Martina Rossi e l’ipotesi di un suicidio che non regge

Svolta dopo sei anni nell’inchiesta per il presunto suicidio di Martina Rossi a Palma di Maiorca: a febbraio la prima udienza in Italia

 

Scena dell'evento accaduto
Scena dell’evento accaduto

Una versione, quella del suicidio di Martina Rossi, frettolosamente messa nero su bianco dalla magistratura spagnola e che fin dal primo momento era apparsa insostenibile. Eppure ci sono voluti sei anni e soprattutto una serie di comportamenti sospetti da parte dei due sospettati e la tenacia dei genitori di Martina per riaprire le indagini da parte della Procura di Arezzo. Il GIP Piergiorgio Ponticelli ha deciso di accogliere la richiesta del PM Roberto Rossi e rinviare a giudizio Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi con la terribile ipotesi di tentata violenza sessuale e per la morte della ragazza quindi in conseguenza di altro reato.

Martina Rossi
Martina Rossi

Il 3 agosto del 2011 a Palma di Maiorca la giovane Martina Rossi – che insieme ad altre amiche aveva appena conosciuto i due ragazzi della provincia di Arezzo – si era ritrovata nella camera dei due quando ormai la notte era quasi finita. Cosa era successo in quella stanza lo avevano raccontato Alessandro e Luca, dicendo che la ragazza come in preda ad un atto di follia aveva prima  tentato di spogliarsi da sola e poi si era gettata nel vuoto. Una ricostruzione poco credibile per tutti meno che per gli investigatori dell’isola delle Baleari che avevano preso come testimone a suffragio della tesi dei due una cameriera che aveva affermato di aver visto Martina Rossi gettarsi volontariamente dal balcone.

Testimonianza così farraginosa e piena di contraddizioni (non ultimo per il fatto che dalla posizione da cui la stessa aveva detto di aver assistito alla scena non si vede affatto il punto di volo della ragazza) che il PM si è riservato l’incriminazione della stessa per falsa testimonianza.

TelefonoPoi ci sono i comportamenti dei due ragazzi si è detto, a destare molti, troppi sospetti. Alcuni di corredo ma inquietanti, fatti da post sui social che lasciano pensare in maniera sinistra all’episodio vissuto dai due che, questo è un dato di fatto, non si erano precipitati giù a vedere se Martina fosse ancora viva ma erano rimasti in camera, rimanendo poi nell’isola per terminare le ferie come se nulla fosse accaduto. Ma poi ci sono delle intercettazioni ambientali e dei due telefoni quando vengono chiamati in Procura a deporre che pesano come macigni nel quadro d’accusa. I due infatti, sembrano accordarsi sulla strategia difensiva prima di esser chiamati a deporre e poi, credendo di non esser intercettati, addirittura chiedono di andare in bagno per scambiarsi SMS per aggiustare il tiro delle dichiarazioni.

palma-di-maiorcaQuesti insieme ad altri elementi pochi purtroppo tra i molti andati perduti dal modus operandi della scientifica iberica che con fretta a dir poco sorprendente hanno chiuso l’inchiesta, hanno determinato il convincimento del PM Rossi che la ragazza, attirata per un motivo sconosciuto in camera dei due, abbia prima resistito ad un tentativo di violenza e poi, nel tentativo di fuggire dalla camera con la porta probabilmente sbarrata, abbia tentato di scavalcare dal balcone della stanza verso un altro adiacente cadendo nel vuoto.  Una tesi clamorosamente esclusa in un primo momento ma avvalorata da una circostanza che quasi la conferma: sulla ringhiera da cui secondo i due imputati Martina Rossi si è gettata, ci sono ben visibili dalle foto della scena del crimine due asciugamani stesi perfettamente e senza pieghe ad asciugare. Impossibile che Martina gettandosi non li abbia neanche toccati.

E poi quei messaggi postati su Facebook sei giorni dopo la morte di Martina, quando Luca sotto un video che ritrae Al Pacino in Scarface cadere da una balconata in una vasca scrive: «Veramente una avventura alla Vallanzasca la nostra». E Alessandro gli risponde: «Abbiamo lasciato il segno!». Parlavano del segno inferto per sempre alla vita di Martina Rossi e al dolore dei suoi genitori? La prima udienza è fissata per febbraio.

 

articolo di Mauro Valentini

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Martina Rossi e l’ipotesi di un suicidio che non regge ultima modifica: 2017-12-03T16:55:04+00:00 da info@cronacaedossier.it

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