La guerra tra servizi segreti dietro l’attentato al Papa

Documenti della STASI rivelano la guerra sotterranea con la CIA sulla cosiddetta “pista bulgara”: depistaggio dei servizi segreti o ipotesi fondata?






servizi segretiLa “pista bulgara” ancor prima dei bulgari! La galassia di punti interrogativi sull’attentato al Papa – sempre ignoti oggigiorno mandante e movente – contempla anche le poche certezze finora esistenti sui drammatici fatti di Piazza San Pietro e che hanno origine nell’inchiesta della magistratura terminata il 26 novembre 1984 con il rinvio a giudizio di otto imputati: Alì Agca, quattro connazionali (Bagci, Celebi, Celenk e Celik) e tre bulgari abitanti a Roma (Sergei Antonov [caposcalo alla Balkan Air], Todor Ayvazov e Jelio Vassilev [cassiere e addetto militare dell’ambasciata di Bulgaria]) che il killer turco indicò come suoi complici. Costoro avrebbero adempiuto un ordine di Sofia, a sua volta subordinato a una precisa volontà di Mosca: eliminare Wojtyla in quanto possibile minaccia alla stabilità del blocco delle nazioni socialiste aderenti al Patto di Varsavia. Tramandata ai posteri come la “pista bulgara”, questa tesi fu vanificata in sede dibattimentale dato che il 29 marzo 1986 i tre balcanici furono assolti per insufficienza di prove (verdetto confermato anche in Appello). Viene allora da chiedersi: ma dove sono le anomalie e i misteri? Presto detto. Di “pista bulgara” se ne parlò già due mesi prima delle “rivelazioni” di Alì Agca al giudice Ilario Martella (28 ottobre e 8 novembre 1982).

 

 

CIAIl 17 agosto 1982 sul New York Times la giornalista statunitense Claire Sterling, in un’inchiesta intitolata “Soviet and Bulgarian Role Hinted in Shooting of the Pope by Turk”, esplicitò la teoria del complotto sovietico-bulgaro, che ampliò in un reportage di tredici pagine sul numero di settembre del Reader’s Digest. Accuse pesanti e mirate che spinsero la Bulgaria a chiedere immediato aiuto alla STASI, la polizia segreta della Germania Est, affinché preparasse una controffensiva mediatica di smentita. «Compagno Damm! […] Ultimamente sono apparse nei mass-media di alcuni paesi capitalistici notizie tendenziose e menzognere secondo le quali l’attentato al Papa Giovanni Paolo II, nel 1981, sia stato l’opera degli organi del KfS (KGB, ndr) e dei Servizi per la Sicurezza bulgari, che avrebbero concesso assistenza diretta al terrorista Mehmet Alì Agca fornendogli armi e denaro. Si tratta evidentemente di una campagna diretta dai Servizi Segreti dell’avversario. […] Di fronte a questi fatti, si prega di accelerare la preparazione di documenti per l’operazione comune chiamata ‘papa’».



Erich Mielke
Erich Mielke

Era il 26 agosto 1982 e da Berlino Est offrirono la massima collaborazione, fabbricando anonime lettere minatorie in un tedesco sgrammaticato comparse poi sulla scena nei mesi successivi al fine di smentire la Sterling e destabilizzare l’inchiesta della magistratura. Il carteggio tra i due Paesi s’intensificò a dicembre, dopo le prime dichiarazioni di Agca, chiamando in causa addirittura Erich Mielke, il numero uno della STASI. «Compagno Mielke! […] Si prega di assisterci nella lotta contro la situazione internazionale. Già molto prima, i mass-media americani e di molti paesi dell’Europa occidentale hanno sparso insistentemente notizie inventate, e questo attraverso ogni possibile canale, sul “legame bulgaro” con l’attentato al Papa. […] Sottolineiamo ancora una volta che le accuse non corrispondono alla verità». Giunti a questo punto, lecito porsi qualche domanda. La Sterling come sapeva della “pista bulgara” prima che Agca ne parlasse?

 

 

kgbD’accordo, trent’anni fa i giornalisti potevano essere migliori degli attuali, ma le loro virtù contemplavano anche la chiromanzia e la capacità di prevedere gli eventi con sconcertante certezza? Non era più logico che la “pista bulgara” uscisse sui media dopo le deposizioni di Agca, magari favorita da qualche fonte dentro il Palazzo di Giustizia abile nel far trapelare notizie in teoria coperte dal segreto istruttorio? Sapere con largo anticipo quanto poi dichiarato in sede d’indagine non è, specie per una vicenda così eclatante, quantomeno insolito?




documentoSecondo la Bulgaria, Claire Sterling era molto vicina alla CIA – «i nostri Servizi hanno ricevuto segnalazioni che Claire Sterling […] vive da molti anni come cittadina americana a Roma ed è nota tra i giornalisti esteri per i suoi stretti contatti con la CIA» – ritenuta il deus ex machina dell’operazione. «Organizzatore principale della campagna antibulgara è la CIA, in stretta collaborazione con i servizi segreti italiani, turchi, francesi e di altri paesi NATO» scrisse Stojanov a Mielke il 4 dicembre 1982. Ma davvero la CIA strumentalizzò il ferimento di Giovanni Paolo II in chiave geopolitica? E Claire Sterling aveva così alte frequentazioni? Di certo, l’Italia condivise la sua tesi. Anzi, la anticipò a meno di una settimana dall’attentato. «Un gruppo all’interno del SISMI ha redatto un rapporto del 19 maggio 1981 nel quale viene dichiarato che l’ordine di uccidere il Papa proveniva dal maresciallo Ustinov, ministro della Difesa dell’UdSSR» relazionarono dalle parti di Alexanderplatz nel 1985, aggiungendo un commento ben poco lusinghiero nei nostri confronti.

«Questo rapporto è considerato un falso. […] La commissione è del parere che una “prova” prodotta premeditatamente (come lo è il rapporto del SISMI) rappresenti una disinformazione del tipo più scellerato». A trentacinque anni di distanza, sul tavolo della Storia, tre domande separano dalla verità: dove nacque la “pista bulgara”? L’Italia vi ebbe un ruolo? E quel 13 maggio, a Piazza San Pietro, chi voleva la morte del Santo Padre?

 

articolo di Tommaso Nelli

Segui Cronaca&Dossier con un Mi Piace su Facebook e Twitter, oppure unisciti al canale Telegram

 

La rivista Cronaca&Dossier di maggio 2016:

 

 

La guerra tra servizi segreti dietro l’attentato al Papa ultima modifica: 2016-05-13T17:38:51+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!