Famiglia Pantani:«Motivazioni illogiche, ora ricorso in Cassazione»

A poche ore dal parere del Gip sulla morte del “Pirata” la famiglia Pantani non ci sta e annuncia il ricorso in Cassazione contro archiviazione «illogica»

 




 

pantani
Marco Pantani

Non può finire con un nulla di fatto, come se niente fosse accaduto e la famiglia Pantani lo sa bene, per questo è decisa a dare battaglia dopo l’archiviazione del Gip giunta lunedì sulla fine del “Pirata”. La decisione del Gip era giunta dopo una “riflessione” durata ben quattro mesi, da quando a febbraio scorso aveva rinviato qualsiasi valutazione definitiva sul caso. Com’era prevedibile, la decisione del gip Vinicio Cantarini non è piaciuta alla famiglia Pantani, che sin da quel 14 febbraio 2004 lotta per conoscere la verità sulla fine del campione.

 

Tomba di Marco Pantani«Non chiedevamo che ci dessero ragione, chiedevamo di sapere la verità. E la verità ancora non ce l’hanno ancora detta. Per questo la nostra battaglia è tutt’altro che finita. Ricorreremo in Cassazione e lo faremo per illogicità delle motivazioni. Dopo anni di attesa ci ritroviamo con argomentazioni che ci lasciano basiti» ha detto l’avvocato Antonio De Rensis, incaricato dalla famiglia Pantani, nella persona di mamma Tonina, a fare il possibile per conoscere tutte le pieghe di questo caso.

Una sentenza che la stessa madre di Marco Pantani ha commentato senza nascondere la triste sensazione che non tutto sia stato fatto per arrivare alla verità. «Il caso chiuso mi ha fatto infuriare ‒ ha detto la signora Tonina ‒. Più mi scontro con situazioni come queste, più mi viene voglia di andare avanti. Non ci fermeremo: voglio la verità. Spero che ora qualcuno dica quello che sa».

 




 

dnaIl riferimento della famiglia Pantani non è soltanto ai fatti accaduti la sera del 14 febbraio 20014, ma anche ai recenti sviluppi investigativi sorti attorno a quel Giro d’Italia del 1999, quando l’antidoping rilevò valori troppo alti nel sangue di Marco Pantani e ne decretò l’esclusione.

Un punto di non ritorno per il Pirata, sancendo di fatto l’inizio del declino umano e professionale per il campione. Oggi emerge più che mai l’ombra della Camorra dietro quell’esclusione, ma l’indagine è ormai andata in prescrizione perché il Pm aveva già indagato per i reati di «associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva».

Resta quindi la forte amarezza per un’indagine, quella ultima della Procura di Rimini, che non ha soddisfatto tutti i buchi investigativi attorno a questa vicenda. Per questo motivo ora la famiglia Pantani si affida alla Cassazione con la speranza che ridia nuova linfa alle indagini decretando la riapertura del fascicolo sulla morte del ciclista.

 

articolo di Andrea B.

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Famiglia Pantani:«Motivazioni illogiche, ora ricorso in Cassazione» ultima modifica: 2016-06-29T18:20:01+00:00 da info@cronacaedossier.it

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