Francesca Benetti dove sei? Il giallo che dura da 5 mesi     

  Le tracce di sangue in una Villa e un uomo in stato d’accusa: ma dov’è il corpo? Il caso di Francesca Benetti continua a far discutere e senza certezze






scena del crimineDiventa sempre più intricato il giallo di Francesca Benetti, 55 anni, trasferita da Milano a Gavorrano (vicino Follonica) e scomparsa da casa, Villa Adua, lo scorso 4 novembre in circostanze ancora tutte da chiarire. Gli inquirenti sono sempre stati convinti che la sua non sia stata una fuga volontaria. Bella donna, ex insegnante di educazione fisica, vedova e madre di due figli, a Follonica si era rifatta una vita e non aveva motivi per andarsene. Le indagini orientano subito in tal senso e si procede ad un attento esame della Villa. In diverse stanze e nello scarico di un lavandino ci sono tracce del sangue di Francesca, che qualcuno aveva tentato di cancellare.

Non solo: il RIS rileva altre due tracce ematiche (una sulla gamba di una sedia e una nei pressi della finestra dell’ingresso) riconducibili ad un profilo genetico maschile: quello del custode settantenne Antonino Bilella. È a questo punto che le indagini si spostano sull’uomo. Emergono così particolari interessanti. Nell’auto di Bilella, una Fiat Punto bianca, gli inquirenti trovano ulteriori tracce di sangue prima che queste siano cancellate. Inoltre, la famiglia di Francesca racconta che quest’ultima aveva timore del custode poiché, in più occasioni, aveva tentato avances nei suoi confronti. In stato di fermo dalla notte del 10 novembre 2013 con le accuse di omicidio e occultamento di cadavere, l’uomo si è sempre professato innocente e ha smentito tutte le circostanze a suo carico. Con gli inquirenti si è ormai a un duro braccio di ferro.




LuminolSu richiesta dei sostituti procuratori Salvatore Ferraro e Marco Nassi, che coordinano le indagini dei carabinieri, in Procura avviene il deposito di un’integrazione dei Ris con il report di ulteriori analisi a Villa Adua. Quest’ultime hanno permesso di rilevare, oltre a quelle appartenenti a Francesca Benetti e ad Antonino Bilella, anche tracce di Dna riconducibili a un individuo maschile rinvenute in cucina.
La donna sarebbe stata dunque brutalmente uccisa proprio in cucina, come confermato dall’enorme quantità di sangue lavato sul pavimento e su alcuni mobili, dove appare tutto molto pulito, lavato appunto, mentre «sotto il divano e sotto le sedie a ridosso della parete – scrivono i Carabinieri – c’era un copioso strato di polvere a testimonianza di un’attività di pulizia eseguita in modo sommario, quasi affrettato».

Di Bilella, a questo punto, resta una sola traccia ematica: quella trovata sulla sedia di plastica nel corridoio, giustificata dallo stesso come il risultato di un piccolo graffio mentre aiutava a sistemare le sedie che si trovavano all’esterno. E i difensori di Bilella, Francesca Carnicelli e Alessandro Bartolozzi, partono al contrattacco. Depositano una richiesta d’appello per la sostituzione della pena detentiva con quella dei domiciliari da trascorrere nella casa di famiglia del custode. Non solo: quelle tracce avrebbero cambiato il quadro indiziario, poiché potrebbero essere state lì da giorni o mesi. Ad oggi, l’ultima parola è quella del gip, Valeria Montesarchio: l’ex custode rimane in carcere.

Il Gip rigetta la richiesta di scarcerazione. Ma intanto muore anche Marisa Chellini, mamma di Francesca, per un tumore al pancreas. La donna aveva scritto una lettera a Bilella, chiedendogli di rivelare dove si trovasse il corpo della figlia. Tutto inutile. Resta la domanda: Francesca dove sei?




articolo di Paola Pagliari

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Francesca Benetti dove sei? Il giallo che dura da 5 mesi      ultima modifica: 2014-03-16T19:53:58+00:00 da info@cronacaedossier.it

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