Menzogna o verità? Le tecniche d’indagine della Polizia

Investigazione: menzogna o verità? Le tecniche d’indagine negli interrogatori di Polizia


Le menzogne vengono normalmente classificate dagli studiosi come appartenenti a due macro-categorie: le menzogne a basso rischio, che non implicano la possibilità di serie conseguenze in caso di scoperta e con modesta attivazione emotiva, e le menzogne ad alto rischio che in caso di scoperta possono portare al mentitore delle gravi conseguenze.
La produzione della categoria di menzogne ad alto rischio, tipica dell’interrogatorio di Polizia, implica un impegnativo processo mentale, articolato su diverse dinamiche: 1. Creazione della menzogna con uno sforzo creativo per raccontare uno scenario verosimile; 2. Controllo di se stesso: canale verbale, paraverbale e non-verbale per apparire verosimile; 3. Monitoraggio costante dell’interlocutore per notare eventuali segnali di scoperta della menzogna; 4. Sforzo di ricordare più elementi possibili della menzogna creata per poter evitare contraddizioni in un secondo tempo.
Di conseguenza, un’importante competenza tecnica da parte dell’investigatore che conduce un interrogatorio, è quella di saper individuare i segnali della menzogna perché, a parte i casi in cui avviene spontaneamente una piena confessione, spesso colui che ha commesso un reato tende a mentire e ad allontanare così la sua responsabilità.
MenzognaTutto ciò, provoca nell’individuo un impegno mentale maggiore rispetto a quello necessario per ricordare un evento realmente accaduto. Inoltre, l’ansia di essere scoperto unita alla consapevolezza di effettuare un’azione moralmente inaccettabile implica l’insorgere di un maggiore stress, dovuto prevalentemente allo sforzo di utilizzare la fantasia per fornire un elemento plausibile senza trovare informazioni di appoggio nella memoria stabile nonché alla riduzione dell’attenzione dalla conversazione per dedicarsi allo sforzo creativo della menzogna.
Inventare una risposta sul momento, rapida e convincente, una risposta che non contraddica quello che si è già detto e che dovrà essere tenuta a mente per il futuro, richiede capacità mentali e una presenza di spirito che pochi possiedono. Inoltre, il nostro cervello è sempre pronto per dire la verità, mentre per mentire deve organizzarsi, attivarsi ed agire, una sorta di impegno extra non previsto.
In generale, quindi, la produzione di bugie comporta un incremento dell’energia mentale impiegata, dell’ansia e del livello emozionale.
0000Tutte le anomalie di attivazione correlate alla menzogna possono rispecchiarsi in microazioni del mentitore: 1. Dissipazione dell’ansia attraverso l’incremento di alcuni movimenti; 2. Gestualità simbolica su base inconscia; 3. Necessità di maggiore concentrazione attraverso l’interruzione di alcuni movimenti; 4. Modifiche nel linguaggio (pause, stile linguistico, ecc.).
Attenzione però: chi deve prendere in esame altre persone su cui è tenuto a dare un giudizio, deve essere attento a non commettere errori nella sua osservazione; uno degli errori più comuni, avviene quando si scambia la paura del soggetto di non essere creduto con la paura legata alla menzogna arrivando a una conclusione errata sulla base di un’analisi incompleta degli elementi non verbali. Anche i pregiudizi portano a distorcere l’analisi della realtà, tendendo a sottostimare/sovrastimare eventuali indizi di tensione o di menzogna. Un (foto sfondo)altro grave errore, è quello della cattiva interpretazione dei gesti manipolatori ovvero, quei movimenti con cui ci si tocca il proprio corpo o un oggetto; infatti spesso, questo tipo di gesti, possono fuorviare l’osservatore se non vengono analizzati insieme ad altri fattori. In altre parole, il comportamento menzognero può manifestarsi attraverso varie modifiche del pattern comportamentale abituale del soggetto e del suo atteggiamento. Quindi, l’attenzione dell’investigatore non si deve focalizzare solo sulla presenza di uno o più segni statisticamente correlati alla menzogna ma tendere ad un’attenta osservazione di una serie di aree comportamentali, alla ricerca delle modifiche gestuali e linguistiche specifiche per quel soggetto.
Indispensabile è l’utilizzo di sistemi di videoregistrazione che consentono di riosservare e riascoltare l’interrogatorio, osservando con particolare attenzione le risposte psicofisiologiche che si manifestano nel soggetto prima, durante e dopo una menzogna e comparando tali elementi con i comportamenti manifesti durante una fase di comunicazione sicuramente veritiera.

 

articolo di Nia Guaita

 

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Menzogna o verità? Le tecniche d’indagine della Polizia ultima modifica: 2015-07-22T15:25:47+00:00 da info@cronacaedossier.it

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