Giuseppe Colabrese, si apre la pista della droga?

Le nuove dichiarazioni dell’amico Francesco Del Monaco aprirebbero scenari inediti sulla misteriosa morte di Giuseppe Colabrese





“Giuseppe Colabrese, una sfida all’ultimo indizio”: titolavamo così esattamente un mese fa, quando la morte di questo giovane sulmonese di 27 anni era avvolta nel mistero. Le recenti dichiarazioni dell’amico Francesco Del Monaco potrebbero fare nuova luce sul caso, perlomeno alla voce “movente”.

giuseppe colabrese scarpeMa andiamo con ordine: Giuseppe parte da Sulmona il primo di agosto con un borsone e lo zaino in spalla. Sono gli stessi genitori ad accompagnarlo alla stazione dell’autobus: se ne andrà per qualche settimana in Liguria, a farsi le vacanze estive da un amico sulmonese, Francesco appunto. Raccomanda ai genitori di non chiamarlo perché «tanto sapete dove sono, torno tra quindici/venti giorni, state tranquilli!». I genitori però decidono di fargli una telefonata a ferragosto, giusto per gli auguri: nessuna risposta, il telefono è staccato e parte la segreteria. Riprovano inutilmente il giorno dopo e nella loro testa iniziano i primi timori: decidono quindi di telefonare all’amico Francesco. Questi spiega di non vedere Giuseppe da almeno 10 giorni: il 6 agosto era partito con un traghetto per la Sardegna, dove lo attendeva un lavoretto estivo. Mamma Annarita e papà Luciano decidono quindi di denunciarne la scomparsa e le loro peggiori paure si materializzeranno due mesi dopo: è il 9 di ottobre che Giuseppe Colabrese viene ritrovato cadavere nel bosco di Cerri, in provincia di La Spezia, da due cacciatori impegnati in una battuta di caccia ai cinghiali. Il cadavere è dilaniato ma il riconoscimento di alcuni indumenti e la prova del DNA non lasciano scampo a dubbi d’identità. Nonostante lo stato di decomposizione del cadavere risulta evidente una ferita alla nuca del cadavere, il che fa ipotizzare una morte violenta, probabilmente avvenuta altrove: non si spiegherebbero altrimenti le suole praticamente pulite delle sue Nike Air Force bianche.  Viene immediatamente contattato Francesco, le cui dichiarazioni risultano subito poco chiare: spiega di essere partito per la Sardegna il 4 agosto (non più il 6) e di non aver più avuto notizie di Giuseppe.




Flaminia_049-2Questo è il resoconto, fino a pochi giorni fa, quando Francesco cambia nuovamente idea. Chiamato a testimoniare come persona informata dei fatti dal pm Claudia Merlino, spiega per la prima volta il vero motivo del viaggio di Giuseppe Colabrese: commercio di droga. Francesco avrebbe fatto da “corriere”, cioè avrebbe dovuto consegnare mezzo chilo di hashish a Giuseppe prima di imbarcarsi per Olbia. Quest’ultimo però non si sarebbe presentato all’appuntamento, spingendo il giovane a liberarsi del “pacco”, buttato in un cassonetto. Francesco aggiunge che quello era addirittura il terzo viaggio che faceva per Giuseppe, sempre per lo stesso motivo. Se non ci sono novità per quanto riguarda il registro degli indagati, le ultime dichiarazioni aprono quantomeno nuove e verosimili ipotesi circa il movente dell’omicidio. Movente, tuttavia, che non sarebbe condiviso dalla famiglia Colabrese, impegnata in questi giorni con i propri legali a raccogliere testimonianze di amici e conoscenti: il loro Giuseppe non è mai stato coinvolto in «quei traffici», era legatissimo alla famiglia ed era assolutamente incensurato. Chi avrà ragione quindi? Il pm riterrà attendibili le rivelazioni di Francesco Del Monte? Per ora non ci sono certezze.

 

Redazione di Cronaca&Dossier

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Giuseppe Colabrese, si apre la pista della droga? ultima modifica: 2015-12-15T14:45:23+00:00 da info@cronacaedossier.it

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