Killer a nozze tra sangue e love story

Dagli archivi di Cronaca&Dossier la love story insolita per il killer del piccolo Tommy: un matrimonio in carcere






Lui è un uomo parmense di 35 anni, di origini siciliane, che attualmente si trova nel carcere di Ferrara dopo essere stato su tutti gli organi di informazione nazionali, considerato il killer di un bambino di poco più di un anno. Anche lei si trova in carcere, ma in quello di Forlì, ha 45 anni e i giornali di cronaca nera si sono occupati di lei dopo un altro assassinio consumato in un appartamento di Asti, la città in cui vive, ai danni del coinquilino. Sono passati otto anni dal primo delitto e solo due dal secondo. Ebbene, lui e lei ora vivono una situazione sentimentale e potrebbero presto unirsi in matrimonio. Ma che cosa accomuna i due killer presunti? Il primo risponde al nome di Salvatore Raimondi, che la notte del 2 marzo 2006 rapisce insieme a Mario Alessi e alla sua compagna Antonella Conserva il piccolo Tommaso Onofri, con l’idea di chiedere un riscatto alla famiglia, residente nel parmense. Le cose non vanno secondo i piani e i tre, poco dopo il sequestro, uccidono il piccolo Tommy.

Nuova immagine (2)La seconda è Patrizia Pisella, che nel marzo 2012 uccide (sempre per futili motivi) il convivente Paolo Nerini, nella loro abitazione di Asti. Tra Raimondi e Pisella, ora, sembra essere scoppiato l’amore. Ma di che cosa si tratta? I due presunti killer, da alcuni mesi, si scambiano lettere contenenti messaggi che vanno ben oltre l’amicizia.
«Siamo in telepatia», dichiara lei ad alcuni giornali romagnoli. Già, perché i due non possono vedersi: uno a Ferrara e l’altra a Forlì, non hanno possibilità di contatto visivo. Eppure, in passato, potrebbero essersi già conosciuti. Entrambi, infatti, vengono dall’ambiente delle arti marziali, con Raimondi che vanta un passato da campione giovanile e promessa di pugilato e Pisella che, non da meno, può dire di avere partecipato a campionati nazionali di thai boxe e successivamente di avere lavorato come body guard  e come buttafuori (in nero) in alcuni locali notturni romagnoli. Soprattutto quest’ultima, dopo avere compiuto il delitto, non si dice mai pentita dell’accaduto e, anzi, secondo i medici non esprime in alcun modo sentimenti positivi verso chiunque. Fino ai primi scambi epistolari con l’uomo rinchiuso nella casa circondariale di Ferrara. La comunicazione tra Raimondi e Pisella non può che avvenire esclusivamente grazie a un via-vai di lettere, attraverso le quali, secondo il medico-legale della donna, questa «esprime per la prima volta sentimenti positivi» dopo le accuse di omicidio.




Nuova immagine (3)In questo momento il rapitore del piccolo Tommy sta scontando una pena di vent’anni di carcere, dopo che il giudice l’ha ritenuto colpevole di sequestro di persona aggravato dalla morte dell’ostaggio, anche se è accertato come l’uomo non ha premeditato la morte della vittima. La donna, invece, è appena stata condannata dalla Corte d’Assise di Ravenna a ventuno anni di carcere, pronunciandosi sull’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi. Infatti, secondo la Procura, la lite che degenera nell’omicidio del convivente della donna è stata causata dallo «smarrimento di un quadretto contenente un attestato del padre» dell’uomo. Come riporta il quotidiano Romagna Noi, Pisella parla della propria relazione con Raimondi in questi termini: «Siamo due anime che si sono ritrovate, due molossi, due guerrieri! Le persone normali non possono capire». È sulla definizione di «normalità» che si concentra fin da subito la Medicina legale, su richiesta della difesa. Ne viene fuori un resoconto scritto da una tossicologa (l’astigiana ha un passato in cui le droghe leggere sono il pane quotidiano) e da uno psicologo, in cui gli analisti garantiscono che Pisella è assolutamente sana di mente, nonostante viva un serio disturbo della mentalità. Tradotto: è socialmente pericolosa (per quanto «stia migliorando») e non è anormale. Secondo le lettere che la donna scambia con Raimondi, non è escluso che i due possano sposarsi a distanza e poi ritrovarsi a pena conclusa, come marito e moglie. Un matrimonio che potrebbe finire (per insoliti motivi) sulle pagine di cronaca nera.

 

di Luca Romeo

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Killer a nozze tra sangue e love story ultima modifica: 2016-01-11T17:32:08+00:00 da info@cronacaedossier.it

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