Marianna Fabozzi in lacrime: «Non ho ucciso il mio Antonio»

Accusata di avere lanciato dalla finestra il piccolo Antonio Giglio, Marianna Fabozzi si difende con grande lucidità e spiega cosa è accaduto

 




 

fortuna-antonio-palazzo-caivano-parco-verdeMarianna Fabozzi non ci sta a vedersi accusata dell’omicidio del figlio, Antonio Giglio, volato giù da un palazzo dell’Isolato 3 nel Parco Verde, a Caivano. Quella morte ancora avvolta dal mistero precede un’altra triste fine, quella della piccola Fortuna Loffredo avvenuta esattamente due anni fa, il 24 giugno 2014. Due delitti che scuotono ancora le coscienze soprattutto dopo che la Procura di Napoli Nord ha ipotizzato l’omicidio volontario del piccolo Antonio Giglio proprio da parte di Marianna Fabozzi. Un’accusa grave, tremenda, che non può passare inosservata.

I pubblici ministeri Urbano Mozzillo e Francesca Falconi vogliono vederci chiaro e per fare chiarezza il primo passo è stato interrogare proprio Marianna Fabozzi. A quanto pare, fa sapere il quotidiano Il Mattino, ieri pomeriggio la donna è riuscita a fornire la propria versione dei fatti con buona lucidità nonostante la crisi di pianto iniziale. È quanto fa sapere il legale di Marianna Fabozzi, l’avvocato Salvatore Di Mezza, presente all’interrogatorio dinanzi i due Pm.

 

fortuna loffredo
Fortuna Loffredo e Antonio Giglio

Quel 27 aprile 2013, giorno della morte di Antonio Giglio, nell’appartamento dal quale il piccolo è precipitato sarebbero stati presenti anche Antonella, sorella di Raimondo Caputo accusato della morte di Fortuna Loffredo, e la madre della stessa Marianna Fabozzi, Angela Angelino. Tutto sarebbe avvenuto in pochi istanti e senza neanche rendersi conto di quanto stesse accadendo: «Antonio, incuriosito da un elicottero dei carabinieri che stavano controllando il Parco Verde, si è sporto troppo dalla finestra ed è caduto giù». Questa è la versione di Marianna Fabozzi.

 




 

fortunaTutto qui. Non sarebbe accaduto altro secondo la donna. Una fatalità tragica sarebbe stata alla base dell’orribile fine di Antonio Giglio. «Le accuse contro di me sono false ‒ ha detto agli inquirenti la Fabozzi ‒. Come lo devo dire? Ho perso un figlio ancora così piccolo, per una disgrazia, che ancora oggi non riesco a spiegarmi». Una versione dei fatti che però non collima con le prime informazioni fornite da Antonella Caputo durante le prime indagini.

 

 

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A sinistra, Raimondo Caputo

«La tapparella della finestra era rotta. Alzata a metà. E quando Antonio si è avvicinato alla finestra, lei Marianna l’ha sollevata ancora di più ed ha buttato giù il figlio ‒ erano state le parole della sorella di Raimondo Caputo ‒ . Il motivo? L’ex marito la ricattava e voleva portarsi via il piccolo. E lei mi disse, o con me o con nessuno». L’ex marito era Gennaro Giglio e sarebbe questa una delle possibili versioni dei fatti su quanto accaduto e soprattutto sulle presunte ragioni del gesto atroce.

 

Le accuse contro Marianna Fabozzi rappresentano un colpo di scena importante nelle indagini. Lei e Raimondo Caputo sarebbero stati artefici, rispettivamente, della morte di Antonio Giglio e di Fortuna Loffredo. Per quest’ultimo delitto si attendono le controprove della difesa di Raimondo Caputo, con venti giorni di tempo a disposizione prima del suo rinvio a giudizio.

 

 

articolo di Andrea B.

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Marianna Fabozzi in lacrime: «Non ho ucciso il mio Antonio» ultima modifica: 2016-06-24T18:32:50+00:00 da info@cronacaedossier.it

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