La guerra vista da un’altra angolazione

Le difficoltà e i drammi delle persone con disabilità nei luoghi di guerra: dalle macerie il dolore di chi vive nel silenzio

 

The Cripples, Pieter Bruegel, 1568
The Cripples, Pieter Bruegel, 1568

Gli occhi del mondo sono puntati sulle zone di guerra. Luoghi divenuti spettrali come set di film dimenticati, nei quali solo polvere alzata dal vento si muove. Quando ci soffermiamo un momento in mezzo ad una strada e ci guardiamo attorno, sembra tutto fermo, silenzioso, immobile. Aleppo sembra una città dove non esiste più anima viva, solo ricordi, ombre e fantasmi senza quiete vagano. Macerie ricoprono le strade irriconoscibili di quella Siria che da cinque anni è in guerra. Palazzi sventrati, macerie e calcinacci ricoprono le vie che non hanno più un nome. I superstiti sono come spiriti dell’oltretomba, che camminano alla ricerca di qualcosa che possa loro servire, noncuranti del sangue che inevitabilmente si vede dovunque. Più di 250mila sono i morti e gli sfollati hanno superato i sei milioni.

 

Campo profughi e bombardamenti
Campo profughi e bombardamenti

Tra queste persone c’è un mini-mondo invisibile, così si potrebbe definirlo, quello dei disabili, divenuti tali per la guerra o già così prima che il Paese venisse distrutto. Quanti si soffermano a pensare a loro, alle loro esigenze, ai loro bisogni? Non vengono neppure menzionati. Un popolo che non esiste quasi per nessuno, perché troppo scomodo in una situazione apocalittica come quella. Stiamo parlando delle persone malate, dei disabili e sono uomini, donne, bambini che più di altri risentono della mancanza di tutto. La convenzione ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite) nata nel 1945 ha stabilito che bisogna tutelare i diritti di tutte le persone, comprese quindi quelle con disabilità.

Per questo motivo occorre raggiungere le persone con grandi difficoltà di movimento, con problemi intellettuali, anziani, e aiutarli poiché loro sono i più deboli, quelli che hanno maggiori problemi rispetto al resto della popolazione.

 

 

Aleppo bombardata
Aleppo bombardata

Incredibilmente a causa della loro condizione capita sovente che, invece di essere i primi ad avere i sostentamenti, siano esclusi da alcuni benefici e servizi di cui altri abitualmente, invece godono. Questo è incredibile, ma drammaticamente vero. Un disabile che si trova a vivere sotto i bombardamenti perde ogni dignità. I suoi stessi concittadini lo lasciano indietro privandolo di quei pochi beni che aveva e anche la possibilità di sopravvivere con gli aiuti umanitari, dato che cercano di portarglieli via.

 

carro armatoAvete mai pensato come può andare avanti, mantenersi in vita, un disabile in una città che è stata bombardata? Immaginate per esempio di stare su una sedia a rotelle e di dover attraversare una strada che è piena di macerie, calcinacci e magari si è all’imbrunire. Se è già complicato farlo quando un passaggio è libero in pieno giorno, figuratesi in una situazione simile. Diventa impossibile. Prendiamo il caso di un non vedente. La sua esistenza gira attorno alla sicurezza dei gesti quotidiani, ma se l’ambiente attorno a lui cambia di continuo a causa dei crolli, come potrà mai orientarsi?

 

guerraDove andranno a nascondersi? Ecco alcune piccole ma esplicative realtà della vita di un disabile in una città sotto assedio. Quali sono le loro necessità? Di tutto, più di quello che si pensa. Intanto i medicinali che scarseggiano e che per molti sono fonte di vita. Per colpa dei conflitti, una delle prime cause di disabilità è dovuta dallo scoppio di mine che comporta amputazioni. Pertanto l’assistenza medica è necessaria in questi casi, e sicuramente al primo posto ci sono i dispositivi protesici che devono essere forniti attraverso sistemi e programmi direttamente ai beneficiari. Servono la fisioterapia, centri per la riabilitazione, apparecchi acustici, occhiali e sedie a rotelle.

Nelle regioni colpite dai conflitti le cure sanitarie invece diventano difficili e solo attraverso gli aiuti umanitari si può fare qualcosa. La malattia più grave che si diffonde a macchia d’olio è l’indifferenza. Un cancro che colpisce dall’interno coloro che non vogliono vedere e che potrebbero fare tanto. Un disabile è e resterà sempre una persona che ha tutti i diritti e come tale dev’essere sostenuta e aiutata, non un peso per la società. La guerra colpisce le città e può ferire i nostri corpi, ma ricordiamoci che possediamo un cuore e dobbiamo saperlo usare per il bene dell’umanità.

 

articolo di Dora Millaci

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La guerra vista da un’altra angolazione ultima modifica: 2016-09-15T20:22:35+00:00 da info@cronacaedossier.it

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