Legge 104: controlli a tappeto per abusi e usi impropri

La lista dei “furbetti” che approfittano con le legge 104 di un diritto acquisito nel 1992 da chi è affetto da disabilità

2La Legge 104/92 dà diritto a permessi retribuiti per i quali il datore di lavoro può anche richiedere una programmazione preventiva. Entriamo nel dettaglio spiegando meglio di che cosa si tratta. Un lavoratore maggiorenne disabile in qualsiasi mese può usufruire di permessi retribuiti, i quali possono essere di due tipi: orari (due ore al giorno) oppure giornalieri (tre giorni nel mese, in maniera continuativa o frazionata). Possono comunque beneficiare del medesimo permesso anche lavoratori che hanno un familiare disabile a carico. Questa importantissima norma è stata pensata per garantire un minimo di assistenza a chi ha reale bisogno.




3 Roma, sede del MIURPurtroppo come spesso capita anche in questi casi ci sono i cosiddetti “furbetti”, che usano (anzi, abusano) di una legge che tutela la fascia più debole della popolazione. Secondo un’attenta analisi e osservando le statistiche del M.I.U.R. (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) è emerso che il 13% degli insegnanti della scuola pubblica italiana si avvale della Legge 104 contro una media dell’1,5% dei dipendenti di aziende private. Questa notizia ha non poco insospettito i dirigenti, che hanno fatto partire controlli e verifiche. Per esempio nella sola Agrigento ben il 42% degli insegnanti ne usufruiva e così molti di questi alla fine, sono stati revocati. Il M.I.U.R. ha preparato un dettagliato elenco indicando regione per regione le varie percentuali e da qui si evince una diversità sostanziale tra il Nord, il Centro e il Sud dove quasi un insegnante su cinque usufruisce della Legge 104/92, ad eccezione del Piemonte dove invece questa Legge viene utilizzata poco e niente.




1Il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone è stato molto duro in riferimento al rilascio delle certificazioni, così come ha detto durante un convegno: «I dati giunti al Governo sono allarmanti e sono rimasto scioccato su come è stato utilizzato lo strumento della 104». In particolare ha continuato dicendo: «È uno strumento di civiltà e di democrazia, ma quando ti capita che un terzo del personale scolastico ha la 104 […]storture come questa vanno assolutamente corrette». Se da un lato è giusto che se si è disabile o si assiste un disabile si possa usufruire della Legge, dato che è nata proprio per questo motivo, dall’altro è corretto verificare i casi anomali per tutelare chi è in regola.



Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini
Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini

È assurdo comunque che un diritto acquisito con fatica venga vanificato per colpa di persone senza scrupoli, che utilizzano permessi a loro non dovuti e si debba così intervenire anche con sanzioni disciplinari e nei casi più gravi con il licenziamento. Il popolo dei cosiddetti “furbetti” è sempre all’erta. Speriamo solo che nel fare le verifiche non ci siano equivoci o incidenti tali che mettano a rischio il posto di lavoro di disabili veri, oppure di chi ha acquisto un diritto reale perché accudisce un familiare malato grave.

 

articolo di Dora Millaci @DoraMillaci

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Legge 104: controlli a tappeto per abusi e usi impropri ultima modifica: 2016-06-15T19:14:30+00:00 da info@cronacaedossier.it

3 thoughts on “Legge 104: controlli a tappeto per abusi e usi impropri

  • 21 giugno 2016 at 16:52
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    Si concentrano tutti sui permessi dei 3 giorni che questa legge concede, ma nessuno si è accorto che in virtu di questo verbale di gravità è possibile usufruire di un congedo che dura fino a 2 anni PAGATI,

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    • 21 giugno 2016 at 17:53
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      Certamente… i congedi retribuiti biennali sono definiti inizialmente dalla Legge 388/2000 (articolo 80, comma 2, poi ripreso dall’articolo 42, comma 5 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151) che ha integrato le disposizioni previste dalla Legge 53/2000 introducendo l’opportunità, per i genitori di persone con handicap grave, di usufruire di due anni di congedo retribuito. Tuttavia, il Decreto Legislativo del 18 luglio 2011, n. 119 ha profondamente rivisto la disciplina dei congedi retribuiti di 24 mesi, in particolare per quanto riguarda gli aventi diritto e le modalità di accesso all’agevolazione. Ci sono quindi una serie di condizioni che devono sussistere e comunque non si può superare la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap e nell’arco della vita lavorativa.

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    • 21 giugno 2016 at 17:55
      Permalink

      Risposta Dora Millaci
      doramillaci.comx
      d.mille@libero.it:

      Certamente… i congedi retribuiti biennali sono definiti inizialmente dalla Legge 388/2000 (articolo 80, comma 2, poi ripreso dall’articolo 42, comma 5 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151) che ha integrato le disposizioni previste dalla Legge 53/2000 introducendo l’opportunità, per i genitori di persone con handicap grave, di usufruire di due anni di congedo retribuito. Tuttavia, il Decreto Legislativo del 18 luglio 2011, n. 119 ha profondamente rivisto la disciplina dei congedi retribuiti di 24 mesi, in particolare per quanto riguarda gli aventi diritto e le modalità di accesso all’agevolazione. Ci sono quindi una serie di condizioni che devono sussistere e comunque non si può superare la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap e nell’arco della vita lavorativa.

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