Le microespressioni facciali delle emozioni

Le microespressioni facciali delle emozioni: ecco come analizzare, capire e interpretare anche le più piccole espressioni del volto umano

le microespressioni faccialiAl di là degli studi effettuati e delle teorie che si sono sviluppate attorno alle microespressioni facciali, tutti gli studiosi sono concordi nel sostenere l’universalità della comunicazione espressiva delle emozioni. Esse sono tutte involontarie, mai decise a priori.
Quando un’emozione emerge, si generano degli impulsi nei muscoli facciali; tali impulsi possono essere bloccati nel momento in cui si stanno verificando, ma non si può prevedere in alcun modo il momento in cui si verificheranno. Diversi studiosi (Porter/Ekman/Friesen) hanno potuto dimostrare che, quando stiamo simulando una certa emozione, azioniamo muscoli che non attiveremmo se l’espressione in questione fosse sincera, e viceversa.

Per rispondere a svariati quesiti riguardanti i legami esistenti tra le microespressioni facciali, l’esperienza emotiva ed i processi comunicativi sono state messe a punto, a partire dagli anni Sessanta, numerose tecniche di rilevazione e di analisi delle microespressioni facciali. Le tecniche che si concentrano sul volto, quale elemento predominante, si suddividono in studi di giudizio e in studi di misurazione. I primi riguardano le informazioni veicolate dal comportamento facciale, dalle emozioni che ne possono derivare. I secondi si concentrano in prevalenza sulla rilevazione dei movimenti, ossia sugli aspetti che non prendono in considerazione ciò che vuole essere comunicato con il comportamento facciale. Gli indirizzi di tali studi si suddividono a loro volta in due gruppi: quelli basati sulla riflessione teorica e quelli fondati sull’anatomia muscolare del volto. I primi puntano all’identificazione delle combinazioni di movimento facciale, associate ad emozioni particolari, quelle “universali” (felicità, tristezza, rabbia, disprezzo, disgusto, paura, sorpresa) ma non permettono di misurare l’intensità del comportamento e non danno giustificazione ad azioni diverse da quelle precostituite, quali prototipi di determinati stati emotivi. Il secondo approccio è basato sulle azioni della muscolatura facciale in risposta a stati emotivi provati.

0000Di questa categoria di sistemi di valutazione fa parte il Facial Action Coding System (F.A.C.S.) elaborato da Ekman e Friesen. In questo sistema ogni movimento singolarmente rilevabile è stato indicato come unità d’azione, che assegna un punteggio soltanto alle unità o combinazioni di unità d’azione che la teoria considera segnali emozionali. Tra i vari sistemi di analisi e misurazioni delle microespressioni facciali elaborate fino ad ora, il F.A.C.S. è considerato dagli studiosi il più comprensivo, completo e versatile.

La mimica del viso segnala sfumature e sottigliezze che il linguaggio non riesce a fissare in vocaboli. Le microespressioni facciali sono la più irrefrenabile tra le fonti che, nel viso, possono far trasparire emozioni nascoste. Esse passano sul viso in meno di un quarto di secondo e sono tipicamente incastonate nei movimenti facciali propri del discorso e sono seguite nella maggior parte dei casi da una mimica di mascheramento. Ai fini dell’analisi delle microespressioni facciali delle emozioni, si analizzano, quindi, i segnali rapidi che attuano variazioni della forma degli occhi, delle sopracciglia, della bocca e delle labbra.

0Tre sono i diversi livelli o sistemi di risposta attraverso i quali si manifesta l’emozione: il primo sistema, detto psicologico, comprende i resoconti verbali relativi all’esperienza soggettiva. Il secondo sistema, denominato comportamentale, riguarda invece le manifestazioni motorie dell’emozione, come le modificazioni dell’atteggiamento posturale e dell’espressione facciale. Infine, vi è il livello fisiologico, prevalentemente rappresentato delle modificazioni fisiche, come l’aumento della sudorazione delle mani o le modificazioni del ritmo respiratorio. L’espressione facciale osservata viene dissezionata, decomposta nelle specifiche AU che hanno prodotto il movimento. Si osserva la registrazione sia al rallentatore sia fermando le immagini, per determinare l’emozione coinvolta nell’espressione. È determinata anche la precisa durata di ogni azione, ogni asimmetria bilaterale e la congruenza col verbale. L’analisi così effettuata è descrittiva delle emozioni e non interferisce con l’analisi delle emozioni.

 

Articolo di Nia Guaita

 

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Le microespressioni facciali delle emozioni ultima modifica: 2015-07-22T15:26:36+00:00 da info@cronacaedossier.it

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