Giulia Di Sabatino, per la Procura è suicidio

La Procura di Teramo ha fatto propria la richiesta di archiviazione dei PM Davide Rosati ed Enrica Medori, responsabili delle indagini sulla morte di Giulia Di Sabatino, la giovane di Tortoreto trovata dilaniata sotto al cavalcavia dell’autostrada A14 all’alba del primo settembre 2015. Per loro fu un suicidio.


I due PM non hanno dubbi e hanno messo nero su bianco tutta una serie di riscontri che tendono a dimostrare che Giulia Di Sabatino non sia stata vittima di quell’evento terribile, ma cosciente artefice del suo destino. Adesso a decidere se archiviare o meno il fascicolo sarà il GIP, con il legale della famiglia di Giulia, l’avvocato Antonio Di Gaspare, che annuncia fin da ora l’opposizione all’archiviazione. Un’opposizione, quella della famiglia di Giulia che trova molti, moltissimi elementi logici. Tanto oscure ed inquietanti appaiono infatti le ultime ore di vita della ragazza che aveva appena compiuto proprio quella notte 19 anni.

giuliadisabatino3Giulia Di Sabatino, quella sera, dopo il lavoro, era tornata a casa e poco prima di mezzanotte era uscita dopo essersi cambiata in fretta e furia, lasciando il cellulare nella sua stanza. Le sue ultime tracce sono riprese da una telecamera di sorveglianza che la vede con passo frenetico percorrere la strada che porta dalla statale a quel cavalcavia maledetto. Dove andava Giulia, soprattutto da chi? Quel che resta di Giulia di Sabatino viene notato dalle vetture che passano in direzione nord sull’autostrada intorno alle 05:20. Quelle 5 ore sono un mistero. Un mistero che ha però diversi punti certi e che sono stati oggetto d’investigazione. E che sorprende siano stati ritenuti non importanti tanto da chiudere il fascicolo con la motivazione di suicidio.

pandarossaEppure elementi importanti ci sono dentro quei fascicoli che si apprestano ad esser impilati sulla scrivania del Giudice per le indagini preliminari. Soprattutto ci sono due nomi. Il primo è quello di un 41enne che racconta di esser stato avvicinato dalla ragazza nei pressi di un bowling sulla provinciale. Giulia gli avrebbe chiesto un passaggio con lo scooter fino a quel cavalcavia dove poi troverà la morte. L’uomo ha dichiarato che si sarebbe limitato a darle un passaggio, senza chiedersi perché mai dovesse andare proprio lì, in un punto buio, lasciandola sola in quel tratto di strada quando era ormai passata mezzanotte. Quindi Giulia rimane lì, lontana almeno tre chilometri dal centro abitato. A questo punto entra in scena il secondo personaggio misterioso, quello che per giorni e giorni rimane senza un nome ed un volto e che fu denominato dalla stampa: “l’uomo della Panda rossa”.

giulia-di-sabatinoUn testimone infatti, che si trovava a passare su quel tratto di strada in quel momento, dichiara di aver visto Giulia parlare animatamente con un uomo seduto nell’abitacolo di una Panda rossa. La ricerca dura sei mesi, si setacciano tabulati telefonici e liste della motorizzazione, ma senza successo. Intanto però i RIS trovano sui resti di Giulia una traccia biologica evidente, rimasta negli indumenti intimi della ragazza. Qualcuno ha avuto con lei un rapporto sessuale prima della morte. Ed ecco che per incanto, appena si sparge la voce di questa traccia, “l’uomo della Panda rossa” si presenta in Procura e racconta una storia che non trova nessun riscontro oggettivo, ma che giustifica quella traccia: «Sono passato lì sul cavalcavia per caso, ho incontrato Giulia a piedi da sola. Non la conoscevo in precedenza. Ci siamo messi a parlare e poi l’ho invitata a casa mi, abbiamo avuto un rapporto sessuale e poi verso le 05:00 l’ho riaccompagnata nello stesso punto dove l’avevo appena conosciuta». Ovvero su quel maledetto cavalcavia da cui Giulia pochi minuti dopo è precipitata.

giuliadisabatino1Ognuno di questi due personaggi chiave, l’uomo sullo scooter e l’uomo con la Panda, mandano due messaggi straordinariamente tempestivi. Il primo lo manda l’uomo dello scooter, che dopo quel “passaggio” manda su Facebook a Giulia (che ha ben 22 anni in meno di lui) un messaggio privato: “è stato un piacere darti un passaggio, buona notte fiorellino”. E poi, alle 13:00, mentre i genitori di Giulia sono dai Carabinieri per riconoscere i resti e gli oggetti della figlia, ecco un SMS dall’uomo della Panda rossa sul cellulare di Giulia, ancora acceso a casa. Un SMS dall’apparenza innocente ma che appare anche questo, come l’altro su Facebook dello scooterista, troppo tempestivo: “Ciao, io sto andando a lavoro. Ti invio il mio numero telefonico, sentiamoci”. Due messaggi che sono considerati dai legali della famiglia come tracce per un’inchiesta che non può esser liquidata così senza rinvio a giudizio. Sono stati incontri casuali? Possibile che in cinque ore Giulia abbia incontrato “per caso” due persone mai conosciute (e con una di queste abbia avuto un rapporto sessuale non protetto) per poi suicidarsi in un modo assurdo e complicatissimo. Questa “staffetta” dei due uomini dal bowling al ponte, e poi verso casa dell’uomo con la Panda con andata e ritorno, non nasconda qualcosa di più, qualcosa che ha comportato la morte violenta di Giulia?

«Mia figlia non avrebbe mai accettato passaggi da uno sconosciuto». Meri Koci, la mamma di Giulia dai microfoni di “Chi l’ha visto?” è stata sempre categorica. «Giulia quella sera non aveva il cellulare con sé e non ricordava a memoria il numero di telefono. Come faceva lui ad avere il numero, forse i due già si conoscevano?»

Non rimane che sperare nel GIP. Perché la morte di Giulia Di Sabatino lascia troppe domande senza una risposta.

 

articolo di Mauro Valentini

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Giulia Di Sabatino, per la Procura è suicidio ultima modifica: 2017-03-16T10:58:33+00:00 da info@cronacaedossier.it

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