portare problemi, addirittura danneggiare l’immagine della società.

disabilePuò accadere perciò che al disabile non sia data una posizione di front-office, ma venga relegato in fondo all’ufficio se non nel retro o nel magazzino. Questo per non “disturbare” la vista dei possibili clienti. Assurdo, ma purtroppo terribilmente reale. Pertanto questa difficile relazione tra i disabili e il mondo del lavoro crea una sorta di ferita sociale che, se non curata per tempo, finirà per infettare tutto il sistema. Ad esempio esistono in Italia molti giornalisti “su ruote”, eppure quasi nessuno li conosce e questo perché difficilmente li vedremo comparire in televisione a condurre programmi o telegiornali. Seppur molto bravi devono “accontentarsi” di restare nelle retrovie e scrivere o fare servizi sul campo ma senza quasi mai comparire.

pc computer tastieraCome se una sedia con le ruote potesse dare fastidio al pubblico. Bisogna cambiare totalmente mentalità e imparare a vedere la persona e non la sua disabilità. Fino a quando questo modo di pensare continuerà ad esistere, sarà difficile debellare la parola “pregiudizio”. Ricordiamoci che la forza di un Paese è costituita dalla solidità della sua economia, ma se questa inizia a cedere, a traballare perché una parte della forza-lavoro manca, per i motivi sopra indicati, alla lunga si formeranno crepe che diventeranno sempre più grandi e difficilmente si risaneranno. Per i disabili esistono collocamenti mirati con elenchi e graduatorie. D’altro canto ci sono soggetti obbligati all’assunzione.

disabilitàBisogna soltanto intersecare i due. Su internet inoltre da alcuni anni a questa parte, si sono affacciati diversi siti che pubblicano offerte e richieste di lavoro mirati per i disabili. Per chi ha difficoltà nello spostamento esiste anche il telelavoro, che si può svolgere tranquillamente da casa. È stato organizzato per il 25 novembre a Milano il Primo Convegno Nazionale sul Disability Management in Italia. Questo è un tema ancora poco conosciuto in Italia, a differenza di altri Paesi (come USA e Canada), dove si è diffuso a partire già dalla fine del secolo scorso. L’obiettivo è quello di mettere a fuoco i progetti che finora hanno avuto risultati positivi e concreti, in modo da implementarne di nuovi e creare le condizioni per l’impiego efficace delle persone con disabilità all’interno delle organizzazioni.

Inoltre cercare soluzioni ai problemi che impediscono alle persone, con qualsiasi tipo di disabilità, di accedere al lavoro. Se da una parte è reale che la strada per trovare il lavoro per un disabile è in salita, è altresì concreta in molti casi la scarsa volontà nel mettersi nuovamente in gioco per timore di non farcela. Alcuni disabili divenuti magari tali a causa di un incidente, sentono il peso della diversità rispetto a prima e la “barriera” più grande che incontrano è quella con se stessi. Una volta superata, niente e nessuno li fermerà.

 

articolo di Dora Millaci

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I muri che ostacolano i disabili nel lavoro ultima modifica: 2016-11-15T10:46:03+00:00 da info@cronacaedossier.it

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