Marco Pantani, ora è davvero finita: archiviata l’inchiesta bis

È stata accolta la richiesta del Pm: l’inchiesta bis sulla morte del ciclista Marco Pantani viene archiviata così come successo per Pasolini e Orlandi





Marco Pantani
Marco Pantani durante una delle sue imprese sportive

Giugno 2016 è il mese in cui viene molto probabilmente scritta la parola fine sulla storia di Marco Pantani, uno dei ciclisti italiani più forti di sempre. Dopo una carriera da protagonista, interrotta sul più bello da valori troppo alti riscontrati dall’antidoping e mai del tutto chiariti, Marco Pantani muore in una stanza del residence Le Rose di Rimini il 14 febbraio 2004, giorno di San Valentino. I primi commenti dei media parlano di una forte depressione del “Pirata” e sulle cause della morte si materializza lo spettro della droga: Pantani sarebbe morto per overdose. L’autopsia confermerà la prima tesi: Marco Pantani si è suicidato.

Tomba di Marco PantaniTuttavia alcuni particolari non tornano. La famiglia, in primis, non ci sta: Marco non era depresso, non avrebbe mai commesso un gesto del genere. Secondo la signora Pantani il figlio sarebbe stato ucciso e l’overdose simulata, la stanza messa a soqquadro apposta. Si apre così un lungo iter giudiziario ma l’inchiesta si chiude con un nulla di fatto.
Mamma Pantani però non si arrende e con il legale Antonio De Rensis porta un maxi esposto in Procura. Gli elementi presentati sono convincenti, c’è ancora molto da dire sulla morte del Pirata e nel luglio del 2014 l’inchiesta viene riaperta.

Le indagini tuttavia non portano novità sostanziali e il pm Paolo Giovagnoli chiede che l’inchiesta venga nuovamente archiviata. Proprio ieri il giudice per le indagini preliminari Vinicio Cantarini ha accettato la richiesta del Pm: dunque anche l’inchiesta bis sulla morte di Marco Pantani viene archiviata. La verità giudiziaria è quindi servita: il ciclista morì nella camera d’albergo per un’overdose di farmaci. Non si può dire con certezza se la fine del campione sia dovuta a suicidio o incidente e su questo punto permangono perplessità. Le stesse che tuttavia si trovano anche nell’inchiesta sulla sua estromissione dal Giro d’Italia del 1999, grazie soprattutto alle recenti novità frutto di un’intercettazione ambientale in casa di un camorrista.




dnaLa Camorra avrebbe truccato le provette per alzare i valori nel sangue e distruggere così l’immagine pubblica di Marco Pantani, ma così facendo hanno generato un vortice che ha travolto anche la vita privata del ciclista frammentandola in mille pezzi. Un filone interessante quello emerso, ma sul quale il pm Sergio Sottani aveva già indagato e dunque quell’inchiesta è ormai prescritta per i reati di «associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva».

 

 

numero 19
Il nostro numero dedicato alle archiviazioni dei casi Pantani, Pasolini e Orlandi

La decisione del Gip giunge dunque come una sentenza sebbene a febbraio scorso sembrava consistente l’ipotesi di un cambio di rotta verso l’ipotesi omicidiaria. La fine di Marco Pantani segue quella di tanti casi che tra il 2015 e il 2016 hanno trovato solo un apparente momento di svolta: è stato così per le indagini sul caso Luigi Tenco (con parere ultimo della Procura di Imperia nel febbraio 2015), per il caso Pier Paolo Pasolini (con l’archiviazione giunta nel maggio del 2015), per il caso Emanuela Orlandi (archiviazione del Gip decretata a maggio scorso) e ora anche per Marco Pantani è andata così.

Storie diverse e con un finale amaro, tutte unite da un senso forte di impotenza. Ora anche nel caso di Marco Pantani i dubbi su come siano andate realmente le cose sono destinati a rimanere avvolti da una nube di mistero, sancendo l’ennesima sconfitta della giustizia italiana.

 

articolo di Nicola Guarneri

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Marco Pantani, ora è davvero finita: archiviata l’inchiesta bis ultima modifica: 2016-06-28T16:38:15+00:00 da info@cronacaedossier.it

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