«Le nuove inchieste giudiziarie su Ustica? Inutile illudersi: dubito che possano portare a verità»

Intervista esclusiva al noto giornalista Giovanni Fasanella, coautore con il magistrato Rosario Priore del libro “Intrigo internazionale” (Chiarelettere) e già autore di numerosi libri sui grandi misteri d’Italia. Alla luce delle ultime inchieste su Ustica e delle novità giunte dal Governo italiano in merito alla declassificazione degli atti sulle stragi, ecco il parere dell’autorevole giornalista dagli archivi di Cronaca&Dossier

 




 

080718-N-7981E-622Dottor Fasanella, dopo più di vent’anni di indagini e oltre duecento udienze, ancora oggi i responsabili materiali della strage di Ustica non sono stati individuati. Che idea ha in proposito?

«Una sentenza della Cassazione civile ha stabilito di recente che fu un missile ad abbattere il DC-9 Itavia. E che quel missile fu sparato da un caccia militare nel corso di una vera e propria azione di guerra aerea. Su Ustica non abbiamo una completa verità giudiziaria, ma quella sentenza della Cassazione è un punto fermo a cui ancorare le ricostruzioni del contesto storico e geopolitico in cui maturò la strage»

 

Quante sono secondo lei le chiavi di lettura per capire fino in fondo il mistero di Ustica?

«La guerra mediterranea, con i conflitti segreti che hanno segnato nel corso del Secondo dopoguerra i rapporti tra paesi amici e alleati per il controllo delle fonti di approvvigionamento energetico del Nord Africa e del Medio Oriente. L’Italia da una parte, Francia e Gran Bretagna dall’altra. Questa è la chiave per decifrare la strage di Ustica»

 

Dove sono da ricercare le responsabilità?Dc9_I-TIGI

«Si può ragionevolmente supporre che le responsabilità siano soprattutto francesi. L’obiettivo di quell’operazione era il premier libico Gheddafi, amico dell’Italia ma spina nel fianco degli interessi francesi e inglesi in Africa. Volevano ucciderlo mentre era in volo sul Mediterraneo. Ma i Servizi segreti italiani lo avvertirono, salvandogli la vita. Il DC-9 fu colpito per sbaglio, perché sotto la sua pancia erano andati a nascondersi Mig libici della scorta aerea di Gheddafi»

 

Una telefonata anonima, giunta in diretta durante una puntata Rai di “Telefono Giallo” del 6 maggio 1988, annunciava che qualcuno in servizio al centro radar di Marsala, la notte della strage, la verità l’aveva vista perfettamente ma che era stato messo a tacere. Qual è il suo pensiero in merito?

«Le denunce anonime lasciano il tempo che trovano. Di sicuro, la storia giudiziaria della strage di Ustica è costellata da numerosi episodi di testimoni con nomi e cognomi morti in circostanze misteriose proprio alla vigilia di andare a deporre davanti ai magistrati»

 




 

000829-N-1110A-502 Chief Warrant Officer Steve Young stands watch as the Tactical Action Officer in the Combat Direction Center of the aircraft carrier USS Harry S. Truman (CVN 75) as the ship conducts carrier qualifications in the Atlantic Ocean on Aug. 29, 2000. Young is from Escondido, Calif. The Truman is home ported in Norfolk, Va. DoD photo by Petty Officer 1st Class Tina M. Ackerman, U.S. Navy. (Released)La teoria prospettata dal magistrato Rosario Priore, con la sua sentenza, secondo la quale la notte del 27 giugno 1980 nei cieli italiani c’era una battaglia aerea, ha aperto la strada alle nuove indagini condotte dal pubblico ministero Erminio Amelio. A cosa ha portato la riapertura delle indagini?

«Non so quali siano i risultati della nuova inchiesta della magistratura romana. Dubito però che si possa arrivare a una verità, se non completa, almeno soddisfacente attraverso la via giudiziaria. È una vicenda troppo complessa, in cui erano in gioco interessi e responsabilità internazionali, perché possa essere risolta nelle aule di giustizia. È inutile illudersi»

 

Qual è stato il ruolo dei Servizi segreti nello scenario della tragedia di Ustica?

«Quasi certamente avvertirono Gheddafi del pericolo che correva e lo convinsero a invertire la rotta e a tornare in Libia. Con ogni probabilità hanno avuto anche un ruolo nella copertura delle responsabilità della strage. Conveniva anche all’Italia stendere un velo di silenzio su Ustica: noi eravamo il principale partner economico e i garanti della sicurezza di un leader nemico dell’Occidente e dell’Alleanza atlantica, di cui il nostro Paese è parte integrante. Una contraddizione che era meglio non emergesse alla luce del sole»

 

Riguardo alla declassificazione dei documenti, pensa verrà applicata davvero a tutti quelli attinenti alla vicenda di Ustica?Ustica_landscape

«Il governo ha annunciato che saranno messi a disposizione dell’opinione pubblica e degli studiosi tutti i documenti, qualunque sia la loro classifica. Vedremo»

 

Francesi, americani e inglesi: secondo lei quale margine di responsabilità potrebbero aver avuto e in che ordine?

«Ai francesi fu affidato l’esecuzione del piano contro Gheddafi, con l’appoggio logistico inglese e una sorta di supervisione americana. È questo lo scenario più probabile»

 

 




 

Twa_n93119_wing_explosionCosa ne pensa delle dichiarazioni del Presidente emerito Francesco Cossiga e in definitiva quale verità si è voluta celare all’opinione pubblica con il caso di Ustica?

«Cossiga è stato il primo a squarciare il velo sulle responsabilità francesi. La verità imbarazzante che si voleva celare all’opinione pubblica è che paesi amici e alleati si combattevano segretamente, e senza esclusione di colpi, per il controllo del Mediterraneo, dell’Africa e del Medio oriente»

 

Cosa si aspetta dalla declassificazione degli atti?

«Che aiutino a ricostruire questo scenario di guerra mediterranea, con gli interessi in gioco e le dinamiche che lo hanno caratterizzato».

 

intervista a cura di Antonella Marchisella

Vuoi leggere tutta l’inchiesta di Cronaca&Dossier sulla strage di Ustica? Puoi trovare la prima parte qui e la seconda qui, altrimenti puoi leggere il numero completo di maggio 2014 su ISSUU.

 

 

«Le nuove inchieste giudiziarie su Ustica? Inutile illudersi: dubito che possano portare a verità» ultima modifica: 2015-04-15T18:10:56+00:00 da info@cronacaedossier.it

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