Milena Quaglini, l’angelo sterminatore che odiava gli uomini

La donna ribattezzata l’angelo sterminatore accusata e condannata per avere ucciso tre persone alla fine degli anni Novanta: la storia di Milena Quaglini







00È il 2 agosto 1998 quando a Broni, in provincia di Pavia, dopo l’ennesimo litigio la 41enne Milena Quaglini colpisce alla testa il marito, Marco Fogli di 52 anni, operaio. Approfittando del suo stato di incoscienza gli lega mani e piedi e lo strangola, senza che le sue due bimbe, di cinque e otto anni, si accorgano di nulla. Dopo aver nascosto il cadavere sul balcone di casa chiama i Carabinieri e confessa il delitto. È una storia che sembra finire qui, ma in realtà è solo l’inizio. Poco più di un anno dopo Milena viene condannata a 14 anni di reclusione.

 

In carcere di Vigevano viene interrogata per un’altra morte, quella di Angelo Porrello, un tornitore di 53 anni che abitava a Bascapé, sempre nel pavese. Il corpo dell’uomo, che aveva trascorso sei anni in carcere per molestie sui minori, era stato ritrovato in una concimaia dalla ex moglie, il 24 ottobre 1999. La sua scomparsa era stata denunciata intorno al 10 ottobre. Prima di quella data, la Quaglini era agli arresti domiciliari, ma il 6 ottobre era nuovamente finita in carcere per non averli rispettati. Al centro dell’interrogatorio alla Quaglini in carcere ci sono proprio i rapporti esistenti tra lei e Porrello, dal momento che ella stessa racconta al suo avvocato di avere conosciuto il tornitore perché aveva risposto ad un’inserzione su un periodico di annunci. Porrello, infatti, offriva in affitto una stanza con bagno e cucina all’interno della sua villetta di Bascapé. Un’offerta che la Quaglini aveva accettato.

0Nel frattempo, dai fascicoli emerge anche che Milena era stata coinvolta nell’inchiesta su un altro delitto avvenuto nel 1995 a Este, sempre nella provincia di Padova, dove venne trovato morto Giusto Dalla Pozza, di 83 anni. All’epoca la Quaglini era la domestica della vittima, che venne trovata sul pavimento della sua villa in un lago di sangue. Da quel delitto, dopo lunghe indagini, la donna era stata però scagionata. Il 23 novembre 1999, Milena Quaglini confessa di aver ucciso anche Angelo Porrello. Spiega agli inquirenti di aver commesso il delitto dopo che l’uomo l’aveva stuprata.





Prima aveva tentato di ucciderlo, sciogliendo quattro pastiglie di veleno nel caffè; successivamente l’aveva spogliato e infilato nudo nella vasca da bagno. L’uomo non era ancora morto quando la donna l’aveva trascinato nella concimaia, dove il corpo è rimasto per due settimane prima di essere trovato. Ciò che colpisce stavolta è l’atteggiamento dopo l’omicidio: tornata in carcere per aver evaso gli arresti domiciliari, Milena scrive lettere ad Angelo Porrello, dandogli del lei, sperando che questo possa dargli un buon alibi, sperando di passare per quella che non ne sa nulla.

caffèPochi giorni dopo, il 29 novembre 1999 Milena Quaglini ammette di aver ucciso anche Giustino Dalla Pozza, colpendolo alla testa con una lampada da tavolo durante una colluttazione. La lite, secondo il racconto della Quaglini, sarebbe scoppiata a causa di una richiesta di prestazioni sessuali avanzate dall’uomo in cambio di un prestito di quattro milioni che aveva fatto alcuni giorni prima alla donna.

C’è un particolare che colpisce gli inquirenti e lo stesso avvocato della Quaglini, Licia Sardo: la Quaglini sembra rifiutare l’idea di aver commesso i tre omicidi. Infatti, sembra attribuirli ad un’altra persona, parlando di se stessa in terza persona, dicendo: «Milena ha fatto» oppure «Milena ha detto».

Nell’aprile del 2000 viene disposta una perizia psichiatrica sulla Quaglini. Effettuata dal prof. Maurizio Marasco solo sull’omicidio Porrello e nonostante altri esami la considerassero parzialmente incapace a causa dell’abuso di alcolici, la perizia stabilisce la capacità di Milena di intendere e di volere. Per i due altri omicidi, intanto, Milena aveva già subito due condanne, ma i giudici le avevano riconosciuto in Appello, nel caso dell’omicidio del marito, la seminfermità mentale (6 anni e 8 mesi) e, in quello dell’anziano Dalla Pozza, in Primo grado, solo un eccesso di legittima difesa (20 mesi).

