Caso Irene Cristinzio, disposte nuove ricerche

Altri sei mesi di speranza e lavoro per evitare l’oblio nel caso Irene Cristinzio, professoressa scomparsa l’11 luglio 2013

L'avvocato Nicodemo Gentile
L’avvocato Nicodemo Gentile

Altri sei mesi. Ad annunciarlo sui social è l’avvocato Nicodemo Gentile, che per l’associazione “Penelope” segue il caso della scomparsa di Irene Cristinzio, la professoressa di Orosei di cui si sono perse le tracce ormai da 40 mesi. Mesi lunghi e pieni di un silenzio agghiacciante, come il mistero che pare celare questa donna che era uscita la mattina presto dell’11 luglio 2013 per fare la sua camminata veloce mattutina nelle campagne del paese in provincia di Nuoro volatilizzandosi in quei pochi metri percorsi.

Archiviazione. Questa era la richiesta degli inquirenti. Ma il Gip nuorese ha disposto altri sei mesi: «Ha accolto la nostra opposizione. Nuove indagini per ispezionare tutti i pozzi, cave, canali e cisterne nel territorio oroseino». L’avvocato Gentile appare soddisfatto, del resto è apparso subito chiaro a tutti che non può essere stato un allontanamento volontario quello della professoressa sarda, legata com’era alla sua vita familiare e alle sue passioni.

 

Irene Cristinzio
Irene Cristinzio

Erano circa le 06:30 di una mattina che già prometteva sole e caldo, Irene Cristinzio aveva addirittura preparato il sugo per tempo perché quella mattina le avrebbero portato il nipotino, che era la sua gioia. No, non può essersi allontanata volontariamente Irene Cristinzio. La sua camminata tra l’altro seppur portandola lontana non sembra proprio essere stata la causa della sua sparizione violenta (questo ormai lo pensano tutti, avvocati, parenti e amici). C’è una segnalazione certa e verificata, quella di un compaesano che la vede alle 08:15 all’incrocio tra via Porru e via Europa, siamo a meno di sei minuti di strada a piedi da casa. In quelle poche centinaia di metri Irene Cristinzio sparisce per sempre.
I suoi due cellulari si spengono contemporaneamente alle 08:35, segno evidente di un intervento esterno e deciso a chiudere ogni comunicazione tra la donna e i suoi familiari. Si cerca con i cani molecolari, chiamati a spese della famiglia nei giorni successivi, ma ci si perde nelle ricerche nei campi e nei boschi dei dintorni. Forse si perde tempo, perché a quanto risulta non si fanno ricerche dirette e mirate nelle case in quel piccolo isolato vicino l’abitazione della professoressa.

 

isabella noventaQualcuno l’ha fermata e l’ha attirata in una trappola? Qualcuno che lei conosceva, un vicino di casa in cui purtroppo Irene Cristinzio riponeva fiducia le ha fatto del male?
Diversi avvistamenti nella zona si erano però rivelati infondati, avevano soltanto acceso di speranza i familiari ma poi nessun riscontro oggettivo. No, Irene non sta vagando per le campagne nuoresi in stato confusionale, Irene non c’è più. E la cercheranno nei pozzi, nei canali e nelle cave della zona, perché qualcuno quasi certamente le ha fatto del male e l’ha poi nascosta cercandone l’oblio e sperando di farla franca.
Altri sei mesi dunque, per sperare di trovare una soluzione e dare una risposta ad una famiglia che si è come interrotta da quel giorno, come in tutte le famiglie in cui avviene una scomparsa che con chiarezza rivela una fine violenta, ma incerta, impedendole di rassegnarsi. Perché, nessuno crede al fatto che Irene Cristinzio sia ancora viva. Nessuno.

 

articolo di Mauro Valentini

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Caso Irene Cristinzio, disposte nuove ricerche ultima modifica: 2016-12-06T14:44:39+00:00 da info@cronacaedossier.it

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