Golpe Borghese: i servizi segreti sapevano tutto

Il (tentato) golpe Borghese resta uno dei misteri più intricati d’Italia: ciò che non è un mistero, invece, è il coinvolgimento dei servizi segreti

Junio Valerio Borghese.È previsto un golpe nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970. Anzi no, cambia tutto e alla fine diventa un’iniziativa di quattro vecchietti nostalgici. Si può sintetizzare così una vicenda sulla quale l’Italia sa ancora poco. Chi invece sa tutto sin dalle origini sono i servizi segreti operanti in quegli anni (SID). Il tentato golpe Borghese nasce su iniziativa dell’ex comandante della flottiglia X Mas operante durante la Seconda guerra mondiale. Il “Principe nero” (soprannome di Junio Valerio Borghese) ha l’obiettivo di attuare una sorta di “Presidenzialismo forte” con il supporto delle Forze Armate. Per farlo mobilita uomini appartenenti alla galassia dell’estremismo di destra mettendo assieme vecchi fascisti e nuove leve. In origine il golpe Borghese deve attuarsi già nell’estate del 1969. Ma il Principe rimanda, forse per risorse economiche ancora non sufficienti. Ha ancora un anno per mettere in piedi una macchina perfetta per mettere in subbuglio la vita dello Stato. Il piano sembra ormai pronto quando tra il 7 e l’8 dicembre 1970 si tenta l’assalto.

 

La conquista del Viminale, della RAI e l’arresto dell’allora presidente della Repubblica Giuseppe Saragat: è questo lo schema preciso che Borghese ha in mente mentre con i suoi fedelissimi segue l’evolversi di quella che sembra una lunga notte. Il Principe ha già il discorso pronto e i suoi uomini sono già nel Viminale. Sembra fatta. Ma la Storia si ferma qui perché dopo sussistono solo ipotesi. La più probabile vuole una telefonata raggiungere proprio Borghese imponendo l’immediato fermo delle operazioni. Chi è dall’altro capo del telefono è tanto convincente quanto misterioso perché alla fine il piano muore e del golpe Borghese non resterà più nulla.

 

 

golpe borgheseQuando nel 1971 la vicenda verrà alla luce, apparirà evidente che l’allora SID sapeva tutto sin nei minimi dettagli. Le informative ancora oggi conservate e ormai disponibili al pubblico raccontano una storia avulsa da dietrologie. Nessun uomo dello Stato, tantomeno dei servizi segreti, avallò i piani eversivi di Borghese.

Gli incontri del Principe, i suoi spostamenti, le risorse che gli giungevano, i contatti avuti e tanti, tanti nomi erano tutti attentamente controllati grazie ad un’eccellente capacità di infiltrazione negli ambienti dell’estrema destra.

Addirittura la vicenda Borghese sarà poi utilizzata internamente al SID per giochi di potere, laddove il numero due del Servizio (Gianadelio Maletti) tenterà di additare al suo capo (Vito Miceli) responsabilità e coperture comunicandole all’allora ministro della Difesa Giulio Andreotti.

 

Nonostante il grande clamore nazionale che susciterà la vicenda negli anni successivi, tutto si concluderà con il decretare il tentato golpe Borghese un’iniziativa personale e fuori portata di vecchi nostalgici, fermati forse da uomini degli stessi servizi segreti italiani; “vecchietti” lasciati agire un po’ come fa il gatto con il topo prima di farne un sol boccone.

 

articolo di Pasquale Ragone

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Golpe Borghese: i servizi segreti sapevano tutto ultima modifica: 2015-07-28T15:26:20+00:00 da info@cronacaedossier.it

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