Maxim ucciso a soli 5 anni ma il padre assassino «non è punibile»

Il Gup di Pescara dichiara non punibile l’assassino materiale del piccolo Maxim e rinvia a giudizio altre tre persone tra cui la madre adottiva e due medici

 




 

Massimo Maravalle
Massimo Maravalle

Aveva solo 5 anni il piccolo Maxim, bimbo di origine russa, quando venne ucciso nel sonno nella notte tra il 17 e il 18 luglio 2014  a Pescara. L’assassino in questo caso è il padre adottivo Massimo Maravalle, tecnico informativo di 48 anni affetto da disturbo atipico. È proprio il disturbo dell’uomo ad essere alla base della decisione del gup del tribunale di Pescara, Nicola Colantonio, il quale ha decretato che Massimo Maravalle «non è punibile» secondo la legge. Il caso farà discutere e non mancherà di suscitare riflessioni su una storia così tragica. Il parere del Gup di Pescara trova ragione nella perizia psichiatrica del Dottor Renato Ariatti, il quale ha scritto che al momento della morte del piccolo Maxim il padre Massimo Maravalle «versava, per infermità, in condizioni di totale esclusione della capacità di intendere e volere».

 

Funerali Maxim Maravalle
Funerali Maxim

Di conseguenza per la legge, giudicato con il rito abbreviato, l’uomo non è punibile se non tramite la pena della libertà vigilata per dieci anni con l’obbligo di recarsi due volte a settimana al Centro Salute Mentale di Pescara. Tutto qui per la morte del piccolo Maxim sebbene si tratti solo di un primo passo. Il 24 marzo prossimo un’udienza di verifica periodica imporrà un responso sulla presunta pericolosità sociale del tecnico informatico. Ma la triste storia del piccolo Maxim non finisce con Maravalle perché nella vicenda potrebbero avere responsabilità gravi anche la madre adottiva del piccolo Maxim, Patrizia Silvestri, la dottoressa medico-legale presso l’Asl di Pescara Giuliana Iachini e il medico di base del bimbo Fabio Panzieri. Per la prima il reato contestato è di falso; per gli altri due l’accusa che ne ha decretato il rinvio a giudizio è di falso in concorso, con la prima udienza che si terrà il prossimo 27 aprile dinanzi la Corte d’Assise di Chieti.

 




 

L’accusa a loro rivolta è di non avere riferito il vero circa i disturbi di Maravalle, di fatto omettendo elementi importanti ai fini delle pratiche di adozione del piccolo Maxim. A promettere battaglia in aula è uno dei due legali della Silvestri,  l’avvocato Carla Panizzi, che annuncia: «Numerosi elementi documentali e testimoniali ci consentiranno di provare l’assoluta estraneità della nostra assistita a qualsiasi condotta le venga contestata».

 

 

Redazione di Cronaca&Dossier

Seguici con un Mi Piace su Facebook e Twitter

 

Maxim ucciso a soli 5 anni ma il padre assassino «non è punibile» ultima modifica: 2016-02-10T16:12:43+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!