Giorgio Ambrosoli, l’uomo che rifiutò il compromesso

L’11 luglio di trentasette anni fa moriva Giorgio Ambrosoli, ucciso da un killer ingaggiato dal banchiere e criminale Michele Sindona

Un uomo tutto d’un pezzo. Spesso si sente o si legge questa frase quando si parla delle vittime della criminalità. Sarebbe tuttavia indecoroso e ingiusto non utilizzare la ripetizione per Giorgio Ambrosoli: un uomo tutto d’un pezzo.




William_J_AricòEra proprio l’11 luglio quando venne raggiunto da quattro colpi di pistola al petto davanti al portone di casa. Il killer addirittura si scusò prima di premere il grilletto. Verrà identificato solo successivamente: si trattava di William J. Aricò, un criminale statunitense ingaggiato da Michele Sindona.




Giorgio AmbrosoliGiorgio Ambrosoli infatti era uno che «se l’andava cercando» (come disse Giulio Andreotti). Avvocato stimato, nel 1974 venne scelto dal governatore della Banca d’Italia Guido Carli per indagare sul crack della Banca Privata Italiana, sull’orlo della bancarotta proprio a causa della gestione del banchiere Michele Sindona, che attraverso operazioni gravose come scritture contabili falsificate e un sistema di società fittizie era riuscito ad arricchirsi fino ad avere un patrimonio valutato in circa mezzo miliardo di dollari americani.



Michele Sindona e Robert Venetucci
Michele Sindona e Robert Venetucci

Nonostante i numerosi tentativi di corruzione (prima) e le infinite minacce (poi) Giorgio Ambrosoli non si piegò mai. Quando assunse la direzione della Banca esaminò a fondo l’operato di Sindona arrivando a evidenziare tutte le operazioni illecite compiute negli anni. Nonostante le minacce non accettò mai di comprovare la buona fede di Sindona, che gli avrebbe permesso di evitare coinvolgimenti penali e civili. Le indagini si allargarono a macchia d’olio quando Ambrosoli intuì il coinvolgimento della Franklin National Bank, tanto che venne coinvolta anche l’FBI. Fu probabilmente questa la goccia che fece traboccare il vaso. Ambrosoli rifiutò ogni compromesso e concluse l’inchiesta.

Venne ucciso il giorno prima della sottoscrizione della dichiarazione formale, prevista per il 12 luglio 1979. Sette anni più tardi Michele Sindona verrà condannato all’ergastolo in quanto mandante dell’omicidio insieme all’americano Robert Venetucci. Quella di Giorgio Ambrosoli è una storia ancora poco ricordata ma che varrebbe la pena citare più e più volte perché era un uomo onesto, un uomo che non vedeva nulla di buono nel compromesso e lo rifiutò a costo della vita: è quel che si dice un uomo tutto d’un pezzo dove l’onore, quello vero, non può confondersi con il grigiore di chi lo volle morto.

 

articolo di Nicola Guarneri

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Giorgio Ambrosoli, l’uomo che rifiutò il compromesso ultima modifica: 2016-07-11T17:38:26+00:00 da info@cronacaedossier.it

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