Mino Pecorelli: 35 anni senza verità

Dopo sette lustri l’omicidio di Mino Pecorelli è ancora avvolto dal mistero: tra condanne, pentiti, smentite e assoluzioni, l’assassino del giornalista di OP non è ancora stato identificato

Omicidio_PecorelliC’erano anni in cui il giornalismo era ancora una vocazione. Anni in cui la parola scritta poteva fare la differenza e l’inquinamento dell’informazione era una locuzione ancora da inventare. Carmine ‘Mino’ Pecorelli era un giornalista sagace e intuitivo come pochi. Talvolta le sue previsioni rasentavano la magia, tanto che in certe circostanze si suppose che fosse un ricattatore: l’ipotesi venne smentita seccamente al momento della sua morte. Mino Pecorelli era titolare solo di un appartamento a Roma e per mantenere Osservatore Politico era costretto a chiedere continue sovvenzioni pubblicitarie a personaggi di spicco, una condizione economica non paragonabile a quella di un personaggio uso al ricatto. Tra le sue “doti” comparirà anni dopo anche l’iscrizione alla Loggia P2.

Il debutto di OP come rivista è sintomatico della grande intuitività di Mino Pecorelli. Dopo aver lavorato al periodico Andreotti_1991Nuovo Mondo d’Oggi, nell’ottobre del ’68 fonda OP, un’agenzia di stampa che tratta scandali, retroscena e intrighi del mondo politico e militare. L’agenzia diventa un punto di riferimento per tutti gli addetti del settore, che cercano di leggere tra le righe dei comunicati per intuire le previsioni del sagace giornalista. Come un fulmine a ciel sereno, nel marzo del ’78 Mino Pecorelli cambia faccia a OP: nonostante non abbia i mezzi economici necessari, l’agenzia diventa un periodico cartaceo acquistabile in qualunque edicola. Il debutto è giornalisticamente sensazionale. Mino Pecorelli attraverso le righe della neonata rivista annuncia che il 15 marzo accadrà qualcosa di gravissimo in Italia: sbaglia solo di un giorno. Il 16 marzo 1978 è ricordato nel Belpaese per la strage di via Fani. Le Brigate Rosse compiono un vero e proprio massacro terroristico uccidendo la scorta di Aldo Moro e sequestrando il politico, esponente di spicco della Democrazia Cristiana. Per tutti i 55 giorni del sequestro, OP si occupa del caso arrivando a rivelazioni sconcertanti (come la falsità del “Comunicato numero 7”) e in seguito all’assassinio di Moro pubblica tre lettere inedite scritte dall’ex premier durante i giorni della sua prigionia.

mino pecorelliCome e più di prima, Mino Pecorelli prende di mira Giulio Andreotti. È lo stesso periodo durante il quale giungono alla tipografia di OP 30 milioni di lire, per mano del braccio destro di Andreotti, Franco Evangelisti. Il numero successivo, del 6 febbraio 1979, avrebbe dovuto pubblicare un titolo clamoroso: «Tutti gli assegni del Presidente». Invece non arriverà mai in edicola.

La carriera nell’editoria di Mino Pecorelli dura poco più di 365 giorni: il 20 marzo del 1979, mentre esce dalla sede di Osservatore Politico, viene raggiunto da quattro colpi di pistola (tre alla schiena e uno alla bocca, segnale indicatore del movente dell’esecuzione). I proiettili rinvenuti sul luogo del delitto (calibro 7,65) sono di marca Gevelot, molto difficili da reperire anche nei mercati clandestini. Si scoprirà anni più tardi che la stessa tipologia di proiettili è presente anche nello scantinato del ministero della Sanità, dove si troverà un vero e proprio arsenale nascosto al servizio della criminalità.

La svolta nelle indagini arriva solo nel 1993, con le dichiarazioni del pentito Tommaso Buscetta che rivela ai magistrati diAldo_Moro_br Palermo come l’omicidio del giornalista sia stato commissionato proprio da Andreotti. L’ex premier viene assolto nel 1999 per non aver commesso il fatto ma nel 2002 la Corte d’Assiste d’appello di Perugia condanna, tra gli altri, Andreotti e il boss malavitoso Gaetano Badalamenti a 24 anni di reclusione in quanto mandanti dell’omicidio. La sentenza viene annullata senza rinvio dalla Corte di Cassazione il 30 ottobre del 2003, scrivendo la parola fine sull’iter giudiziario di Andreotti e rigettando l’omicidio di Mino Pecorelli nell’incertezza più assoluta.

 

articolo di Nicola Guarneri

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Mino Pecorelli: 35 anni senza verità ultima modifica: 2015-04-14T15:15:24+00:00 da info@cronacaedossier.it

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