L’omicidio di Pio La Torre e quelle dichiarazioni pericolose

Diverse ipotesi, una sola certezza: dopo la morte di Pio La Torre la lotta alla mafia ha iniziato il suo declino

pio la torreCi sono momenti nella storia di un paese che possono segnare le sorti della nazione. Certi fatti hanno un’eco profonda e la loro importanza è storicamente sopravvalutata: per intenderci, la Prima guerra mondiale sarebbe avvenuta anche senza l’assassinio dell’arciduca d’Asburgo. Altri fatti invece, spesso sottovalutati, avrebbero potuto cambiare radicalmente il corso dei fatti. L’omicidio di Pio La Torre, avvenuto in seguito ad altre morti eccellenti, è propedeutico a una serie di crimini che segnano la storia della Sicilia e dell’Italia intera, a partire dall’assassinio del generale Dalla Chiesa fino agli attentati a Falcone e Borsellino. Ma andiamo con ordine. 
Pio La Torre muore in seguito ad un attentato mafioso il 30 aprile 1982: durante un viaggio verso la sede del proprio partito (il Pci) la sua auto viene bloccata da una moto di grossa cilindrata, dalla quale parte una raffica di proiettili. Il politico muore sul colpo mentre il Palermo-piazzacattedrale01suo autista, Rosario Di Salvo, riesce ad esplodere alcuni colpi di pistola prima di essere finito da altri malviventi, arrivati con un secondo mezzo. La Torre è il classico personaggio scomodo: la lotta alla mafia è uno dei suoi obiettivi principali che persegue a furor di leggi. Da una sua idea nasce la proposta di legge che prevede il reato per associazione mafiosa, con la conseguente confisca dei patrimoni della malavita. Allo stesso tempo si batte con furore contro la nascita della base missilistica della Nato a Comiso, organizzando una manifestazione (a cui aderiscono un milione di persone) per bloccare l’arrivo dei “Cruise” dell’organizzazione internazionale. 
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In seguito ai numerosi processi, non ci sono dubbi sui mandanti dell’omicidio: le dichiarazioni di alcuni pentiti (Tommaso Buscetta, Gaspare Mutolo, Francesco Marino Mannoia e Pino Marchese) accusano diversi boss mafiosi, tra cui Salvatore Provenzano e Salvatore «Totò» Riina. Nonostante ciò, qualcosa non torna e lo scorso 17 febbraio vengono depositate le dichiarazioni spontanee di Luigi Ilardo (confidente dell’allora colonnello Giuseppe Riccio): «È questo il vero intreccio tra mafia e politica che c’è stato in Sicilia. Molti misteri, ad esempio la maggior parte dei delitti politici in Sicilia, non sono stati a favore di “Cosa Nostra” ma “Cosa Nostra” ha avuto solamente danni da questi omicidi […] incominciando dall’uccisione di Mattarella, Insalaco, di Pio La Torre e compagnia bella». Dopo queste dichiarazioni sono da riconsiderare diversi avvenimenti, come l’accanimento di Pio La Torre verso un personaggio molto particolare, quel Michele Sindona che si scopre in collusione con molti ambienti di stampo massonico, politico e di alta finanza. Massoneria, ma non solo: secondo Paolo Serra, compagno di Pio La Torre nel Pci, diversi personaggi all’interno del partito non Pio la torresarebbero contenti della piega presa dalle idee di Pio La Torre e all’interno dello stesso Pci si sarebbero diffusi fenomeni di corruzione e collusione con gli ambienti mafiosi.         
La verità sull’omicidio di Pio La Torre sembra ancora lontana e il dubbio permane: se Pio La Torre avesse potuto continuare la sua lotta alla mafia, forse dieci anni dopo non ci si sarebbe ritrovati al punto di partenza e i giudici Borsellino e Falcone sarebbero comodamente in poltrona a godersi una meritata pensione.

 

articolo di Nicola Guarneri

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L’omicidio di Pio La Torre e quelle dichiarazioni pericolose ultima modifica: 2015-04-15T16:55:08+00:00 da info@cronacaedossier.it

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