La storia ambigua del caso Loris Stival

Santa Croce Camerina teatro della morte del piccolo Loris Stival: il caso è ancora avvolto dal mistero

Santa Croce Camerina.Un novembre così mite non si vedeva da anni, in questo angolo di Sicilia meridionale. Santa Croce in Camerina è il mare di Ragusa, il suo borgo marinaro di Rocca Secca ormai è famosissimo, da quando è diventato il set della serie tv Il commissario Montalbano. La gente qui vive di agricoltura ma anche e soprattutto di floricultura perché le rose di Santa Croce sono tra le più belle d’Italia. Veronica Panarello è una mamma giovanissima, un passato difficile e una famiglia che non sempre è stata dalla sua parte. Ha due figli e un marito che gira per le autostrade d’Europa con il suo camion, non c’è quasi mai, i bambini se li cura da sola, quello più grande ha 8 anni, si chiama Loris Stival, fa la terza elementare all’Istituto “Falcone e Borsellino”.
È il 29 novembre 2014, sono le 12:30, Veronica è davanti alla scuola ad attendere insieme alla altre mamme l’uscitaFaro di Punta Secca, frazione di Santa Croce Camerina. dei bambini. Ma quando la maestra esce con la scolaresca e la vede ha un brivido: «Che ci fa qui signora Stival? Loris non è venuto oggi a scuola».
Scatta l’allarme, le mamme, le maestre e la direttrice dell’istituto rimangono lì ammutolite davanti al portone, mentre Veronica percorre via Matteotti in un soffio, con il bimbo più piccolo in braccio correndo dai Carabinieri.
Alle 12:45 parte il fonogramma dalla Stazione dei Carabinieri e vengono allertate tutte le auto in zona. Veronica asserisce di aver lasciato il bambino davanti l’ingresso scolastico ma «qualcuno l’ha preso e se l’è portato via». Alle 13:30 il telegiornale dell’emittente TeleNova dà la notizia, si teme il rapimento, il paese scende spontaneamente in piazza mentre qualcuno assiste Veronica che è in preda al panico.
0Quel Tg è visto da tutti a Santa Croce, è arrivata anche la troupe per girare sul luogo e raccogliere interviste. La paura di un nuovo caso Denise Pipitone serpeggia nel paese e qualcuno lo dice apertamente. Che strano, qualche anno fa fu proprio Veronica, la mamma del piccolo Loris scomparso a chiamare Chi l’ha visto? affermando di aver riconosciuto la piccola Denise che era sparita, sicuramente rapita qualche mese prima. Nessun riscontro però fu trovato alla sua segnalazione, ma Veronica era sicura, come ora è sicura che anche Loris Stival ora sia stato rapito.
La notizia arriva nelle case di tutti, anche in quella di Orazio Fidone, pensionato di 65 anni con la passione per la caccia. Orazio conosce bene la famiglia Stival, quello che ascolta alla tv lo raggela. Si alza, si chiude nel salone in silenzio. Cosa può esser accaduto in questo angolo di Sicilia così tranquillo? «Unni finiu du carusu piccittu piccitu?».
Orazio non resiste, esce, avvisa la moglie che si unirà ai vecchi del paese che hanno iniziato le ricerche del bambino. Vaga con la macchina ma poi, con un guizzo intuitivo che a tanti, troppi, apparirà sospetto, decide di andare al vecchio mulino, pochi chilometri fuori città.
Il cacciatore arriva in quello spiazzo incolto, lui lì ci viene con i suoi amici a fare modeste battute di caccia, sa come Loris Stival.muoversi, si affaccia in un canalone di scolo delle acque ora vuoto e scorge il corpo, piccolo e raggomitolato in una posizione innaturale, di Loris Stival. Sono quasi le 17:00, è l’imbrunire, la sorte ed un tempismo perfetto hanno assistito e guidato il signor Fidone, pochi minuti ancora e Loris Stival sarebbe stato avvolto nel buio.
Loris Stival è stato gettato dal muretto che delimita il canale. Appare subito chiaro ai Carabinieri chiamati da Orazio che questo è un omicidio, non un incidente. È uno schiaffo per la città. Qualcuno pensa al mostro che si nasconde nella comunità. Alle 17:40 l’Ansa batte la notizia: «È stato trovato morto, in un mulino abbandonato, a Scoglitti, il bambino di 8 anni scomparso stamane a Santa Croce di Camerina (RG). La madre lo aveva lasciato davanti alla scuola ma non è entrato».
I Carabinieri cercano di comprendere la dinamica di un evento che appare subito dai contorni davvero misteriosi. Passa di bocca in bocca la notizia di una violenza sessuale subita da Loris Stival, qualcuno la lascia trapelare e tutti i giornali la riportano. Il motivo per sospettarlo in effetti c’è, perché quando il medico legale ispeziona il corpo nota che a Loris Stival mancano le mutandine, è completamente vestito, ma sotto i pantaloni non ha indumenti intimi.
(foto sfondo)Due sono le cose che non convincono gli inquirenti: nessuno ha visto Loris davanti scuola, nonostante Veronica abbia detto di averlo lasciato lì. E poi, come ha fatto il cacciatore a trovare a colpo sicuro il bambino? Come si poteva pensare che Loris fosse finito lì, a 4 km dal paese? Veronica Panarello e Orazio Fidone vengono convocati in Procura a Ragusa. Sono sotto choc ma entrambi dovranno cercare di spiegare molte cose, perché i loro racconti non convincono.
«Stiamo lavorando – dirà il pm Marco Rota quella stessa notte che sarà insonne per tutti a Santa Croce – e non escludiamo alcuna ipotesi. Prima di parlare di causa del decesso sarà necessario eseguire l’autopsia. Soltanto dopo si potrà parlare dell’inchiesta e di tutto il resto».
E l’autopsia conferma quello che tutti avevano sospettato vedendo quel corpicino nel canale: Loris Stival è stato strangolato. Ha dei segni sul collo, forse causati da una fascetta da elettricista. Chi lo ha ucciso ha stretto forte, portandosi via in pochi attimi quel sorriso innocente.

articolo di Mauro Valentini

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La storia ambigua del caso Loris Stival ultima modifica: 2015-06-22T16:43:29+00:00 da info@cronacaedossier.it

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