Monfalcone e l’enigma delle ossa in giardino

Potrebbe aprirsi un fascicolo contro ignoti per la morte di Ramon Polentarutti, le cui ossa sono state ritrovate a Monfalcone





Foto delle grate dove è stato rinvenuto il sacchetto di plastica.
Foto delle grate dove è stato rinvenuto il sacchetto di plastica

Appena un anno fa si tornava a scavare in via Carducci a Monfalcone nella casa di Roberto Garimberti, indagato per distruzione e occultamento di cadavere a seguito del ritrovamento, nella stessa, di frammenti di ossa umane.  Nel giallo di Monfalcone si profilano novità: il caso è affidato ad un nuovo magistrato, il sostituto procuratore Laura Collini e la Procura di Gorizia potrebbe aprire un fascicolo contro ignoti per omicidio, in quanto Ramon Polentarutti potrebbe essere stato ucciso. Infatti sulla vicenda restano ad oggi molti punti oscuri e il lavoro fatto finora sarebbe da rivalutare. Ramon scompare il 14 aprile 2011 e all’epoca ha quarant’anni.

 

 

L'investigatore Edi Ciesco, Europol Investigazioni.
L’investigatore Edi Ciesco

Figlio unico di Sonia Piapan e Silvano Polentarutti, proviene da un difficile contesto familiare e finisce spesso nei guai. Ramon è un giovane molto amato dalle donne: dal primo matrimonio, avvenuto in giovane età, ha la figlia Angie, e nell’ultimo periodo della sua vita si lega a Francesca Costantino che gli dà la figlia Megan. Insieme al suo ultimo nucleo familiare, Ramon va a vivere al piano terra dell’abitazione di Roberto Garimberti, attualmente indagato. Le indagini vere e proprie partono a seguito del ritrovamento di una parte delle ossa di Ramon nel novembre del 2012, all’interno di un sacco nero impigliato nelle grate dei condotti di raffreddamento della Centrale elettrica di A/2 A che pesca acqua dall’attiguo canale Valentinis: «Il Canale Valentinis, che divide Monfalcone – spiega a Cronaca&Dossier l’investigatore privato Edi Ciesco, al quale la famiglia di Ramon Polentarutti si rivolge per far luce sull’orribile caso irrisolto, al fianco dell’avvocato Ilaria Celledoni, legale della famiglia Polentarutti -, scorre a circa trecento metri di distanza dall’abitazione in cui si sono svolte le indagini e la Centrale elettrica è posta a circa cinquecento metri in linea d’aria dall’abitazione. Facile pensare che il sacco con le ossa del Polentarutti sia stato gettato nel canale e che la corrente lo abbia spinto sulle grate ove è stato rivenuto» conclude l’investigatore Ciesco.

 




 

Luogo dove viveva Polentarutti e la sua famiglia.
Luogo dove viveva Polentarutti con la famiglia.

Tra gli indizi il grande falò alle prime ore dell’alba (nel cortile della casa di Roberto Garimberti in cui il Polentarutti aveva vissuto fino a pochi giorni prima della sua scomparsa), la sparizione di alcuni beni di Ramon (cui era particolarmente legato) e l’ultima telefonata fatta alla sorella in cui Ramon comunicava la sua intenzione di rientrare, anche senza permesso, nella casa di proprietà di Garimberti per prendere indumenti e beni di famiglia.  «Qualche giorno prima della scomparsa – secondo la tesi dell’investigatore privato – il Garimberti aveva repentinamente chiesto alla famigliola di allontanarsi, con il pretesto che il padre del Garimberti fosse all’oscuro dell’occupazione da parte di estranei dell’appartamento al piano terra.

 

 

L'avvocato Ilaria Celledoni
L’avvocato Ilaria Celledoni

Li aveva fatti uscire così velocemente di casa da fargli lasciare lì i loro effetti personali. Poi li aveva pregati di non rientrare. Dopo la scomparsa di Ramon la convivente si rivolse alle Forze dell’ordine, che entrarono in casa per permettere il recupero dei beni di proprietà Costantino. Entrati trovarono tutto a soqquadro, notarono la mancanza dei materassi, del frigorifero e che una parete della stanza era stata dipinta di rosa. Recuperarono quindi alcuni beni, tra cui però non c’era il telefono del Polentarutti, l’orologio regalato dal padre ed altri preziosi». Secondo la difesa di Garimberti, invece, le ossa ritrovate in giardino provengono da un cimitero della Grande guerra, dunque appartenenti a dei soldati. Una prima analisi delle ossa non ha portato alcun risultato che possa permettere alla Procura di esprimersi con certezza. Ma l’ultimo colpo di scena, finora, giunge dall’avvocato di Polentarutti che, su volontà della famiglia, ha annunciato la richiesta di eseguire ulteriori analisi scientifiche di parificazione tra le ossa rinvenute nella Centrale e i frammenti trovati nel giardino di Garimberti.

 

Per giungere a risultati ottimali, nell’equipe c’è anche il professor Matteo Borrini (“Principal lecturer in Forensic Anthropology” presso Liverpool John Moores University). Si tratta di una fase essenziale delle indagini grazie alla quale si comprenderà se è davvero possibile imprimere una svolta a questo giallo denso di particolari macabri e porre fine all’angoscia dei familiari di Ramon, che ormai si protrae incessantemente da tre anni.

 
articolo di Antonella Marchisella

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Monfalcone e l’enigma delle ossa in giardino ultima modifica: 2014-12-15T16:02:42+00:00 da info@cronacaedossier.it

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