L’omicidio di Fabrizio Fabrizi, una vicenda avvolta da affari e segreti

Il caso insoluto e misterioso della morte dell’avvocato Fabrizio Fabrizi

giustiziaUna sera come tante in piazza Muzii a Pescara. È la notte del 6 ottobre 1991. L’avvocato Fabrizio Fabrizi è in casa insieme alla segreteria, e compagna di vita, Patrizia Donatelli. A un tratto una telefonata interrompe la tranquillità domestica. Una voce al di là della cornetta, travestita da pubblico ufficiale, intima al giovane avvocato di recarsi senza perdere tempo presso il proprio studio Pescarese messo a soqquadro dai ladri. La notizia scuote subito gli animi, non tanto per l’infrazione in sé, quanto per i documenti e il materiale di vitale importanza conservato all’interno dello studio legale. Senza perdere tempo i due si rivestono: le scarpe, l’impermeabile e giù per le scale. Appena fuori, una mano armata si alzò non appena i corpi furono a tiro. Cinque colpi di pistola calibro 7.65 deflagrarono sul petto di Fabrizio Fabrizi. Uno dei cinque, quello letale, ebbe una strana traiettoria. Entrò dalla bocca, la percorse e anziché uscire da una guancia schizzò sulla mascella conficcandosi nel cervelletto. La donna terrorizzata provò a nascondersi per terra inutilmente, la grazie per lei era già stata decisa dal killer che la lasciò vivere. Solo uno sguardo tra i due. Due occhi di ghiaccio che non abbandonarono mai più la mente e i ricordi della giovane donna. L’avvocato Fabrizio Fabrizi giace senza vita sull’asfalto freddo e bagnato dalla brina notturna di Pescara. Uomo d’affari e di segreti. Così tanti che ancora oggi, dopo 23 anni, non è stato possibile definire con certezza il movente e il colpevole per questo delitto. Una delle prime strade scandagliate dagli investigatori percorreva il sentiero passionale, una vendetta da camera da letto. Niente di tutto questo. Gli studi eseguiti sul caso portarono alla luce una realtà di gran lunga peggiore di quella immaginabile. Protagonista di numerose mediazioni d’affari dal valore di diversi miliardi di lire ritenute irregolari, il nome Fabrizio Fabrizi compariva più volte all’interno della polverosa vicenda dello scandalo abruzzese dei trasporti. Gli OLYMPUS DIGITAL CAMERAinquirenti, durante le perquisizioni, riuscirono a entrare in possesso di plichi e foto ritenuti compromettenti. L’apparente e vero movente attribuito al delitto fu la corsa per la realizzazione del primo centro commerciale nell’area metropolitana Chieti-Pescara. Furono accusati dell’omicidio Alessandro Pinti e Mario Mammarella. Il plesso sarebbe diventato il primo centro commerciale d’Abruzzo e uno dei primi in Italia. La storia di un terreno non edificabile divenuto per magia edificabile e di un processo in Assise a Chieti, finito con una doppia assoluzione dopo quasi 50 udienze. Secondo la linea teorica seguita dai Pm, «l’avvocato Fabrizio Fabrizi giocò tre partite in contemporanea. […] Si fece portavoce delle istanze della società incaricata di realizzare il nuovo polo di negozi. Con qualcuno sbagliò, osò troppo». L’ambizione fu la forza che lo portò sulle vette più alte. La fama era arrivata grazie al ricorso presentato per un gruppo di sottufficiali dei carabinieri che chiedevano l’adeguamento salariale rispetto ai colleghi (brigadieri e marescialli) parigrado in polizia. Ma a chi pestò i piedi Fabrizio Fabrizi? Pinti, già condannato a 23 anni di galera dopo aver ammazzato il presidente dell’Unità sanitaria di Saluzzo in Piemonte, corrispondeva perfettamente all’identikit dell’assassino. Le testimonianze lo condussero nuovamente alla galera. Lui fu considerato dagli investigatori il braccio, mentre l’imprenditore Mario Mammarella fu giudicato la mente. Mammarella era il padrone del terreno che, con il centro commerciale e i trucchi dell’avvocato, era passato da un valore di 600 milioni di lire a uno di 5 miliardi. Anche Mammarella fu arrestato. Non molto tempo dopo, nel 1994, la corte d’Assise di Chieti lo assolse insieme a Pinti per non aver commesso il fatto. Ad oggi la morte dell’avvocato Fabrizio Fabrizi, l’uomo dei segreti neri, resta uno dei misteri più inquietanti degli anni ’90. Un mistero avvolto in un mondo sporco.

articolo di Alberto Bonomo

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L’omicidio di Fabrizio Fabrizi, una vicenda avvolta da affari e segreti ultima modifica: 2015-04-13T15:39:20+00:00 da info@cronacaedossier.it

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