Indagine sbagliata: ecco la prova mai presa in esame

Gli errori degli inquirenti, dalla macchia di sangue alla targa dell’auto incriminata: elementi di un’indagine sbagliata dall’inchiesta sulla strage di Erba

 

 

macchinaL’accertamento sulla vettura di Olindo Romano, una Seat Arosa grigio chiara targata CF 274 GX, è stato effettuato a Como dai Carabinieri del R.O.N.O. (Reparto Operativo Nucleo Operativo) la sera della strage, e non dai Carabinieri del R.I.S (Reparto Investigazione Scientifiche), a cura del brigadiere Carlo Fadda.
Verbale alla mano (pubblicato in queste pagine) si legge da subito una prima discordanza in questa indagine sbagliata: alle ore 23.00 inizia l’esame ma, anche sulla base di quanto riscontrato nelle intercettazioni ambientali, Olindo alle 23.15 è appena arrivato in caserma. Si tratta di un piccolo dettaglio, certo, ma che risulta essere una sorta di breve antipasto a quanto di ben più importante si evince da un attento esame del Verbale dei Carabinieri.

Come da prassi, vengono eseguite fotografie allo scopo di osservare lo stato generale dell’autovettura e cercare ogni elemento utile alla prosecuzione delle indagini: il Mini-Crimescope dà esito negativo mentre l’utilizzo del Luminol  dà esito positivo in ben quattro punti. E qui veniamo alla seconda discrepanza di quest’indagine sbagliata.
Fadda afferma, anche in aula, di essere stato solo nell’eseguire tale accertamento ma nel Verbale si legge: «Gli operanti decidevano di repertare, con carta da filtro sterile, quanto sopra indicato, al fine di verificare in sede di laboratorio, quanto evidenziato nel trattamento con il Luminol». Ebbene: l’esame è stato compiuto dal solo Brigadiere o da più persone?
Un’altra cosa sarebbe stato necessario rilevare: era stato proprio lo stesso Fadda a compiere anche gli accertamenti, qualche giorno prima, sull’auto di Carlo Castagna. La difesa giustamente aveva fatto notare che la famosa goccia di sangue, per altro mai vista nemmeno in fotografia, poteva essere frutto di contaminazione dal momento che i Carabinieri di Erba, che avevano ampiamente calcato le scene della strage, avevano anche effettuato una prima ricognizione sulla Seat di Olindo la notte stessa del fatto.

 

 

carabinieriA questa riflessione si aggiunge il fatto che l’auto di Castagna era stata spostata dai primi soccorritori, i quali è facile pensare fossero sporchi di sangue. La medesima auto era stata poi spostata ancora dai Carabinieri, quindi portata a Como per gli esami svolti dal brigadiere Fadda, la stessa persona chiamata a esaminare l’auto di Olindo. È questa una seconda possibile modalità che avrebbe portato alla contaminazione della macchina di Olindo. Le sorprese più interessanti vengono però dalla terza incongruenza, ovvero dall’esame del Verbale dell’accertamento effettuato sulla Seat (Fascicolo dei rilievi tecnici). Si legge nel documento: «Fascicolo fotografico relativo all’autovettura Seat Arosa targata CF 274 GX, di proprietà di Romano Olindo…» e tre righe più giù si legge «Verbale di accertamenti tecnici urgenti, eseguito sull’autovettura Seat Arosa di colore grigio targata AX 337 YP, di proprietà di Romano Olindo».

Ecco il grave errore: la targa indicata non è assolutamente quella dell’auto di Olindo ma, al contrario, corrisponde alla vettura di un altro proprietario, vale a dire alla Lancia K di Carlo Castagna. E questo non è un particolare da poco. Lo stesso madornale errore in quest’indagine sbagliata si ripete nella denominazione degli atti trasmessi alla Procura della Repubblica laddove si legge: «Fascicolo dei rilievi tecnici effettuati sull’autovettura Seat Arosa, targata CF247GX di proprietà di Romano Olindo».
L’errore commesso è importante perché porta a inficiare tutto il risultato dell’esame eseguito, dal momento che la parte dell’auto interessata dalla traccia di sangue, così come è stata fotografata, non consente di identificare con certezza il veicolo perché non è presente la parte identificativa, cioè la targa. Si tratta di un altro pezzo rilevante che si aggiunge ai già troppi dubbi sulla colpevolezza di Olindo Romano e Rosa Bazzi, per un caso che andrebbe invece riaperto.
Articolo di Paola Pagliari

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Indagine sbagliata: ecco la prova mai presa in esame ultima modifica: 2015-12-09T17:45:59+00:00 da info@cronacaedossier.it

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