Ferdinand Gamper, l’odio diventa terrore

Lo strano caso di Ferdinand Gamper e la morte del serial killer che odiava gli italiani: ecco la storia del cosiddetto Mostro di Merano          

Ferdinand Gamper
Ferdinand Gamper

È l’8 febbraio 1996 quando, a Merano, Hans-Otto Detmering, 61 anni, alto funzionario della Deutsche Bundesbank, e la sua amante Clorinda Cecchetti, marchigiana, 50 anni, vengono uccisi con due colpi di pistola alla nuca. I due amanti stanno facendo una passeggiata e lui, Hans pare intenzionato a voler lasciare la moglie per potersi rifare una nuova vita con Clorinda. Da subito si ipotizza un movente di tipo passionale, in Italia addirittura, si parla di omicidio su commissione, commesso da killer professionisti.

La svolta arriva una settimana dopo, quando con la stessa arma, viene assassinato un contadino in una zona isolata. Dopo questo nuovo evento, inizia a diffondersi la paura, e gli inquirenti, iniziano a pensare alla presenza di un serial killer. In realtà gli inquirenti non sono lontani dalla verità, e infatti, il 27 febbraio viene uccisa un’altra coppia mentre sta passeggiando: l’uomo è colpito alla nuca, la donna è terrorizzata ma si salva, e fornisce un identikit completo.

 

Città di Merano
Città di Merano

Ma la serie di omicidi non finisce qui: il 1 marzo a Rifiano, vicino a Merano, viene ucciso con un colpo alla fronte Tullio Melchiorri, muratore. Questa volta però c’è una novità nel modus operandi del killer. Infatti, c’è una “rivendicazione”: due foglietti, scritti in lingua tedesca, uno contenente frasi razziste: «Italiano maiale, ti sei insediato nel Sud Tirolo». L’altro è indirizzato ai Carabinieri: «Io sono un italiano emigrato, o nazi. Sono responsabile solo dell’infanticidio. Anche questa volta siete arrivati in ritardo». L’identikit di cui gli investigatori sono in possesso e il fatto che Melchiorri sia un suo vicino di casa portano i carabinieri nel maso abitato da Ferdinand Gamper, un altoatesino, un uomo schivo e riservato che parla solo tedesco di lingua tedesca e che ha aderito a un movimento secessionista tirolese.

 

ombra uomoNella sparatoria con i Carabinieri accorsi verso la sua abitazione, viene così ferito a morte il maresciallo Guerrino Botte, colpito in piena faccia. Circondato, Ferdinand Gamper si suicida utilizzando una carabina modificata, la stessa arma che poi verrà riconosciuta come l’arma di tutti gli omicidi.

Ferdinand Gamper non potrà mai raccontare a nessuno che cosa esattamente l’abbia spinto a uccidere: era l’odio contro l’etnia italiana o si trattava semplicemente di un pretesto cui si era aggrappata la sua presunta schizofrenia?

 

 
articolo di Francesca De Rinaldis

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Il numero 32 di Cronaca&Dossier dedicato al caso Ferdinand Gamper:

 

LA PSICHE DEL MOSTRO DI MERANO 
      
Approfondimento della psicologa forense Francesca De Rinaldis

Dott.ssa Francesca De Rinaldis
Dott.ssa Francesca De Rinaldis

Allo stato dei fatti e per le modalità con le quali la vicenda si è svolta e conclusa,  più che tra gli assassini seriali, Gamper andrebbe annoverato tra quelli che secondo la definizione dell’FBI, sono degli “spree killer”, o altrimenti detti, assassini compulsivi. Secondo la definizione classica lo spree killer è colui che uccide due vittime o più in luoghi diversi ma adiacenti, in un lasso di tempo molto breve. Tali crimini hanno spesso un’unica causa scatenante e sono tra loro concatenati; l’assassino non conosce le sue vittime, e lasciando molte tracce dietro il suo passaggio, tende ad essere catturato facilmente.

Tuttavia, ad onor del vero, va anche detto che ad oggi non possiamo stabilire con certezza se Gamper fosse o meno un potenziale serial killer, nella misura in cui non possiamo sapere se, qualora non fosse stato individuato ed ucciso, avesse continuato ad uccidere. Inoltre, proprio perché rimasto ucciso durante la sua cattura, non siamo in possesso di un esame della personalità di Gamper, che avrebbe potuto chiarire aspetti caratteriali e comportamentali che avremmo potuto con certezza ancorare ad un comportamento seriale. Se è vero che dietro ad ogni mostro che la storia giudiziaria ci fa conoscere c’è sempre un volto umano, vale la pena evidenziare alcune tappe della vita di Gamper, che in base alle poche informazioni in possesso, appare costellata di difficoltà e di sofferenze.

teschio cranioAbusato dal padre e incapace di un normale approccio nei confronti delle ragazze Gamper colleziona anche precedenti penali, tra il 1977 e il 1981, per oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale e ubriachezza. Passa gran parte della sua vita a svolgere lavori umili, in solitudine, fra la Svizzera, dove fa il pastore, e un fienile di Rifiano nel quale aiuta i contadini locali. Passa il tempo e due eventi cronologicamente molto vicini segnano ancora di più la psiche dell’uomo, già incline a fantasie di odio e vendetta: uno dei suoi fratelli si uccide nel 1989 sparandosi un colpo in testa e cadendo su un coltello posizionato per terra. Nello stesso periodo muore anche il padre. Gamper si trasferisce allora a vivere con la  madre, elemento quest’ultimo di ulteriore destabilizzazione in quanto la donna soffre da tempo di disturbi mentali.

È in questo periodo che i sentimenti anti-italiani dell’uomo, che lo ricordiamo, parla solo tedesco, prendono infine la forma di un piano di pulizia etnica che sedimenta, rafforzandosi, per qualche anno, fino allo scoppio finale in quelle tre settimane che hanno terrorizzato la zona di Merano. Nel suo delirio schizofrenico Gamper identifica nell’Italia il demone che gli ha causato ogni tipo di male e vive in questo tormento intrapsichico, fino a che nel febbraio 1996, non passa all’azione.

Ferdinand Gamper, l’odio diventa terrore ultima modifica: 2016-12-15T18:06:12+00:00 da info@cronacaedossier.it

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