Minori non accompagnati, vittime silenziose

Il fenomeno dei minori stranieri non accompagnati in Italia e i dati sull’accoglienza

 

minoreUn minore migrante che si mette in viaggio e lascia il proprio paese alla ricerca di una nuova vita, per trovare lavoro o per scappare da una guerra o da condizioni difficili, non è un fenomeno nuovo. Ma il numero di minori stranieri non accompagnati e le complesse minacce a cui loro devono far fronte stanno aumentando in maniera esponenziale. Alla fine di luglio, secondo l’Unhcr, erano ben 13.705 i minori non accompagnati sbarcati in Italia, in aumento rispetto a quelli arrivati nel 2015 (12.360 bambini). Dopo la chiusura della rotta dei Balcani occidentali e l’accordo tra l’Unione Europea e la Turchia, l’Italia si è ritrovata ad essere l’unico punto di approdo per i migranti diretti in Europa. La maggior parte dei bambini provengono da Egitto, Gambia, Eritrea, Nigeria e Somalia.

 

scarpaQuesti minori si trovano in grande pericolo e nella maggior parte dei casi sono oggetto di una forte pressione psicologica indotta dalla famiglia affinché portino a termine il progetto migratorio. I minori migranti devono da soli adattarsi ad un paese a loro estraneo, ad una lingua e ad una cultura diversa. Inoltre, devono affrontare non solo un complesso procedimento legale al fine di ottenere lo status di rifugiato o il permesso di soggiorno per minore età, ma si imbattono, purtroppo, in rischi di abuso e sfruttamento, dovuti all’assenza dei genitori. Possono essere sfruttati sessualmente, sottopagati, malnutriti e raramente hanno l’opportunità di andare a scuola o giocare. La criminalità organizzata può gestire le loro vite e quella della loro famiglia rimasta nel paese di origine. Questo tipo di condizione particolarmente stressante rischia di danneggiare il loro benessere emotivo, con conseguenze importanti sia dal punto di vista emotivo che comportamentale.

 

minoreNumerosi studi hanno largamente dimostrato che molti bambini, che arrivano nel paese ospitante dopo un estenuante viaggio migratorio, riportano un alto tasso di disturbo post traumatico da stress, spesso legato all’esposizione diretta ad eventi traumatici vissuti prima o durante il processo di migrazione. Nonostante ciò, restano ancora importanti lacune nella conoscenza relativa ad un percorso che garantisca e accompagni lo sviluppo del benessere psicofisico dei MSNA nel periodo trascorso nel paese ospitante e, in particolare, la gestione dell’esperienza traumatica cui questi bambini sono stati sottoposti e gli stress quotidiani che si trovano a dover subire.

Quando un bambino viene privato dei propri genitori, lo Stato ha l’obbligo di fornirgli protezione ed assistenza speciali e di garantire la sua sicurezza. Ma l’Europa e le Istituzioni stanno fallendo nella protezione dei minori stranieri non accompagnati e le loro condizioni di vita nei Centri di prima e seconda accoglienza destano molta preoccupazione. In Italia, infatti, si riscontra il fenomeno della fuga dai centri. Accade molto spesso che scappano perché le loro aspettative sono state disattese e perché sperano che fuori ci siano opportunità di lavoro, al fine di mandare a casa il denaro utile a saldare il debito che le loro famiglie hanno contratto per il loro viaggio, non consci però dei pericoli di sfruttamento lavorativo e sessuale.

 

 

minoreCome riporta Oxfam nel recente rapporto Grandi speranze alla deriva (settembre, 2016), 28 MSNA fuggono dai centri di accoglienza ogni giorno. Nei primi sei mesi del 2016, 5.222 minori non accompagnati sono stati dichiarati “scomparsi”, essendo scappati dai centri d’accoglienza per continuare il loro viaggio e raggiungere altri Paesi europei. Ragazzi che diventano così invisibili, uscendo dai circuiti della legge, e diventando ancor più vulnerabili a violenze e sfruttamento.

Questi dati allarmanti spingono inevitabilmente verso un’assunzione di responsabilità piena e diretta sul sistema di prima accoglienza dei minori stranieri non accompagnati, assicurando condizioni dignitose di ospitalità, approntando un sistema di strutture di prima accoglienza temporanea con criteri e standard di qualità omogenei e tali da evitare il sovraffollamento, favorendo il successivo trasferimento dei minorenni stessi alle comunità di seconda accoglienza distribuite sull’intero territorio nazionale (accreditate secondo i criteri regionali, nazionali e comunitari), nonché di promuovere la diffusione dell’affidamento familiare.

 

Le politiche italiane in materia di migrazione e di protezione dei minori devono prefiggersi l’obiettivo di implementare una rete di accoglienza, supporto e inserimento finalizzata all’empowerment dell’individuo e al suo inserimento a medio e lungo termine nell’ottica del life project approach, così come sintetizzato nelle direttive del Consiglio dell’Unione Europea. Solo in questo modo si potrà parlare di integrazione e di protezione dei diritti dei minori migranti.

 

articolo di Nicoletta Calizia

Segui Cronaca&Dossier con un Mi Piace su Facebook e Twitter, oppure unisciti al canale Telegram

Minori non accompagnati, vittime silenziose ultima modifica: 2016-10-15T14:53:14+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!