Massimo Bossetti, quel Dna “lievitato” in laboratorio

L’ombra degli errori di laboratorio dietro le anomalie nel caso Massimo Bossetti, l’uomo imputato per la morte di Yara e che domani potrebbe deporre in aula

 




 

Dott. Marzio Capra
Dott. Marzio Capra

«Non è comprensibile una cosa che ad oggi è passata completamente sotto silenzio, ovvero una provetta di Dna, tra le due più importanti, ha un quantitativo pari a 1 e dopo tre mesi ha un quantitativo di Dna pari a 5. Io non riesco a capire come sia possibile che si passi da 2 nanogrammi/microlitro a 12,7 nanogrammi/microlitro (ng/ml). Si è forse autoreplicato?». Sono le parole del genetista forense Marzio Capra, consulente della difesa di Massimo Bossetti, proferite il mese scorso durante una delle puntate di Quarto Grado.

Passata in secondo piano rispetto alle differenze tra Dna mitocondriale e Dna nucleare, il punto si rivela però di un certo interesse. Come potrebbe accadere che un Dna si “autoreplichi”? Forse una possibile risposta potrebbe trovarsi in quanto già ipotizzato in merito alle discordanze sul Dna mitocondriale.

 

 

massimo bossetti
Massimo Bossetti

In quel caso, per saperne di più sulla vicenda che vede Massimo Bossetti imputato per la morte della tredicenne Yara Gambirasio, rinvenuta cadavere il 26 febbraio 2011 tre mesi dopo la scomparsa a una decina di chilometri da Brembate di Sopra, avevamo consultato la genetista forense Marina Baldi. Il tema era un altro punto evidenziato dal Dott. Marzio Capra, ovvero la non corrispondenza tra il Dna nucleare attribuito a Massimo Bossetti e il fatto che Dna mitocondriale non avesse il ceppo materno di Bossetti.

 
In quel caso, secondo la Dott.ssa Marina Baldi poteva essere avvenuto un errore di laboratorio. Forse anche per il Dna “lievitato” potrebbe esserci la stessa spiegazione? Se è vero quanto asserisce il Dott. Marzio Capra, sommato alla questione del Dna mitocondriale-Dna nucleare, si aprirebbe un problema serio nel processo a carico di Massimo Bossetti, legato alla produzione di quelle che sono le attuali prove sulle quali si basa l’accusa contro di lui. Se non sottoposto a trattamento, il Dna non può certo moltiplicarsi in autonomia. Dunque come sarebbe stata possibile tale “moltiplicazione” da 2 nanogrammi/microlitro a 12,7 nanogrammi/microlitro? Questione tutt’altro che secondaria nell’economia del processo e che potrebbe inficiare l’accusa nei confronti dell’imputato.

 




 
computer ruotoloIntanto domani potrebbe essere il giorno della deposizione di Massimo Bossetti; la madre, la sorella e la moglie sono state invece già interrogate. Le prime due si sono avvalse della facoltà di non rispondere; solo la moglie ha risposto alle domande poste in aula, specificando un punto finora oggetto d’indagine, ovvero le ricerche pornografiche compiute attraverso il pc presente in casa di Massimo Bossetti. La moglie, Marita Comi, ha affermato di avere navigato assieme a Massimo Bossetti su siti pornografici. Affermazioni che sminuiscono il peso che tali ricerche avrebbero potuto avere nell’economia della vicenda qualora fossero state effettuate dal solo Massimo Bossetti. Ora l’attesa è tutta per le dichiarazioni di quest’ultimo per un caso complesso dal punto di vista forense e che potrebbe riservare ancora importanti colpi di scena.

 

articolo di Andrea B.

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Massimo Bossetti, quel Dna “lievitato” in laboratorio ultima modifica: 2016-03-03T13:08:41+00:00 da info@cronacaedossier.it

3 thoughts on “Massimo Bossetti, quel Dna “lievitato” in laboratorio

  • 3 marzo 2016 at 14:51
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    L’unica soluzione è che il dna di Bossetti nelle provette ci sia stato aggiunto a parte in laboratorio dentro le provette per il test del dna nucleare, questo spiega la differente concentrazione tra la prima e la seconda volta, e perché i campioni sottoposti all’esame del dna mitocondriale non rilevano quello di Bossetti ma solo di Yara.
    D’altra parte non abbiamo video dell’estrazione del campione e nemmeno più il materiale originale per ripetere test e verificare se sugli slip quel dna c’era veramente.

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  • 3 marzo 2016 at 19:18
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    Rodenzio, ma Bossetti non ha tutta questa importanza. Si tratta sicuramente di un errore di laboratorio. La cosa grave è stato incaponirsi in un’indagine così da film americano (moderno, che i vecchi film almeno avrebbero da insegnare anche ai giovani investigatori), violare la privacy e la tranquillita’ di migliaia di famiglie con test di massa del dna (non sono persino piu’ intrusive delle perquisizioni?). Poi altro errore nel forzare troppo alcune assolute casualita’ della vita normale, fino a presentarle come indizi. Ma la cosa che da cittadino, tanto onesto quanto inerme, mi ha fatto rivoltare lo stomaco, e’ stato il continuo martellamento mediatico, le quotidiane invenzioni dei giornalisti, e l’infinita serie di vigliacchi pronti ad insultare l’imputato ed i familiari sulla base di illazioni continue. Io appartengo a quelle persone all’antica che si chiedono ancora “e se succedesse a me?” (di finire in un errore giudiziario in cui un giudice non vuole ammettere l’errore). E mi chiedo anche cosa vorrei se sparissero i miei figli. Ma su questo ho una risposta: vorrei che le indagini fossero fatte da persone capaci e coi piedi per terra.

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  • 4 marzo 2016 at 20:35
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    vabbè dov’è il mistero? dopo 2000 anni c’è ancora chi crede che cristo moltiplicava pani e pesci quindi………

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