Matricidio: si può uccidere per futili motivi?    

Il caso di Federico Bigotti avvenuto a dicembre scorso e le riflessioni criminologiche sul matricidio, il fenomeno delle madri assassinate dai figli





bigotti cenciariniÈ il 28 dicembre 2015 ed un giovane di 21 anni, Federico Bigotti, chiama il padre raccontando di aver sentito delle urla provenire dalla cucina della loro abitazione e, sceso al piano inferiore, di aver visto la madre colpirsi “da sola” con un coltello. In quella cucina di una villetta in una zona un po’ isolata di Città di Castello (PG) Anna Maria Cenciarini viene trovata morta. Il racconto sembra subito poco credibile agli inquirenti, quei colpi, almeno nove, risultano essere stati inferti da dietro e pertanto non sono compatibili con la descrizione di suicidio riportata dal figlio.

 

Partono le indagini, Federico è l’unica persona, oltre la madre, presente in casa. Pochi giorni dopo viene arrestato con l’accusa di omicidio aggravato da futili motivi e dalla violenza. Una storia che scuote gli animi e turba le coscienze: un ragazzo, in quella fase temporalmente così indefinita chiamata adolescenza, è stato arrestato per matricidio. In effetti la storia, i miti, la letteratura, non sono nuovi ad eventi di questo genere e, purtroppo, neanche la cronaca più attuale.

carcereLa Criminologia, con i suoi studi sulla vittimizzazione genitoriale iniziati negli anni Settanta, ha cercato di individuare  possibili cause per questi delitti, che ai nostri occhi sono inspiegabili e sembrano così contro natura. Ed è così che tra i possibili motivi vengono annoverate problematiche psichiatriche o di abuso di sostanze, ma si parla anche di matricidio per questioni economiche o a causa di frequenti litigi e contrasti con i genitori.

 




 

sangueQuesti ultimi, il Diritto, li chiama futili motivi. La scienza psicologica, in un’ottica integrata che guarda all’uomo nella sua complessità bio-psico-sociale, analizzando le fitte trame dei legami familiari con gli schemi cognitivi ed affettivi di chi quella violenza ha perpetrato, cerca di dare un senso, di comprendere e di ricostruire la criminogenesi di questi atti di estrema violenza. Perché il comportamento violento non è mai determinato da una singola causa e va riletto non solo in rapporto alla sua natura e tipologia, ma anche in relazione al contesto ed alla fase di sviluppo del soggetto che lo mette in atto.

 

Gli studi evidenziano che è spesso un adolescente a mettere in atto il matricidio, un giovane alle prese con specifici compiti di sviluppo fisico e psicologico che richiedono la costruzione di una nuova identità, l’acquisizione di autonomia ed indipendenza, la capacità di formare rapporti affettivi significativi. Tutto ciò può divenire fonte di frustrazione e di notevole quota di rabbia ed aggressività per la rinuncia a quell’egocentrismo tipico dell’età infantile, per la difficoltà a negoziare i propri spazi di vita e le proprie necessità personali all’interno di quei rapporti intrafamiliari che vengono percepiti più come una minaccia alla propria identità ed alla realizzazione dei propri desideri che come fonte di sicurezza e di protezione.

Le regole vengono vissute come inaccettabili ed il  bisogno di svincolo e di autoaffermazione da quel rapporto di dipendenza madre-figlio prende la forma dell’acting-out in questi giovani matricidi, che mostrano assenza di empatia, l’incapacità a prevedere e valutare realisticamente i propri e altrui comportamenti, paure e profondo disagio. È qui, all’interno di questa cornice di significati personali, che l’azione omicidiaria trova il suo significato più profondo e che i futili motivi si trasformano in un intreccio di fattori individuali, familiari e sociali che, nel caso di Bigotti, potranno essere messi in luce solo attraverso le indagini investigative ed una perizia psichiatrica che aiuterà a comprendere il reale movente di questo atroce omicidio.

 

di Stefania Borghetti

Segui Cronaca&Dossier con un Mi Piace su Facebook Twitter



Matricidio: si può uccidere per futili motivi?     ultima modifica: 2016-01-25T15:30:59+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!