ISIS e petrolio italiano? «Noi non finanziamo il Califfato»

Interviene il Presidente della FederPetroli Italia sulla questione ISIS e petrolio: «Ecco le prove che le fonti di approvvigionamento di prodotti petroliferi non sono riconducibili a strutture del Califfato»

 

 

0 (2)ISIS e petrolio italiano rischiano a breve di trasformarsi, nel dibattito pubblico nazionale e internazionale, in un binomio esplosivo. Alla base della preoccupazione generale ci sono le voci che l’industria petrolifera-energetica italiana possa indirettamente contribuire all’indotto economico di terzi soggetti non ufficialmente specificati e qualificati. La questione potrebbe degenerare in una polemica senza precedenti ed è per questo che ad intervenire sulla questione ISIS e petrolio italiano è direttamente il presidente della FederPetroli Italia, Michele Marsiglia.

«A quanto ci risulta finora ‒ spiega il Presidente in un comunicato stampa della FederPetroli Italia ‒, diamo nota che le fonti di approvvigionamento di prodotti petroliferi (greggio) e raffinati, nonché altri tipi di servizi ad uso dell’indotto energetico italiano e del comparto Oil & Gas, non sono assolutamente riconducibili a strutture del Califfato Islamico (ISIS), il tutto è documentato da operazioni bancarie, bolle di consegna, fonti di provenienza ed altra documentazione contabile ed amministrativa».

Una foto d'archivio di un pozzo petrolifero. ANSA

Le parole di Marsiglia cercano di fare il punto della situazione e di smorzare sul nascere eventuali polemiche su ISIS e petrolio italiano per scongiurare l’idea che esso si trasformi in un finanziamento occulto al Califfato.
«Che il Medio Oriente sia la miglior location per gran parte di greggi e, terra di Petrolio penso che non sia notizia dell’ultima ora ‒ continua la nota ‒. I fornitori sono aziende accreditate e con specifici codici di riferimento, niente di illegale o altre operazioni non lecite. Invito a fare chiarezza quando si parla di autobotti che circolano da nord a sud della Siria e da est ad ovest dell’Iraq. Bisogna sapere di cosa si parla altrimenti si crea informazione distorta che è causa di problematica all’indotto da noi rappresentato».
Ma anche in questo caso la prudenza è d’obbligo perché l’ISIS, al contrario di quanto afferma di sé, non è uno Stato vero e proprio e può avere mille forme. Non sono ancora noti i veri finanziatori che sono dietro al gruppo islamista e la questione ISIS e petrolio diventa perciò complessa da gestire. A margine di queste riflessioni la specifica del presidente Marsiglia appare eloquente: «Certo, nessuno esclude la possibilità che cellule possano impossessarsi di pozzi o impianti ma è da considerare che il Daesh non ha un logo sulle proprie fatture e non ci risultano biglietti da visita con tali denominazioni. Il Petrolio è fonte strategica per l’economia delle zone occupate e rappresenta il 90% della ricchezza nei territori come Siria, Iraq, Libia ed altri della zona Mediorientale. Queste sono ad oggi le informazione di cui possiamo dare conoscenza con la massima trasparenza».

ISIS e petrolio italiano? «Noi non finanziamo il Califfato» ultima modifica: 2015-11-18T16:13:49+00:00 da info@cronacaedossier.it

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