Giosuè Ruotolo e la fidanzata arrestati oggi, ma le prove?

Arriva a sorpresa l’arresto di Giosuè Ruotolo e Rosaria Patrone. L’avvocato del militare: «L’arresto del mio assistito ci coglie completamente di sorpresa»

giosuè RuotoloPer il delitto di Pordenone nel quale persero la vita nel marzo 2015 Trifone Ragone e Teresa Costanza sono stati arrestati oggi Giosuè Ruotolo e la sua fidanzata: il primo portato nel carcere di Belluno, la seconda ai domiciliari (in Campania). Le agenzie hanno battuto la notizia sottolineando che il commilitone di Trifone, Giosuè Ruotolo, è stato prelevato dai Carabinieri presso la caserma Mittica della Brigata Ariete dov’era in servizio. È la svolta che si attendeva nelle indagini sul duplice delitto di Pordenone, dopo che gli inquirenti hanno cercato più volte tracce ed elementi probatori per incriminare i due giovani. «L’arresto del mio assistito Giosué Ruotolo ci coglie completamente di sorpresa perché sono passati sei mesi dall’iscrizione del registro degli indagati e non capiamo quali circostanze possono essere mutate rispetto ad allora per giustificare questo provvedimento». Lo ha detto l’avvocato Roberto Rigoni Stern, come riporta Il Messaggero Veneto, affermando che Giosuè Ruotolo si trova ora nel carcere di Belluno.

 

2. Teresa Costanza«Paradossalmente ci fa uscire da una incredibile situazione di sospensione in cui eravamo tenuti dalla fine del mese di settembre senza poter accedere in alcun modo agli atti dell’inchiesta. Dunque il Gip ha accettato la richiesta di fermo avanzata dalla Procura e l’avvocato Rigoni Stern non demorde: «Siamo sempre più persuasi di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti e proprio l’accesso agli atti ci garantirà un contraddittorio e la spiegazione ai punti interrogativi sollecitati dall’accusa».

 

 

 

 

 

 

1. Trifone RagoneLa notizia giunge al termine di indagini che si sono rincorse esaminando dapprima i dati contenuti nel computer e sui cellulari di Giosuè Ruotolo e Rosaria Patrone. Già a dicembre scorso si ipotizzava che un team di esperti fosse in grado di individuare indizi per chiudere le indagini. Gli elementi più importanti lascerebbero intendere che non tutto sia stato detto dal caporal maggiore Giosuè Ruotolo e da Rosaria Patrone. La posizione del primo è senz’altro più compromessa dopo avere asserito il falso in merito ai propri movimenti la sera del duplice delitto. Dapprima aveva asserito di essere rimasto a casa a giocare alla playstation e successivamente aveva ammesso di essere uscito, dopo però che le telecamere avevano ripreso la sua auto nei dintorni del Palasport. Sospetti, dubbi, ragionamenti che si basano su giochi di probabilità come giusto che sia in casi del genere. E oggi l’arresto tanto atteso.
sebastiano bosioMa la prova schiacciante dov’è? Almeno per quanto è dato conoscere in queste ore, tra gli elementi che negli ultimi mesi si sono rincorsi in questa vicenda a carico dei due giovani ci sono i dati rinvenuti su computer e cellulari della coppia, il DNA sui vestiti di Ruotolo e la pistola ripescata nel lago. Risulta infatti molto interessante anche la “storia” dell’arma trovata nel lago di San Valentino, di fronte il parcheggio dove è avvenuto l’omicidio di Pordenone. Risalente al Ventennio fascista e uscita da un’armeria di Cremona la pistola è giunta fino a quel 17 marzo 2015 uccidendo Trifone e Teresa. Chi la possedeva? Il registro è andato perduto perché bruciato e gli inquirenti stanno passando al setaccio sei pistole semiautomatiche che potrebbero avere un proprietario certo, ricostruendo i passaggi che l’hanno portata fino al parcheggio del Palasport. Un’indagine difficile a affascinante.

Tre punti d’indagine importanti ma solo il primo di essi è in grado di fornire il movente, che però gli inquirenti avrebbero trovato: probabilmente Trifone avrebbe scoperto le attività su Facebook di Giosuè Ruotolo e avrebbe reagito; da qui la decisione di Giosuè Ruotolo di uccidere lui e Teresa Costanza. Ipotesi plausibile?
articolo di Andrea B.

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Giosuè Ruotolo e la fidanzata arrestati oggi, ma le prove? ultima modifica: 2016-03-07T23:03:39+00:00 da info@cronacaedossier.it

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