Istinto criminale, crescere non è mai stato così difficile

Tragedie e sangue rendono la natura un luogo ostile: ecco tutti i volti dell’istinto criminale che regola la vita degli animali






Nuova immagine (3)È un mondo molto duro per gran parte degli organismi viventi e, spesso, lo è ancor di più per i cuccioli che facilmente diventano vittime dei predatori e del loro istinto criminale. Appena venuti al mondo devono già lottare per la sopravvivenza. Per questo motivo, i cuccioli degli erbivori sono già in grado di alzarsi sulle zampe e fuggire a pochi minuti dalla nascita. Una giraffa neonata, alta più di un uomo, dopo soli venti minuti è in grado di seguire il gruppo. Stesso discorso anche per le piccole tartarughe marine. Le uova schiudono contemporaneamente, così da assicurare ai piccoli maggiori probabilità di sopravvivenza. Appena nati, corrono più velocemente possibile verso il mare. Il tragitto è però irto di numerosi nemici, come gli uccelli e i granchi, che desiderano banchettare con la loro carne, colti da un irrefrenabile istinto criminale. Ma anche in mare la vita delle piccole tartarughe è tutt’altro che semplice e, alla fine, soltanto una tartaruga su mille riesce a diventare adulta. I predatori non sono l’unica minaccia per i cuccioli.




Nuova immagine (2)Sebbene siano casi estremamente rari, anche in natura esiste l’infanticidio. I leoni vivono in gruppi composti da leonesse adulte con i loro cuccioli e un maschio adulto a capo del branco. Una società patriarcale, dunque. Ma il branco di leonesse deve essere conquistato con la forza poiché solo un maschio adulto forte può difenderlo efficacemente. Così, capita spesso che un leone cerchi di spodestare il leader del branco per ottenerne il controllo. Se vincerà, preso dall’istinto criminale, compirà un vero e proprio infanticidio: ucciderà tutti i cuccioli del branco, così da rendere le leonesse nuovamente disponibili all’accoppiamento e tramandare i suoi geni alla prole. Naturalmente le femmine non restano a guardare e cercano di salvare i propri piccoli ma, alla fine, l’inevitabile accade. Dopo avere eliminato i figli del maschio sconfitto, il leone si accoppierà con le femmine, anche cinquanta volte nell’arco della stessa giornata, garantendosi così il diritto di tramandare i propri geni alla prole.

Nuova immagine (4)Il cuculo ha invece l’abitudine di deporre le proprie uova nel nido degli altri uccelli così da non dover fronteggiare le cure parentali. Se l’inganno non viene scoperto dai genitori adottivi, il piccolo cuculo appena nato spingerà giù dal nido gli altri nidiacei al fine di assicurarsi tutto il cibo per sé. Crescendo diventa molto più grande dei suoi genitori adottivi che, ignari, continuano a nutrirlo fino all’involo. In alcune specie di uccelli avviene un vero e proprio fratricidio. Nelle aquile reali il fratello più grande uccide il minore, così da assicurarsi la totale dedizione dei genitori. È una pratica crudele, denominata “cainismo” in riferimento al personaggio biblico che uccise il proprio fratello. Ma anche questa, come tutto in natura, ha uno scopo: assicurare maggiori probabilità di sopravvivenza ad un nidiaceo quando le risorse alimentari potrebbero non essere adeguate a crescerne due.
Non fanno eccezione alcune specie di squali, laddove la fecondazione dà vita a diversi embrioni ma solo pochi arrivano alla nascita. I più piccoli non fanno in tempo a vedere la luce che sono già divorati dai fratelli maggiori all’interno dell’utero. Non è facile crescere, dunque. E ogni cucciolo che riesce a diventare adulto è realmente un piccolo miracolo.




di Salvatore Valerio Riccobene

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Istinto criminale, crescere non è mai stato così difficile ultima modifica: 2016-01-08T18:14:38+00:00 da info@cronacaedossier.it

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