Migranti con disabilità: due volte penalizzati

Maggiori difficoltà per i migranti disabili giunti nel nostro Paese, che si ritrovano a dover affrontare il doppio dei problemi: il tema riguarda tutti




000Come sappiamo, nell’ultimo periodo il fenomeno dei migranti è in continua crescita, non solo nel nostro Paese ma in tutta Europa. Secondo un’indagine ISTAT, gli stranieri residenti in Italia al 1° gennaio 2015 sono più di cinque milioni, con un incremento di 151 mila persone rispetto all’anno precedente. Analizzando i dati del MIUR (Ministero dell’Istruzione) risulta inoltre che più di 26 mila sono bambini con delle disabilità. Se è già difficile per un migrato giungere e vivere in un paese straniero, dove non si conoscono la lingua, le usanze, le abitudini e dove si è arrivati stremati dopo un lungo viaggio di giorni su una carretta nel mare, si immagini le difficoltà che trova nelle medesime circostanze, un disabile. Già, perché forse a pochi è venuto in mente che tra le tante persone scappate dalla guerra ci sono anche loro, doppiamente penalizzati: i portatori di handicap.




(foto cop)Attualmente non si sa quanti siano gli immigrati disabili presenti in Italia e a che nazionalità appartengano; ma sappiamo che ci sono bambini che vanno a scuola e adulti, che magari troviamo agli angoli delle strade, che chiedono un piccolo aiuto per vivere. Il popolo degli invisibili, così li definirei. Ancora oggi nel 2015 facciamo fatica ad accettare la disabilità rispetto ad altre forme di diversità, anche se nessuna difformità dev’essere fonte di discriminazione, ma anzi di crescita personale. Questa per esempio è la storia di Lemlem Ghebray una donna eritrea giunta in Italia nel 1993. Arruolata nel 1974 nel Fronte Popolare per la liberazione del suo Paese, non ha soltanto combattuto, ma insegnato ai suoi commilitoni ed è stata anche una maestra. Nel 1982 durante una battaglia fu colpita nella parte sinistra del cervello: ha avuto un’emiplegia perdendo l’uso della parola e diventando così disabile. Curata per cinque mesi nel suo Paese, i medici le hanno consigliato di recarsi in Europa. Adesso vive a Ferrara, dove ancora oggi fa riabilitazione perché è emiplegica (cioè non riesce bene a muovere una parte del corpo). «Non mi sono mai sentita giudicata per il colore della pelle, ma solo perché sono disabile ‒ ha affermato Lemlem ‒. Quando chiedo informazioni, le persone non mi guardano neppure in faccia o mi scrutano con lo sguardo pieno di compassione».




00Essere migranti e disabili comporta doppie difficoltà. È proprio su questi aspetti che la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ha svolto un’indagine (Migranti con disabilità: conoscere il fenomeno per tutelare i diritti) e il tema era sulle condizioni di vita degli stranieri con disabilità in Italia. La ricerca doveva mettere in luce dimensioni e caratteristiche, individuando competenze e obblighi delle diverse istituzioni coinvolte. Per questo motivo il 9 giugno scorso a Roma si è svolto un convegno dal titolo Migrazione e disabilità: invisibili nell’emergenza, organizzato dalla FISH. Nella prima parte sono stati esposti i risultati dello studio, mentre nella seconda sono state presentate diverse proposte per l’integrazione e per riuscire a comprendere le differenze, nell’osservanza dei dati, anche rispetto a quelli degli studenti stranieri con disabilità. Tutto questo, affinché vengano abbattute per sempre le discriminazioni di ogni sorta. Pensiamo per esempio che quello che vediamo può capitare anche a noi in ogni momento della nostra vita. Siamo tutti uguali, viviamo sulla stessa terra, nessuno può fuggire dal proprio destino a tutti ignoto.

 

articolo di Dora Millaci @DoraMillaci

Migranti con disabilità: due volte penalizzati ultima modifica: 2015-12-26T15:25:30+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!