Luigi Tenco, un’inchiesta senza pace  

Nel 1967 moriva a Sanremo Luigi Tenco, celebre cantautore genovese di origini piemontesi: un’inchiesta ne ricostruisce gli ultimi giorni 






 

luigi tenco
Il cantautore Luigi Tenco

Il treno che porta Luigi Tenco a Sanremo arriva a destinazione nel tardo pomeriggio di lunedì 23 gennaio 1967. Mentre si dirige in taxi verso l’Hotel Savoy il cantautore genovese ripensa agli ultimi cambiamenti della sua vita: un’inchiesta dal titolo Le ombre del silenzio ne ricostruisce gli ultimi istanti.
Nonostante non sia un cantante “da Festival” ha accettato di partecipare alla competizione sanremese su consiglio della propria casa discografica, la RCA. Quest’ultima ha fatto di tutto per assicurare a Luigi Tenco il successo, affiancandogli una star internazionale come Iolanda Gigliotti, in arte Dalida. I due canteranno Ciao amore ciao, una delle canzoni meno tenchiane ma forse la più adatta (in seguito alla modifica dell’originale testo antimilitarista Li vidi tornare) a incontrare il favore del pubblico di Sanremo.
Il giorno successivo Luigi Tenco spende il suo tempo tra la camera 219 dell’Hotel e il Casinò, dove si reca per le prove della serata che non risultano eccezionali.

 

 

 

Prima di tornare in albergo passa la serata con alcuni amici: Giorgio Gaber, Lello Bersani, Lucio Battisti, Ninì Grappone e Sergio Modugno. Si discute del più e del meno, della musica e del fatto che la linea verde abbia perso energia. Luigi Tenco è un grande sostenitore della protesta e della lotta, per questo scrive con passione i suoi testi; l’esibizione è solamente un corollario, un strumento per un fine.

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La cantante Dalida

Mercoledì 25 gennaio il cantautore genovese segue l’iter del giorno precedente: si sveglia con calma e poi parte per il Casinò a tenere le prove. Non accade nulla di speciale, come la quiete prima della tempesta. Come quello strano incontro con l’ex-marito di Dalida, quel Lucien Morisse che secondo alcuni sarebbe invischiato con la mafia marsigliese. L’ultimo giorno di vita di Luigi Tenco inizia come tutti gli altri: si sveglia presto, fa colazione al Savoy e poi si dirige al Casinò per le ultime prove prima dell’esibizione serale. Terminate queste, incontra un amico di vecchia data, il musicista Roby Matano, che lo invita a giocare alla roulette insieme a lui. Matano descrive Luigi Tenco molto pensieroso, assente, tanto che quando esce il suo numero nemmeno si accorge di avere vinto.
Nonostante alcune speculazioni future, la somma vinta dal cantautore è irrisoria, l’equivalente di una cena fuori. Con la scusa della vincita Luigi Tenco si allontana dal tavolo della roulette e si dirige al bar del Casinò.

 




 

 

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Lucio Dalla

Ordina del whiskey e poco dopo viene raggiunto dalla sua compagna d’esibizione, Dalida. Tra i due c’è stato qualcosa di più di una semplice amicizia, fin da quando la RCA li ha fatti incontrare nell’agosto precedente. I due discutono della serata e di affari privati prima che Luigi Tenco raggiunga Sergio Modugno, Piero Vivarelli e Gianni Ravera a cena. In realtà il cantautore mangia poco e nulla: per combattere l’ansia da palcoscenico ha ingerito diversi bicchieri di whiskey, oltre ad alcune pastiglie di Pronox. Alle 20:30 Luigi Tenco si presenta al Casinò e con grande disappunto scopre che lui e Dalida si esibiranno per ultimi, aumentando ancora di più il suo nervosismo. Cerca di dirigersi al bar quando viene bloccato da un amico, Paolo Dossena, che lo apostrofa in malo modo: «Tu sei un pazzo! Tieni una pistola in auto e non me lo dici nemmeno?».

 

 

Luigi Tenco era arrivato a Sanremo in treno e aveva chiesto a Dossena di guidare la sua auto da Roma fino in Liguria. Nel tragitto era stato fermato dai Carabinieri e nel cercare i documenti si era ritrovato l’arma tra le mani, fortunatamente non notata dalle Forze dell’ordine. Luigi Tenco si scusa ma aggiunge alcuni particolari inquietanti: «Ho con me una pistola perché hanno già cercato di uccidermi due volte». Dossena resta frastornato dalla frase dell’amico e lo lascia al bar, con la sua grappe e i suoi pensieri per la testa. Dopo l’ennesimo bicchiere va in camerino a riposare in attesa dell’esibizione.

 
luigi tencoSono le 23:00 quando Luigi Tenco si ritrova ai piedi del palcoscenico: il presentatore, Mike Bongiorno, lo incoraggia a salire ma Luigi è profetico. «Vado, canto e poi ho chiuso con la musica leggera». L’esibizione di Luigi Tenco è in linea con le prove: l’ansia unita ai troppi bicchieri di whiskey e al Pronox regala una pessima esibizione, con il cantautore genovese che attacca con ritardo rispetto all’orchestra. Mentre scende dal palco incontra lo sguardo truce di Dalida, con la quale nasce una vivace discussione nei camerini.

 

Nonostante la buona esibizione della cantane italo-francese la canzone viene eliminata. Né il pubblico né la commissione ripescano Ciao amore ciao e così l’avventura di Luigi Tenco a Sanremo termina già dopo la prima serata. Irato per i meccanismi del Festival e per una commissione che non lo ripesca, il cantautore genovese sgomma con la sua auto vero l’Hotel Savoy. Raggiunge la sua camera e scrive fitto un biglietto di protesta contro la musica e il sistema discografico italiano, annunciando contemporaneamente il suo addio alle scene e alla carriera da autore: il resto è storia.
Luigi Tenco viene ritrovato morto nella sua stanza alle 2:00 circa. È stato fatale un colpo di pistola alla testa. Il commissario Molinari avverte l’Ansa che «Luigi Tenco si è suicidato» ma i dubbi sulla morte del cantautore sono tuttora irrisolti.

 

di Nicola Guarneri @specialguarns

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Luigi Tenco, un’inchiesta senza pace   ultima modifica: 2016-01-25T18:06:36+00:00 da info@cronacaedossier.it

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