Francesco Bruno sul caso Stival: «Ecco perché Panarello non ha ucciso il figlio»

Il ruolo della famiglia, le ragioni criminologiche che riscrivono la vicenda e le indagini incomplete: il criminologo Francesco Bruno rilegge il caso Stival

 




 

Francesco Bruno
Francesco Bruno

«Non si può parlare di infanticidio da parte della figura materna perché non ci sono elementi negli atti per sostenerlo». A dirlo è stato oggi il criminologo Francesco Bruno su Radio Cusano durante la puntata de “La Storia Oscura”. Intervistato dal conduttore radiofonico Fabio Camillacci, il noto psichiatra forense ha messo in fila una serie di dubbi che escluderebbero responsabilità dirette nell’omicidio di Loris Stival, il figlio di 8 anni ritrovato cadavere nel novembre 2014 in un canalone di Santa Croce Camerina (Ragusa), approfondendo quanto già affermato in una lunga intervista concessa a Cronaca&Dossier.

«Quando una madre commette un figlicidio di questo tipo ‒ ha detto il prof. Francesco Bruno ‒ c’è sempre un motivo molto netto, molto evidente. Qui non c’è. Non possiamo pensare che ad un bambino possa succedere una cosa del genere in modo casuale. I motivi vanno valutati considerando dov’è avvenuto il fatto, quali sono le dinamiche culturali e sociali delle persone in quel contesto, quindi cosa è avvenuto e perché le indagini hanno preso una direzione così netta senza precisi elementi».

 

 

panarello
Veronica Panarello

Alla luce di ciò «per me Veronica Panarello è assolutamente innocente per la morte del figlio. Che poi possa essere entrata in questa logica difensiva con il fatto che lei stessa possa avere nascosto il corpo del figlio, va valutato con attenzione». Il fatto che la donna possa non avere agito da sola è un punto che emerge in questi giorni anche dalle telecamere, che sembrano riprendere la Panarello mentre è in compagnia di un uomo.

 

 




 

 

 

Sul punto, secondo Francesco Bruno «le immagini delle telecamere sono alquanto vaghe e difficilmente ricostruibili in maniera tale da dare riconoscimenti chiari e attendibili. Il punto è che ancora non sappiamo con sicurezza cosa è avvenuto quella mattina, soprattutto quante persone abbiano partecipato».

D’altra parte i misteri del caso Stival non si risolvono tutti con la figura di Veronica Panarello. Ad esempio «il ruolo della famiglia non è chiaro perché complesso con numerosi personaggi e numerosi comportamenti non tutti lineari e facilmente comprensibili», ha ribadito il prof. Francesco Bruno.

Loris Stival.
Loris Stival

Una storia che a detta del criminologo inizia male considerando l’accertamento autoptico compiuto sul corpo di Loris Stival e i dubbi sulla scoperta del cadavere. «I meccanismi che hanno portato alla morte del bambino sono due: un colpo molto forte ricevute sul cranio facendo sì che si sia separata tutta la parte superiore della calotta cranica, e lo strangolamento, quest’ultimo non compatibile con le fascette indicate. Si tratta di dati non tutti in linea che rendono il tutto difficilmente comprensibile». In merito all’esame autoptico, secondo il prof. Francesco Bruno, «serviva cercare droghe nel bambino e lo dico perché potrebbero anche essere state utilizzate sostanze per qualche “gioco” non inconsueto, ma tutto questo purtroppo non è stato fatto. L’autopsia non è stata fatta male, però anche in questo caso si poteva e si doveva fare meglio».

Le stesse forze dell’ordine avrebbero dovuto cercare di capire perché il cacciatore ha l’intuizione di cercare il corpo di Loris nel canalone. «Indubbiamente quando si è lo scopritore di un cadavere, bisogna essere attenzionati bene dalle forze dell’ordine perché possono esserci numerose questioni sia coscienti sia incoscienti da parte della persona che possono avere influito su quella scoperta». Insomma, come ha fatto il cacciatore ad andare a colpo sicuro? Quali elementi pregressi l’hanno portato a considerare così importante quel luogo?

 

Nonostante le “certezze” della Procura di Ragusa, in realtà nel caso Stival sono ancora tanti i dubbi e i buchi investigativi, a cominciare dal delitto che potrebbe non essere stato commesso da Veronica Panarello.
«Quello che è certo ‒ conclude il criminologo Francesco Bruno ‒ è che un bambino non muore così all’improvviso. Rispetto a questa vicenda deve esserci una storia, magari non lunga ma c’è sicuramente. Qualcuno sa o immagina che ci siano elementi che sul luogo per gli investigatori sarebbe più facile comprendere o intuire».

 

Redazione di Cronaca&Dossier

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Francesco Bruno sul caso Stival: «Ecco perché Panarello non ha ucciso il figlio» ultima modifica: 2016-02-04T15:50:05+00:00 da info@cronacaedossier.it

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