Il caso della baby-teste: ha 4 anni ma è testimone chiave di un delitto

È la testimone chiave di un delitto ma non può deporre a difesa della madre. Il caso che fa discutere e il perché della decisione della Corte d’Assise






bambinaHa solo 4 anni ma il suo caso potrebbe far discutere e a lungo. A Milano il 3 aprile di un anno fa una donna viene arrestata per l’omicidio del proprio compagno. L’uomo, ucraino, avrebbe compiuto maltrattamenti contro la moglie e la figlia minacciandole con un coltello, o almeno è quanto la donna cerca di far credere. In un primo momento, si legge sulle pagine della cronaca di Milano del Corriere della Sera, la compagna arrestata aveva confessato di avere compiuto il delitto. Poi però da parte sua c’era stata la ritrattazione sui fatti inerenti il caso e aveva ricondotto proprio ai maltrattamenti la ragione del tragico gesto.

Niente segnalazioni ai Carabinieri prima di allora, né alcun elemento che potesse essere d’ausilio agli inquirenti. Tutto starebbe nelle parole della donna arrestata. Una storia che diventa il caso della baby-teste però. Infatti nella vicenda non compare solo la compagna, ma anche una bimba. L’anno scorso la piccola aveva appena tre anni e oggi, all’età di quattro, si è posto il problema se farla deporre oppure no. Il suo ruolo non è marginale. Tirata in ballo dalla madre in quanto anch’ella sarebbe stata minacciata dall’uomo ucciso, la bimba potrebbe “giustificare”  il gesto della donna proprio per via dei maltrattamenti che dice di avere subìto.

 

 

OLYMPUS DIGITAL CAMERAInvece no, perché la Corte d’Assise si è pronunciata nel merito a seguito della richiesta della donna. Il caso ha imposto la dovuta prudenza vista l’età della bambina, ma a motivare la decisione della Corte è stata la prolungata vicinanza della bimba alla madre. Infatti la piccola ha vissuto per un anno assieme alla madre da quanto è stata arrestata. La custodia attenuata non ha reso immune la baby-teste dalla possibilità di influenze da parte della madre. La Corte ha parlato espressamente del fatto che potrebbero «emergere elementi di inattendibilità».

 




 

caso clapsCiò non elimina del tutto le speranze della madre di vedere testimonianze utili alla propria versione. La seconda ragione che ha determinato le decisione della Corte è l’esistenza di altri adulti che «potrebbero riferire […] momenti di racconto» da parte della bambina in quanto ad essi potrebbero essere stati riferiti, così come gli atti indicano. Insomma, i ricordi della bambina potrebbero essere stati inquinati e perciò è forte l’ipotesi di inattendibilità. Il processo continuerà dunque anche senza la baby-teste.

 

articolo di Andrea B.

 

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Il caso della baby-teste: ha 4 anni ma è testimone chiave di un delitto ultima modifica: 2016-04-12T16:56:04+00:00 da info@cronacaedossier.it

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