Marco Prato e Manuel Foffo, due versioni e due strategie

Oggi il Riesame ha deciso che Marco Prato deve restare in carcere e intanto Manuel Foffo collabora con i magistrati fornendo la propria versione dei fatti

 




 

delitto varani
Da sinistra, Luca Varani e Marco Prato

Il caso Varani vive in queste ore una fase controversa, soggetto alla decisione dei due principali accusati, Marco Prato e Manuel Foffo, di rivelare o meno dettagli sulla morte di Luca Varani assassinato a Roma nella notte fra il 3 e il 4 marzo scorso.
Da una parte c’è Marco Prato che cerca in tutti i modi di far passare il messaggio di non essere stato l’assassino materiale di Luca Varani, tuttavia tacendo dinanzi al Pm; dall’altra c’è Manuel Foffo che invece con i magistrati collabora e sembra stia rivelando vari particolari di quanto accaduto.

 

Da sinistra, Manuel Foffo e Marc Prato
Da sinistra, Manuel Foffo e Marc Prato

Tuttavia, così come nelle dichiarazioni della prima ora, Foffo lascerebbe intendere un ruolo primario di Marco Prato nel delitto Varani. Una situazione controversa. La difficoltà degli inquirenti è trovare riscontri per determinare chi davvero ha maturato l’idea di assassinare Luca. All’inizio Manuel Foffo aveva parlato di una sorta di “sguardo d’intesa” tra lui e Marco Prato con la comune decisione di aggredire la vittima; con il passare dei giorni invece secondo Manuel Foffo ruolo centrale l’avrebbe avuto proprio Marco Prato, primo a scagliarsi contro. Di parere opposto è proprio Marco Prato che invece rispedisce ogni accusa al mittente. Intanto per Prato è giunta stamani la decisione del Tribunale del Riesame, il quale ha respinto la richiesta del ragazzo di ottenere gli arresti domiciliari. Nei giorni scorsi infatti il legale di Marco Prato, avvocato Pasquale Bartolo, aveva depositato la richiesta secondo i termini di legge spingendo per un ritorno a casa di Prato.




 

CocainaLa finalità dell’istanza era «conoscere gli atti dell’indagine, di cui al momento leggiamo sui giornali e dei quali non abbiamo disponibilità», aveva affermato l’avvocato Bartolo, basandosi sulla convinzione che il suo assistito non sia l’assassino materiale di Luca Varani. Invece giunge per lui una doccia fredda che tende a confermare la direzione delle indagini intrapresa dalla Procura. I silenzi di Marco Prato e le dichiarazioni verbalizzate di Manuel Foffo potrebbero avere un peso non da poco nell’economia processuale vedendo in quest’ultima una reticenza che non gli permetterebbe neanche di ottenere benefici previsti dalla legge. Al di là dell’utilizzo della cocaina, che sarà senz’altro un’aggravante per entrambi, ruolo centrale la giocherà la premeditazione, con la Procura intenzionata a perseguirla come tesi investigativa. Proprio la premeditazione potrebbe aggravare pesantemente la posizione dei due giovani, soprattutto alla luce di una dinamica che continua a non essere chiara agli inquirenti.

 

articolo di Andrea B.

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Marco Prato e Manuel Foffo, due versioni e due strategie ultima modifica: 2016-03-29T16:32:12+00:00 da info@cronacaedossier.it

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