Quando un genitore uccide il figlio disabile

Solitudine, impotenza, lotta tra amore e sconforto nel gesto terribile di un genitore che uccide il proprio figlio diversamente abile


genitoreQuante, troppo volte abbiamo ascoltato al telegiornale fatti di cronaca che parlavano di gesti estremi, terribili, assurdi e ci siamo domandati il perché. Per quale motivo un padre, una madre arriva al punto di togliere la vita al figlio solo perché non autosufficiente o perché malato grave? Che cosa scatta nella loro mente? Un tira e molla tra speranza e disperazione. Drammi della solitudine che hanno un epilogo drammatico. Vediamo insieme un caso e cerchiamo di comprendere meglio le possibili spiegazioni.

 

anzianoLa notizia è della fine di novembre, ed è quella di un agricoltore ottantenne di Pavia, che ha ucciso il figlio disabile di 50 anni e poi, con la stessa arma, si è tolto la vita. A scoprire i due corpi è stata la moglie. La domanda ricorrente di un genitore avanti con l’età che ha un figlio disabile è: che cosa ne sarà di mio figlio quando io non ci sarò più?

Non sempre è facile trovare risposta. Non sempre ci sono familiari disposti ad assumersi un tale carico, e in altri casi non ci sono altri parenti. Nella solitudine di una stanza mille pensieri affollano la mente di un anziano genitore, che sentendo venire meno le forze guarda quel figlio che ha accudito con tanto amore per una vita, ed ecco il baratro aprirsi davanti. Quando poi esce la notizia sentiamo che le persone al di fuori di quel mondo, danno giudizi affrettati del tipo: «È uscito fuori di testa». È più semplice, a volte, giudicare che comprendere e immedesimarsi in una situazione che pare più grande di noi.

 

maniNon sapremo mai quante volte quel genitore avrà pianto, pregato, chiesto aiuto. In quel cuore straziato, lacerato dall’amore e dal dolore, si è svolta la battaglia più grande, il conflitto interiore. Il nostro Paese non aiuta di certo. Fino a quando il disabile è bambino e diciamo fino ai 17 anni, esistono strutture che assistono e supportano i genitori. Ma un disabile adulto non autosufficiente, che non ha più i genitori e non ha parenti, che fine fa? Quelle persone che giudicano, si sono mai poste il problema? Forse no, anzi, per la collettività è solo una seccatura in più! A questo punto viene spontanea una domanda: “Esiste un modo per arginare questi fenomeni?”. Possibile che la società non possa fare nulla a riguardo? Il Governo, con la legge “Dopo di Noi” non dovrebbe andare incontro alle famiglie che si trovano in queste condizioni? Le associazioni non possono sostenere, tutelare e informare chi si trova ad accudire un disabile adulto?

fioriQualcosa si sta muovendo, ma troppo lentamente per chi ha un carico così pesante addosso, per chi ogni giorno si trova a fare i conti con la realtà amara della vita. In televisione vediamo spot pubblicitari di ogni tipo, ma quanti se ne fanno per chiedere di stare accanto a genitori anziani che hanno figli non autosufficienti o malati gravi? Questa è una categoria che non interessa proprio a nessuno. Le luci della ribalta si accendono solo ed esclusivamente quando accade la tragedia, quando oramai è troppo tardi e non c’è nulla da fare, e per di più c’è ancora chi ha il coraggio di non capire il dramma che si cela dietro un gesto che pare dissennato. Una lucida follia dettata dall’amore più grande: quella di non lasciare solo un figlio disabile ad un destino ignoto. Chissà se con il nostro aiuto qualcuno lo avremmo potuto salvare. Auspichiamo che presto qualcosa si muova in questo ambito, perché mai più accada ancora che un genitore debba prendere una tale decisione.

 

articolo di Dora Millaci

 

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Il numero 32 di Cronaca&Dossier dedicato al fenomeno dei suicidi in Italia:

Quando un genitore uccide il figlio disabile ultima modifica: 2016-12-15T17:59:16+00:00 da info@cronacaedossier.it

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