La ‘Ndrangheta alla conquista del web

Dopo anni di spargimenti di sangue con la ‘Ndrangheta nell’informatica ecco come cambia la galassia della criminalità organizzata






Nuova immagine (1)La ‘Ndrangheta si muove creando un grande sistema malavitoso che si insedia radicalmente nella società. Diverse organizzazioni criminali si sviluppano  dapprima  in piccole aree territoriali e poi si allargano,  con il tempo, sul territorio nazionale e internazionale in vista di un obiettivo importante: il profitto economico.
Questo è anche il caso della ‘Ndrangheta che nasce nella seconda metà del 1800 in una regione con un’economia  prevalentemente rurale, la Calabria. Partendo da qui, l’organizzazione si estende, divenendo una delle più pericolose strutture criminali del mondo, con un fatturato che oggi si aggira  intorno ai  43,7 miliardi di euro. I vari gruppi criminali, identificati con il nome di «famiglie» (o «’ndrine») per la loro organizzazione di tipo familiare, crescono negli anni compiendo vari reati. Partendo inizialmente con  furti, omicidi, attentati, estorsioni, sequestri di persona, la ‘Ndrangheta arriva a gestire «grossi affari» come  il traffico della droga, delle armi, della prostituzione, dell’immigrazione, dei giochi illegali e così via. La criminalità organizzata si infiltra pian piano anche  nell’ambito politico, economico e amministrativo,  fino ad ottenere la gestione di appalti pubblici.




I mezzi e gli obiettivi da raggiungere, però, cambiano in base ai tempi. Mentre in passato le ‘ndrine e le altre cosche malavitose si sono imposte sul territorio con la violenza e compiendo atti di terrorismo,  oggi si infiltrano facilmente in tutti i settori della società utilizzando soprattutto “armi silenziose”.  Tra queste, molto diffuso è  il fenomeno del Cybercrime, quello che il giornalista Biagio Simonetta, in un libro-inchiesta, definisce «criminalità invisibile 2.0».
computerL’Associazione Nazionale per la Sicurezza Informatica evidenzia gli incidenti più importanti che avvengono in Italia e nel mondo. Il Rapporto Clusit 2014 dice che  la motivazione principale per cui vengono compiuti attacchi informatici è di natura criminale. Il 60% di essi è dovuto ad azioni di cybercrime e il 24% ad azioni di spionaggio industriale per sottrarre progetti, dati di business o documenti. Dagli studi effettuati emerge che il 50% degli attacchi ha origine in Asia; segue l’Europa con il 30% e chiudono gli Stati Uniti e il Medio Oriente con il 10%. Dai dati del 2012 emerge la diminuzione del numero di attacchi verso enti governativi, partiti politici, Forze dell’ordine (sempre comunque al primo posto) a fronte di un aumento di quelli contro l’industria dell’informazione e dello spettacolo, i servizi cloud, web 2.0, social e le istituzioni di ricerca o scolastiche. Nel 2013, invece, si verifica un leggero incremento di attacchi al settore governativo e un boom di attacchi al settore bancario e finanziario, con un passaggio dal 5% del totale del 2012 al 9% nel 2013. I Social Network  che gestiscono i profili di un notevole numero di utenti sono tra i più colpiti soprattutto per i furti d’identità.

A causa di queste numerose aggressioni virtuali, oggi aumentano i controlli e le spese delle aziende per la sicurezza informatica. La Polizia Postale e delle Comunicazioni – in collaborazione con altri enti e aziende – mette in atto numerose azioni di contrasto e prevenzione al fine di ridurre i danni di questi nuovi e potenti atti criminali. A questo punto, quanto meno si spera che gli spargimenti di sangue siano solo un lontano ricordo.




di Gelsomina Napolitano @gelsominamail

La ‘Ndrangheta alla conquista del web ultima modifica: 2016-01-08T18:17:33+00:00 da info@cronacaedossier.it

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