Manuel Foffo: «Sono pronto all’ergastolo»  

Dinanzi al pm Francesco Scavo la verità di Manuel Foffo su cosa è realmente accaduto fra “droga dello stupro” e desiderio di uccidere





Da sinistra, Manuel Foffo e Marc Prato
Da sinistra, Manuel Foffo e Marc Prato

Leggendo le ultime dichiarazioni di Manuel Foffo dinanzi al pm Francesco Scavo si ha la netta sensazione di essere ormai giunti ad un punto importante nelle indagini sulla morte di Luca Varani. Sono servite nove ore di interrogatorio per avere conferma di quanto sta già emergendo dai primi dati medico-legali successivi all’autopsia su Luca Varani. La vittima era stata drogata al punto che i risultati tossicologici evidenziano dosi massicce di Ghb, mediaticamente ribattezzata la “droga dello stupro”, sostanza incolore che elimina qualsiasi possibilità, da parte di chi l’assume, di reagire ai tentativi di violenza carnale.

 

 

pratoSono due le notizie che emergono dalle parole di Manuel Foffo proferite ieri al Pm. La prima è proprio la conferma della volontà di drogare Luca Varani per ottenere prestazioni sessuali. E non sarebbe stata la prima volta, a detta di Manuel Foffo, l’utilizzo della Ghb da parte di Marco Prato. Anzi, si tratterebbe di una pratica usuale per indurre altri ragazzi ad avere rapporti sessuali, tecnica che sarebbe stata già utilizzata da Prato nei tre giorni che hanno preceduto la morte di Luca. In questo senso i primi risultati tossicologici si incrociano con le parole di Manuel Foffo segnando un passaggio importante per le indagini in corso. La seconda notizia che viene dalla deposizione di Manuel Foffo è la ferma e convinta presa di posizione del ragazzo, deciso a far chiarezza. Su tutto, il coinvolgimento di Marco Prato, chiamato in causa da Manuel Foffo sostenendo la tesi opposta a quella del suo compare: non una dinamica frutto di una decisione presa pochi attimi prima di compiere l’atroce delitto, bensì un assassinio studiato e preparato a mente fredda.

 

 




 

 

marco prato«Sì, confermo che volevamo ucciderlo. Tutta la notte abbiamo parlato di questo» sono state le sue parole, chiara ammissione di colpevolezza che spalanca la porta alla tesi della premeditazione sulla quale gli inquirenti insistono da tempo. Manuel Foffo sa bene che tutto ciò si tradurrà in una pena durissima nei suoi confronti. «Ho fatto una cosa bruttissima e sono pronto a pagare con l’ergastolo – sono state le parole di Manuel Foffo – ma Prato non provi a raccontare che lui non c’entra niente». D’altra parte, l’utilizzo della cocaina era chiaro sin dall’inizio non fosse una “scusante”, bensì un’aggravante, strumento appositamente utilizzato (anche in dosi massicce) per eliminare qualsiasi freno inibitorio.

 

A tal proposito senz’altro indicativa del ruolo degli stupefacenti in questa storia è quanto detto dal professore Gianfranco Marullo, docente a “La Sapienza” di Roma, da noi intervistato per approfondire alcuni aspetti della vicenda stessa.
La notte dell’omicidio la droga si è mischiata al sesso e proprio la cocaina ha fatto sì che, giorno dopo giorno, freni inibitori e tabù cadessero per lasciare spazi ai desideri più intimi e mai espressi: tra questi l’atroce “esigenza” di provare la sensazione di uccidere.

 

articolo di Andrea B.

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Manuel Foffo: «Sono pronto all’ergastolo»   ultima modifica: 2016-04-08T18:33:30+00:00 da info@cronacaedossier.it

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