La giustizia come strumento per ottenere il consenso

Alla luce degli attentati accaduti prima a Parigi e poi a Bruxelles, il concetto di laicità dall’antica Roma ai giorni nostri e il valore della giustizia




Maccari-Cicero-detailA  partire dall’antichità, i concetti di religione e di Stato furono tra i primi problemi che la società ebbe da affrontare. Nell’antica Roma infatti, questa distinzione si era già creata. Le norme che regolavano i precetti religiosi vennero dette fas, mentre invece le norme che regolavano l’ordinamento giuridico vennero dette ius. Le norme che andavano contro i precetti religiosi vennero quindi dette nefas, mentre le norme  che non era conformi al diritto vennero dette iniuria.

Si nota quindi una chiara e netta distinzione già a partire dall’antichità tra i precetti religiosi e le norme che regolavano l’ordinamento giuridico. In tutto il mondo occidentale, soprattutto in  Europa e negli Stati Uniti, il concetto di laicità si affermò sempre di più a partire dal XIX sec., periodo in cui nacquero i vari stati nazionali.

Questo concetto di fondamentale importanza, trova però alcune differenze tra i diversi paesi:

    • In Italia (vedi art. 7 e 8 Cost.) vi è una laicità positiva: lo Stato e la religione sono indipendenti e autonomi, inoltre tutte le varie confessioni sono uguali davanti alla legge (le confessioni diverse dalla cattolica sono regolate da “intese”).
    • In Francia vi è una laicità negativa: tutte le religioni sono sullo stesso piano, ma vi è il divieto nei luoghi pubblici di mostrare qualsiasi simbolo che riconduce ad una fede religiosa (non ci sono i crocefissi nelle aule scolastiche, le persone di fede musulmana non possono indossare qualsiasi tipo di velo nei luoghi pubblici.)




giustizia isisQuanto è accaduto in Europa fin dall’antichità, non si è prodotto ugualmente nelle altre varie parti del mondo. Se noi guardiamo alla cultura islamica ad esempio, troviamo numerosi Stati dove la religione ha un ruolo importante non solo nella società, ma anche dal punto di vista politico e governativo. Basti prendere l’Iran, ufficialmente “Repubblica islamica”, dove talvolta i precetti della religione sono più importanti delle leggi stesse (si può qui forse parlare di teocrazia). In questi paesi il concetto di laicità non è ben definito o meglio, non esiste. Si vengono quindi a formare governi presieduti da capi religiosi dove la costituzione è sostituita o reinterpretata a partire dal testo religioso. Si può  ben capire come il ruolo dello Stato viene messo in discussione e condizionato soprattutto dalla religione.





isisiIn merito ai fatti di stretta attualità vediamo purtroppo numerosi eventi che stanno sconvolgendo la nostra quotidianità. A partire dall’attacco alla rivista satirica francese Charlie Hebdo, alla strage nel locale “Bataclan” a Parigi, fino ad arrivare alle bombe scoppiate a Bruxelles, i telegiornali e le maggiori riviste nazionali ci hanno martellato ogni giorno su questi argomenti, denunciando la brutalità e la violenza di quanto accaduto. Si sono sentiti numerosi pareri: alcuni accusano tutti i musulmani di essere terroristi, altri dicono che la religione è solo un pretesto per uccidere e seminare terrore, altri che affermano di essere solo dei fanatici fondamentalisti e così via. Nonostante tutti i paesi occidentali abbiano denunciato la brutalità dei fatti e si siano proclamati uniti per combattere il terrorismo, si sono dimenticati di un dettaglio fondamentale, ovvero perché accadono queste cose.

 

WhatIsISISTralasciando i motivi economici e religiosi che spingono a fare questi gesti, ci può essere una realtà di fondo molto più complessa. In tutti i paesi dove l’Isis ha preso potere (Libia, Siria, Iraq) vi è un elemento in comune: l’instabilità politico-governativa. Questi gruppi terroristici infatti, si sono appropriati del potere giocando sul consenso della popolazione, la quale aveva ormai perso la fiducia nello Stato e nelle istituzioni. In un apparato giudiziario mal funzionante (giudici corrotti, lentezza nei processi, costi elevati) è incredibile notare come la “nuova” giustizia adottata da questi fondamentalisti (composta da decapitazioni, pene di morte, rapimenti) sia più efficace e veloce della giustizia ordinaria esercitata dallo Stato. La vittoria  di questi gruppi ribelli, data dal fatto della disgregazione interna a questi paesi, viene spinta soprattutto da una mancanza di istruzione da parte della popolazione. Invece possedere conoscenza è fondamentale. Lo è anche per noi se vogliamo veramente cambiare le cose per non commettere più gli errori del passato. Se non si possiede la conoscenza si arriva nelle situazioni di questi paesi, dove si è convinti che per cambiare le cose basti usare la violenza e distruggere il passato, ricorrendo così ad una giustizia barbara, simile a quella del taglione. In questo modo però non si ottiene nessun cambiamento, anzi si distrugge il passato rinnegando la  propria storia, portando a non avere neanche nessun futuro.

 

articolo di Davide Morandi

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La giustizia come strumento per ottenere il consenso ultima modifica: 2016-04-08T12:46:48+00:00 da info@cronacaedossier.it

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