Italicus, il treno diventa terrore

Ore 1:23 del 4 agosto 1974, sull’espresso Roma-Monaco, denominato Italicus, esplode una bomba. Accade nella carrozza numero 5, il treno riesce ad uscire dalla galleria, arriva con il suo carico di orrore fatto di 12 vite spezzate e di 48 feriti nella stazione di San Benedetto Val di Sambro.

italicusIl movimento Ordine Nuovo rivendica l’attentato dell’Italicus. Strano però, perché queste stragi non si rivendicano anzi, hanno proprio nel mistero l’effetto principale per destabilizzare opinione pubblica e società civile. Eppure, il giorno dopo arriva al Resto del Carlino una telefonata che sembra non lasciar dubbi: «Con la bomba al tritolo che abbiamo messo sull’Espresso Roma-Monaco abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e quando ci pare. Giancarlo Esposti è stato vendicato». Giancarlo Esposti era stato ucciso durante un conflitto a fuoco con i Carabinieri qualche mese prima e non era un personaggio di poco conto nella galassia del terrorismo di destra. Ma possibile che una strage che per puro caso non fa il triplo dei morti che ha fatto sia solo frutto di una ritorsione? L’autore sia del volantino che della telefonata anonima è Italo Bono, personaggio interno all’estrema destra, poco considerato nell’ambiente e con qualche disturbo di personalità. Ma il motivo per cui la strage dell’Italicus entra di diritto nel catalogo dei misteri di Stato arriva appena 5 giorni dopo. Il 9 agosto si presenta in Questura di Roma Rosa Marotta, che ha una ricevitoria del Lotto nei pressi della Stazione, non lontano dal Ministero dell’Interno, in via (foto copertina)Aureliana a Roma. La donna dice che ha “origliato” qualche giorno prima della strage dell’Italicus una telefonata fatta da una ragazza nel suo negozio, riguardante un attentato. Fa scrivere a verbale che questa ragazza avrebbe detto: «Le bombe sono pronte… I passaporti sono pronti». Le indagini partono velocemente, forse troppo si ipotizza, perché la Squadra Mobile trova subito la ragazza autrice della telefonata. È Claudia Ajello, ma la sorpresa più grande sarà quando vedranno che cosa fa per vivere la signorina Claudia: collaboratrice del SID, impiegata nell’ufficio dei servizi segreti proprio in via Aureliana. Ajello nega: «Ma quale bomba! Parlavo con mia madre». Ma c’è qualcosa di misterioso nell’impiegata del SID. Si scopre infatti che non ha il solo ruolo di traduttrice come si affrettano a spiegare i suoi superiori, ma è infiltrata nella sezione del Partito Comunista Italiano di Casal Bertone, regolarmente iscritta, tradita forse con quella telefonata nella sua specialità, quella di origliare conversazioni pericolose.

 

articolo di Mauro Valentini

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Italicus, il treno diventa terrore ultima modifica: 2015-07-28T15:24:52+00:00 da info@cronacaedossier.it

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