Leonarda Cianciulli e le sue tecniche rudimentali

Ecco come Leonarda Cianciulli uccise le sue vittime e le perizie che svelarono la tecnica della “Saponificatrice di Correggio”




Leonarda Cianciulli
Leonarda Cianciulli

Tra il 1939 e il 1940 Leonarda Cianciulli in Pansardi, nota alle cronache come la saponificatrice di Correggio, uccide brutalmente tre signore di mezza età: la prima Faustina Setti, soprannominata la “Rabitti”, poi è la volta di Francesca Soavi, che di mestiere fa l’insegnante in una scuola privata, istituita direttamente presso la sua abitazione. L’ultima vittima della Cianciulli è Virginia Cacioppo, una ex cantante lirica che ha girato il mondo con la sua arte. Le tre donne spariscono una dopo l’altra da quel tranquillo paese della Pianura Padana. In un primo tempo probabilmente non molti si preoccupano della sparizione delle tre donne, anche perché in realtà, ognuna di loro ha lasciato detto in giro che sta partendo da Correggio per andare a cercare nuove opportunità, nuovo marito, nuova vita. Addirittura hanno venduto casa, mobili e altre cianfrusaglie, quindi la questione di una partenza, probabilmente senza ritorno, sembra verosimile.

 

 

 

Ustione da soda caustica
Ustione da soda caustica

Ma qualche cittadino con il fiuto da investigatore, non ha impiegato molto tempo a capire che qualcosa non torna e che queste tre storie in realtà portano in un’unica direzione: la casa di Leonarda Cianciulli. Infatti stranamente, prima della loro “partenza” tutte le vittime sono state viste per l’ultima volta varcare la soglia di casa Pansardi per andare a salutare la Cianciulli, della quale tempo prima sono diventate amiche. Anche le loro abitazioni, i mobili, sono stati venduti alla Cianciulli, la quale si è fatta depositaria anche di alcuni titoli statali appartenuti alle povere signore. Alla questura di Reggio Emilia non ci mettono molto a capire e il 3 marzo 1941 Leonarda Cianciulli viene condotta in carcere. Da questo momento la Cianciulli è un fiume in piena, cambia versione di continuo, accusa persone e poi ritratta accusando soltanto se stessa, fino ad arrivare a descrivere il metodo con cui avrebbe fatto sparire i cadaveri: trasformati in saponette. Proprio così: secondo la Cianciulli, prendendo qualche chilo di soda caustica (dai 4 ai 6 kg), un po’ di litri di acqua (circa 6-7), si poteva bollire un corpo umano dentro un pentolone e ricavarne del sapone.




pozzoDa questo momento nasce la leggenda della saponificatrice di Correggio, che perdura fino ai nostri giorni. Ma cosa c’è di vero? Alcune risposte le forniscono direttamente i due periti che all’epoca si sono occupati della vicenda: Carlo Crema e il prof. Alberto Aggazzotti. Nella perizia Crema viene dimostrato in realtà che le dichiarazioni della Cianciulli circa il suo procedimento di saponificazione sono del tutto errate. Sarebbero occorsi molti più chili di soda, tantissimi litri di acqua e molto tempo, ed inoltre sarebbero comunque rimasti gli scheletri, di cui non si trova traccia nelle varie perquisizioni. Nel pozzo nero di casa Pansardi vengono repertate soltanto una dentiera e un pezzo di calotta cranica. Inoltre secondo la perizia Aggazzotti, il fango del pozzo nero è estremamente acido e contiene una quantità enorme di carbonato di calcio forse derivato da calce viva, mentre se vi fosse stata sversata dentro della soda caustica i fanghi avrebbero avuto caratteristiche di basicità (che è il contrario di acidità). La realtà potrebbe invece essere un’altra: la Cianciulli ha ucciso le tre povere signore a colpi di ascia e martello, probabilmente con l’aiuto del figlio Giuseppe.

 

Leonarda Cianciulli
Leonarda Cianciulli

Dopo averle depezzate ha provato senza successo un rudimentale quanto errato metodo di saponificazione con soda caustica e acqua. Ma si è accorta che tale metodo non portava ai risultati sperati. A questo punto la Cianciulli ha provato a distruggere i corpi con della calce viva, ma anche in questo caso non riesce a portare a termine le sue intenzioni, in quanto la calce viva non distrugge i corpi ma li ustiona profondamente. Dopo questi maldestri ed infruttuosi tentativi di distruzione dei tre cadaveri, è invece possibile che la Cianciulli si sia servita del figlio Giuseppe, che in effetti è stato visto uscire di casa con dei fagotti sospetti, per occultare chissà dove i resti delle povere signore. Ma la verità delle saponette è quella da portare avanti. Una volta trasferita nel manicomio criminale di Aversa, Leonarda Cianciulli impiegherà qualche anno per stilare un memoriale autobiografico di quasi ottocento pagine dove mescola fatti veri a moltissimi fatti inventati, per alleggerire la sua posizione (verrà dichiarata non in grado di intendere e di volere), per allontanare i sospetti dal figlio Giuseppe, per allontanare gli investigatori da quella che era l’unica verità. Con molta probabilità infatti, Leonarda Cianciulli ha ucciso le tre signore per un unico scopo: il denaro.

 

articolo di Paolo Mugnai

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Leonarda Cianciulli e le sue tecniche rudimentali ultima modifica: 2016-04-15T16:16:32+00:00 da info@cronacaedossier.it

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