Giubileo: duecento pagine per proteggere Roma

Stato di massima allerta nella Capitale per il Giubileo, ma ci sono ancora troppe falle nel sistema




Porta Santa GiubileoParigi è vicina. Poco più di un mese soltanto separa i romani e i pellegrini accorsi in questi giorni per il “Giubileo della Misericordia” da quel venerdì nero del 13 novembre, quando al teatro Bataclan, allo Stade de France, ai ristoranti Casa Nostra, Le Carillon e la Belle Epoque si seminò morte e un’insopportabile insicurezza nelle vite dei cittadini della vecchia Europa. Roma quindi si prepara a quella che, per stessa ammissione dei due uomini (non) soli al comando della sicurezza cittadina, il prefetto Franco Gabrielli e il questore Nicolò D’Angelo insediati proprio ad hoc per il Giubileo, sarà «un evento esposto a rischi di natura terroristica, derivanti dal rafforzamento di un soggetto che si propone come “Stato”, ma che si impone con azioni di spietata guerriglia nelle aree geografiche dove sta dilagando». Gabrielli e D’Angelo non dicono il nome, ma è l’Isis con il suo carico di morte il nemico di questa pagina di Storia che si sta scrivendo non solo per il mondo cristiano. Un fiume di pellegrini invaderà Roma per il Giubileo. Papa Francesco è così amato nel mondo che le stime della Santa Sede prevedono uno sfondamento nel numero delle presenze considerevole in questi mesi di preghiera, tanti da superare le presenze dell’ultimo Giubileo del 2000, quando le presenze furono “soltanto” intorno ai 25 milioni.




0Le stime vanno da un minimo di 35 milioni ad un ottimistico di 50 milioni di pellegrini. Tutto messo nero su bianco nell’ordinanza firmata dal Questore. Duecento pagine fitte di indicazioni, dove si spiegano punto per punto quali sono le misure di sicurezza da applicare per rendere l’evento sicuro e a prova di terrorismo. Il piano di sicurezza è scattato proprio l’8 dicembre, una giornata difficilissima per chi era preposto alla sicurezza, tra apertura della Porta Santa e l’omaggio del Papa alla Madonna di Piazza di Spagna. Duemila gli “Angeli” a protezione della città, tutti coinvolti: Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e la Polizia di Roma Capitale. Ma non solo: Esercito, Polizia Fluviale e Corpo forestale, dislocati in oltre 1.000 obiettivi sensibili, 1.000 luoghi considerati a rischio, oltre al controllo su autobus e rete metropolitana. Quindi non solo San Pietro ma anche i principali monumenti della Capitale e tutti i grandi luoghi di ritrovo. Giro di vite per i controlli in aeroporti, stazioni ferroviarie e sul Tevere. Tutto in quelle 200 pagine. È questa ordinanza che proteggerà Roma dalla minaccia terroristica oltre che dalla criminalità becera che, come sempre, a prescindere dallo scacchiere geopolitico internazionale, si getta come un predatore su chi verrà con candore a pregare per la Pace.




00La città non sembra però per il momento subire il sussulto del grande dispiegamento di mezzi e continua il suo tran tran quotidiano, fatto di grande caos e di operosa indolenza. Ad ogni fermata della metro, due soldati armati e in mimetica controllano a vista e con discrezione. Se il controllo c’è non si vede. Entrano in tanti con valigie enormi e senza nessuna verifica. Si sono annunciate in quel pacchetto sicurezza anche 2.000 telecamere, ma certo è che sugli autobus e nei vagoni della Metro A che corrono verso la fermata “Ottaviano-San Pietro” non si assiste a controlli “ad personam”. Si è scelto dunque di mantenere un profilo apparentemente basso. Massima allerta e minimo controllo, la scelta coraggiosa di Gabrielli e D’Angelo potrebbe esser la via nuova qualora tutto andrà per il verso giusto per una rinnovata strategia nell’affrontare, anche e soprattutto a livello europeo, in una stagione della paura che si annuncia purtroppo lunga nel tempo. «Non ci saranno zone rosse in nessun ambito e occasione» assicurano dalla Prefettura, mentre per il controllo dei droni, punto dolente e del tutto nuovo, si procederà con una attività di prevenzione da parte degli apparati di sicurezza. Questo dice l’ordinanza, questo raccomandano quelle 200 pagine che potrebbero diventare la Bibbia per la sicurezza di ogni città europea. Una via nuova, a cui solo negli ultimi giorni lo stesso Prefetto Gabrielli ha aggiunto poche raccomandazioni dirette ai pellegrini, poche richieste dettate dal buon senso: «La raccomandazione che faccio è: non portate la vostra casa con voi. Meno bagagli ci saranno più veloci saranno i controlli e maggiore la sicurezza. I cittadini, i turisti e i pellegrini debbono essere nelle condizioni di venire serenamente e tranquillamente a Roma. E non perché non siamo in una situazione di rischio ma perché la minaccia che incombe è assolutamente indiscriminata». Con una chiosa che cede però il fianco, ragionevolmente del resto, a tanto ottimismo: «La gestione del rischio non può essere una cosa che il cittadino può tenere sotto controllo se non evitando di andare al cinema, al ristorante, al teatro, al bar e in qualsiasi altro luogo pubblico. E questo credo che sia una cosa irrealizzabile». E ingiusta, aggiungiamo noi.

 

articolo di Mauro Valentini @MValentini1966

 

Giubileo: duecento pagine per proteggere Roma ultima modifica: 2015-12-16T16:18:19+00:00 da info@cronacaedossier.it

2 thoughts on “Giubileo: duecento pagine per proteggere Roma

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!