Il 26 ottobre 2001 la storia di Milena Quaglini, la donna che odiava gli uomini che cercavano di sopraffarla, volge al termine: si toglie la vita, impiccandosi nella sua cella nel carcere di Vigevano.

di Francesca De Rinaldis    @FrancescaDeRin2

 

MILENA, LA FORZA DELLA VENDETTA
Approfondimento della psicologa forense Francesca De Rinaldis

Dott.ssa Francesca De Rinaldis
Dott.ssa Francesca De Rinaldis

Milena Quaglini, soprannominata “l’angelo sterminatore”, è una serial killer, una vedova nera. Le sue vittime sono tutti uomini, uomini violenti, che uccide proprio per vendicarsi delle violenze e delle umiliazioni subite. Fin dall’infanzia, Milena incontrerà sempre uomini violenti, ad iniziare dal padre, alcolista e sempre aggressivo nei confronti suoi e delle sorelle, oltre che geloso e possessivo. A 19 anni, come lei sognava, incontra l’uomo della sua vita: dolce e comprensivo, non la maltratta. Pochi anni dopo incontra Mario Fogli, colui che diventerà il suo secondo marito.




L’uomo è un alcolizzato violento, la costringe a lasciare il lavoro perché, come suo padre, è ossessivo e geloso. Milena lo lascia solo dopo molto tempo esasperata ormai dai soprusi e dalle violenze, in danno non solo suo ma anche del figlio avuto dal primo matrimonio, che veniva continuamente picchiato e umiliato. Ma Mario Figli non è la prima vittima di Milena, nato come atto impulsivo in reazione ad un ennesimo tentativo di violenza sessuale dell’uomo, non c’è premeditazione o pianificazione, anche se durante l’esecuzione dell’azione omicidiaria e nei momenti dopo l’omicidio, Milena si mostrerà lucida, fredda e ben consapevole dell’azione compiuta vero punto di non ritorno: il senso di piacere, forza e liberazione che Milena sperimenta dopo il primo omicidio, gli danno la consapevolezza che ora lei sa e può vendicarsi, mettere fine alle violenze subite dagli uomini, uccidendoli. Milena Quaglini uccide una sola tipologia di uomini, quelli violenti e maltrattanti, non teme il contatto con la morte, anzi ne trae piacere e godimento, non prova sentimenti di colpa o rifiuto verso le azioni omicidiarie compiute.  Attualmente le donne serial killer rappresentano soltanto il cinque per cento rispetto all’intero fenomeno.  Chi è allora l’assassina seriale?

 

(seconda foto in box)Fondamentalmente è una donna che con il delitto riesce a prendersi una rivincita sulla vita esprimendo la sua superiorità e divenendo famosa, proprio come Milena che attraverso gli omicidi esce vincente da anni di abusi, violenze e umiliazioni. Da donna serial killer, Milena Quaglini rappresenta delle “tipicità” che la fanno rientrare nella categoria degli assassini organizzati: pianifica i suoi delitti (il secondo e il terzo) con cura, uccide in un determinato posto senza affrontare grandi spostamenti; gli omicidi non vengono scoperti subito; ha una vita mediocre e rapporti familiari non buoni; durante l’infanzia ha subito abusi fisici, psicologici e sessuali; ha uno scarso concetto di se stessa e sente di essere emarginata dalla società. Allo stesso tempo per altre caratteristiche Milena Quaglini può invece essere considerata una serial killer “atipica”: le assassine seriali non torturano le proprie vittime prima di ucciderle e non provano gratificazione quando assistono alla loro sofferenze, invece la lunga agonia alla quale Milena Quaglini espone in particolare Angelo Porrello, può considerarsi una forma di tortura; le donne serial killer inoltre in genere non eccedono in violenza, spesso stordiscono le vittime oppure le narcotizzano, usano veleni come l’arsenico e suoi derivati, invece Milena Quaglini solo in un omicidio ha usato dei narcotici, non per uccidere bensì per stordire e poter poi agire violenza con maggiore sicurezza e garanzie di successo; le donne serial killer agiscono quasi sempre per un movente economico, Milena Quaglini invece non uccide per denaro ma per desiderio di vendetta, per senso di rivalsa e rivincita sugli uomini.

Milena Quaglini, l’angelo sterminatore che odiava gli uomini ultima modifica: 2016-01-20T15:54:12+00:00 da info@cronacaedossier.it

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