Infermiera di Piombino, niente carcere o domiciliari: è libera

Il Riesame ho accolto la richiesta dell’infermiera Fausta Bonino negandole il carcere e gli arresti domiciliari. Niente analogia con il caso Sonia Caleffi?

 



Medicina modernaÈ ancora presto per sapere se si tratta di un ennesimo presunto errore della giustizia italiana, ma senz’altro il caso dell’infermiera di Piombino vede oggi realizzarsi un passaggio quantomeno “curioso”. Accusata di avere ucciso 13 pazienti ricoverati nel reparto di rianimazione dell’ospedale con Eparina, il Tribunale del Riesame di Firenze ha deciso che l’infermiera è tutt’altro che pericolosa, dunque non ha ragion d’essere in carcere e in realtà neanche i domiciliari le spetteranno, così come fa sapere l’Huffington Post.

 

Così si sono pronunciati i giudici dopo la richiesta del legale dell’infermiera Fausta Bonino, avvocato Cesarina Barghini, ottenendo di fatto il massimo sperato. Di parere opposto era invece il Gip che ne aveva ordinato l’arresto nel timore di inquinamento delle prove o che, addirittura, potessero realizzarsi altri fatti criminosi. La misura cautelare era sembrata la più ovvia considerando la gravità dell’accusa. E invece no: per l’infermiera di Piombino arriva la libertà dopo il fermo del 31 marzo scorso.

 




 

giustiziaL’infermiera di Piombino ha già lasciato il carcere di Pisa. La donna era stata arrestata con la grave accusa di omicidio continuato aggravato a danno di pazienti. I fatti contestati risalirebbero al biennio 2014-2015, quando Fausta Bonino avrebbe indotto alla morte ben 13 persone ricoverate presso l’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale civile di Piombino per differenti patologie. A ciascuno avrebbe fatto assumere un farmaco che in realtà non era previsto nelle terapie ad essi prescritte. Questa presunta “libertà” sarebbe all’origine dell’inchiesta che la magistratura ha condotto nei suoi confronti. Invece, a quanto pare, potrebbe trattarsi di un’accusa destituita di fondamento o quantomeno ridimensionata se il Tribunale del Riesame ha stabilito che l’infermiera non rappresenta affatto un pericolo, né per i pazienti né per l’ipotesi di inquinamento delle prove.

La sua storia, sulla base delle accuse formulate dalla Procura nei suoi confronti, somiglia molto a quella di Sonia Caleffi, l’infermiera killer arrestata il 15 dicembre del 2004, dopo un’indagine della Polizia per uno straordinario incremento di decessi nella Casa di Riposo in provincia di Como presso la quale lavorava la donna. Infatti in poco più di due mesi si erano verificati ben 18 decessi, quasi tutti inspiegabili. L’infermiera subito aveva confessato di essere la responsabile: per dimostrare la propria abilità, creava situazioni di emergenza iniettando aria nelle vene dei pazienti per poi mostrarsi attiva e competente quando arrivavano in soccorso medici e infermieri. L’infermiera di Piombino probabilmente avrà un destino completamente diverso da quello di Sonia Caleffi.

 

articolo di Andrea B.

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Infermiera di Piombino, niente carcere o domiciliari: è libera ultima modifica: 2016-04-20T18:52:28+00:00 da info@cronacaedossier.it

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