Mente vs. corpo: le basi scientifiche di un duello antico

L’eterna e affascinante battaglia che riempie quotidianamente la vita di ognuno di noi: vince il corpo o la mente?

Body_artQuante volte ci siamo domandati, davanti a una qualsiasi soluzione, se fosse giusto seguire la razionalità (e quindi la mente) oppure lasciarsi semplicemente guidare dalle sensazioni e dall’istinto? Spesso prendiamo decisioni che sul momento possono sembrare giuste e poi ci accorgiamo che è troppo tardi per tornare indietro; cadiamo e ci rialziamo, ricominciamo da zero. Oppure, se siamo stati fortunati, intraprendiamo la via corretta, il nostro intuito ha avuto la meglio.

Il conflitto tra mente e corpo ha radici antichissime: basti pensare alla dicotomia res extensa/res cogitans di Cartesio per delimitare la sfera materia/spirito, così come al Dualismo/Monismo che delineano due posizioni diverse per descrivere la mente ed il corpo; secondo il Dualismo appaiono come due entità distinte ma sostanzialmente correlate, mentre per il Monismo, mente e corpo sono due sfere complementari quasi che si fondono tra loro, con la mente che occupa una posizione di spicco rispetto al corpo.

Con l’avvento delle neuroscienze, nell’ultimo decennio, questo rapporto è stato nuovamente ripreso ed analizzatomente secondo un’altra chiave di lettura: nella nuova concezione non sono due entità separate ma cooperano profondamente tra loro in ogni istante, grazie ad un linguaggio comune fatto di molecole chimiche ed energie, che interconnettono tra loro le cellule del corpo e le mettono in comunicazione con l’ambiente circostante. Esistono tante evidenze scientifiche che dimostrano come il corpo e la mente siano ciascuno in grado di influenzare l’altro: gli orientali dicevano che il primo modo di vincere la tristezza è tirarsi su di forza gli angoli della bocca, come quando si sorride.

Così come è straordinario immaginare che il semplice direzionarsi delle nostre pupille sia indicativo del nostro stato d’animo interiore: quando muoviamo le pupille in senso orizzontale o in basso a sinistra consentiamo al nostro cervello di accedere agli input uditivi, cioè suoni o parole, oppure se spostiamo le pupille verso l’alto il nostro cervello avrà libero accesso alle informazioni visive.

Brain_MRI_141752_rgbc_CESembra quindi che sia impossibile pensare che il corpo e la mente viaggino su due binari paralleli senza incontrarsi mai, difatti tutti quei messaggeri chimici chiamati neurotrasmettitori che il nostro cervello rilascia, agiscono anche nel nostro sistema nervoso autonomo. Le catecolamine (adrenalina e noradrenalina) così come il cortisolo e gli oppiacei naturali, vengono liberati dal nostro cervello in relazione ad una situazione di stress ed agiscono direttamente sul nostro sistema immunitario abbassandone le difese. Per questo motivo, quando si è vittime di un forte stress, si diviene anche più vulnerabili alle patologie.

Partendo dalla concezione di Jung, secondo cui «l’anima è un corpo vivo, ed il corpo è materia animata», possiamo sostenere che mente e cervello appaiono soltanto convenzionalmente distinte ma in realtà ogni qualvolta si realizzi un atto mentale, necessariamente nell’istante stesso in cui viene rilasciato un Jean-François_Millet_-_The_Goose_Girl_-_Walters_37153messaggero chimico nel cervello, questo eserciti in maniera sincrona la sua attività sul corpo stesso.

Ogni cellula collabora ogni istante con le altre, a partire dai neuroni del nostro cervello. È come immaginare un grande ecosistema dove tutte le specie collaborano tra di loro per mantenerne l’integrità: l’obiettivo comune è rendere il corpo in grado di adattarsi all’ambiente che lo circonda.

 

articolo di Alessia De Felice

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Mente vs. corpo: le basi scientifiche di un duello antico ultima modifica: 2015-04-14T16:19:54+00:00 da info@cronacaedossier.it

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