Milena Sutter e il “biondino” della Spider rossa

Quarantacinque anni fa uno dei primi sequestri e omicidi di minore che sconvolsero l’Italia: il caso Milena Sutter e quelle similitudini con il caso Orlandi

 




 

Milena Sutter
Milena Sutter

Chissà cosa sta pensando Milena Sutter il 6 maggio del 1971. Probabilmente è un po’ stanca. Papà Arturo ha sempre avuto a cuore l’educazione della figlia, che deve essere di primo livello. Arturo Sutter è un imprenditore svizzero e ha dato un grande impulso innovativo all’azienda di famiglia, ereditata dal padre Adolfo: da cinque generazioni producono e commercializzano prodotti per l’igiene e la pulizia. Trasferitosi a Genova, il sig. Sutter ha insistito affinché la figlia Milena, che nel 1971 ha tredici anni, studiasse in una scuola svizzera. La iscrive quindi all’istituto di via Peschiera, una scuola all’avanguardia con docenti ben preparati.

 

Lorenzo Bozano
Lorenzo Bozano

Quel 6 maggio Milena, finite le lezioni, deve correre a casa: alle 17:30 tocca all’insegnante privato di storia, per una formazione ancora più completa. La giovane tuttavia non arriverà mai a casa. Uscita dalla scuola alle 17:00 corre a prendere l’autobus; un compagno la vede scendere le scalette verso il capolinea. In una macabra iniziale analogia con una sparizione che avverrà un decennio dopo, quella di Emanuela Orlandi, Milena non riesce a prendere il bus e sparisce nel nulla.

I genitori, preoccupati, avvisano le Forze dell’ordine intorno alle nove di sera, quando probabilmente Milena è già morta. La mattina successiva arriva una telefonata a casa Sutter: «Se vi preme la vita di vostra figlia preparate 50 milioni». La voce maschile è calma e sicura, i soldi dovranno essere lasciati in Corso Italia, nella prima aiuola della passeggiata sul lungomare. Il signor Sutter sarebbe anche disposto a pagare, peccato che della figlia non ci siano tracce. Le indagini tuttavia hanno già un primo sospettato: è Lorenzo Bozano, 25 anni, figlio della buona borghesia genovese. Il padre, che è imparentato con gli armatori Costa, ha già denunciato il figlio in passato. L’ha fatto rinchiudere in riformatorio ed è passato per diversi collegi poiché, a detta dello stesso padre, potrebbe essere capace di tutto, di qualsiasi delitto.

 



Alfa_Romeo_Giulia_Spider
Alfa Romeo Giulia Spider

È il capo della Squadra mobile Angelo Costa a individuare il sospettato. Molti testimoni parlano di un “biondino” con la spider rossa che bazzica costantemente nei pressi della scuola elvetica. Bozano in realtà è castano ma ha un’Alfa Romeo Giulia Spider rossa proprio come quella descritta dai testimoni. Ha diverse esperienze da sub e quando gli inquirenti gli piombano in casa non trovano la sua cintura, mentre lui accampa scuse senza riuscire a fornire un alibi convincente. Trovano anche un biglietto: «affondare, seppellire, murare».
Tutto diventa chiaro un paio di settimane dopo. È il 20 maggio quando due pescatori ritrovano un cadavere che galleggia a trecento metri dalla spiaggia di Priaruggia.

 

 

Lorenzo BozanoPensano si tratti di un sub, vista la cintura che indossa, e chiamano immediatamente il nucleo sommozzatori per il recupero del corpo. Quando viene portato a riva è in condizioni pessime: i pesci hanno divorato quasi tutto il viso, ma ci sono i primi dubbi che si tratti di Milena. La camicetta a fiori, il maglione giallo e la blusa blu sono come quelli che indossava il giorno della sua scomparsa. L’autopsia non lascia scampo a dubbi, la medaglietta al collo recita il nome di Milena Sutter. Dall’esame autoptico emerge che la piccola è stata strangolata poco dopo la sua scomparsa, probabilmente tra le 18:00 e le 18:30. Alcuni segni suggeriscono sia stata seppellita, poi disseppellita e lanciata in mare con addosso una cintura da sub e sei pesi da un chilo, evidentemente non sufficienti per farla inghiottire dalle fauci marine.
La stessa sera la squadra mobile arresta Bozano che tuttavia nel 1973 viene assolto in primo grado per mancanza di prove.

 

I ventitré indizi raccolti non convincono il giudice, secondo il quale non ci sono le basi per la colpevolezza. Un appuntamento rimandato al 1975, quando in secondo grado Bozano viene condannato all’ergastolo con l’imputazione di rapimento a scopo di estorsione, omicidio con azione di strozzamento e soppressione di cadavere. La condanna viene confermata dalla Corte di Cassazione l’anno successivo ma Bozano riesce ad evitare il carcere, scappando in Francia. Verrà arrestato successivamente ed estradato in Italia via Svizzera; dopo una serie di permessi e un regime di semilibertà torna in carcere nel 2002, dopo che nel 1997 aveva tentato di molestare una ragazza di 16 anni fingendosi un poliziotto. Nonostante ciò, tuttora si professa innocente.

 

articolo di Nicola Guarneri

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Milena Sutter e il “biondino” della Spider rossa ultima modifica: 2016-05-24T10:16:23+00:00 da info@cronacaedossier.it

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