Esche, trappole e inganni del mondo animale

Curiosità e crudeltà di specie semi sconosciute che mettono in pratica esche e inganni nella selvaggia lotta per la sopravvivenza





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Mantide

Ci sono killer spietati in natura che usano esche e trappole. Spesso non ne sospettiamo l’esistenza, né la ferocia, eppure molti sono vicini a noi. Stanno in agguato e costruiscono delle vere e proprie trappole pur di sopravvivere. Uno di questi è il formicaleone, un insetto grazioso e simile ad una libellula, che a volte si vede volare di notte attorno ai lampioni. Ma non fatevi ingannare dal suo aspetto delicato: quest’insetto è un feroce predatore. La larva, in particolare, è un leone nel mondo degli insetti. Non è un’ottima camminatrice, ma si nutre di insetti come le formiche. Come può catturarli se non è in grado di inseguirli? Semplice: costruendo una trappola. Scava una buca a forma di imbuto nella sabbia e si posiziona in agguato sul fondo. Per un insetto che precipita nella buca è la fine: se non finisce subito fra le fauci del formicaleone, quest’ultimo inizia a bombardarlo con granelli di sabbia per farlo giungere sul fondo dove sta con le mandibole spalancate.



Melanocetus
Melanocetus

Altri animali usano delle vere e proprie esche, come fanno i migliori pescatori con la lenza. La rana pescatrice si mimetizza perfettamente sul fondo del mare. L’unica cosa visibile è un filamento, posto sul dorso, che termina con un lembo sfilacciato e colorato. Una vera e propria canna da pesca che ondeggia sulla sabbia. I pesci la trovano irresistibile e si avvicinano per assaggiarla. A quel punto, però, sono loro ad esseredivorati in un sol boccone. Le esche migliori, si sa, sono i vermi. Così il serpente testa di rame, che si nasconde tra le foglie secche della foresta, ha la punta della coda simile ad un vermicello e la muove per attirare le sue prede.

La stessa cosa fa la tartaruga alligatore nordamericana che sulla lingua scura ha due lembi rosa vermiformi. Per un pesce è impossibile resistere alla tentazione! Negli abissi, dove non arriva neanche un raggio di luce, vivono delle creature molto particolari. Alcune sono persino in grado di produrre segnali luminosi, fenomeno detto bioluminescenza. Il melanoceto, o diavolo nero, è un pesce dall’aspetto mostruoso che vive a quattromila mila metri di profondità e attira le sue prede con una sorta di antenna luminosa, che si accende a intermittenza, posta sulla fronte. Anche il pesce vipera, che ha denti talmente lunghi da non poter mai chiudere la bocca, attira le sue vittime grazie agli oltre trecentocinquanta organi luminosi nelle sue fauci: una vera e propria segnaletica verso la morte!



Formicaleone
Formicaleone

Ma la bioluminescenza è attuata anche da animali terrestri, come le lucciole. Ogni specie di lucciola emette un codice luminoso caratteristico che permette agli esemplari di comunicare la propria posizione e corteggiarsi. Le femmine di alcune specie del genere Photinus, però, quando incontrano maschi di un altro genere, sono in grado di imitare il loro codice di segnalazione luminosa: in questo modo il maschio ingannato diventa la loro preda. D’altronde è risaputo che il sesso attira sempre l’attenzione. E lo sa anche il ragno Mastophora. Oltre ad assomigliare ad un escremento di uccello per camuffarsi nell’ambiente, è anche un killer spietato, che emana odori simili ai feromoni sessuali emessi dalle femmine di due specie di falene. Il maschio delle farfalle notturne, eccitato dall’odore che percepisce anche a chilometri di distanza, è così indotto a volare tra le braccia del predatore. Ma non finisce qui: il ragno Mastophora, infatti, oltre a produrre due feromoni diversi per le due specie, è in grado anche di variarne la quantità emessa durante la notte, perché “sa” che le due falene volano in orari differenti.

Molti altri animali si camuffano nell’ambiente per non essere visti, non solo dai predatori ma anche dalle prede. È il caso della mantide orchidea, incredibilmente simile ad un fiore. Appostata su una pianta, le basta attendere che arrivi uno sfortunato insetto impollinatore e il pranzo è servito. Ma non si può concludere questa rassegna senza citare dei killer degni di un film horror: le cimici assassine. Se ne conoscono diverse specie nelle Americhe. Quando trovano una preda, la pungono con la bocca appuntita, chiamata rostro, e iniettano al suo interno degli enzimi in grado di liquefare gli organi. In tal modo la cimice può succhiare tutto il contenuto dalla vittima, che si svuota fino a ridursi ad un involucro vuoto. Ma non è tutto: la cimice attacca sul suo dorso le carcasse delle vittime e le porta con sé, come trofei di guerra.

Quelle stesse carcasse, che possono arrivare a venti, costituiranno la sua armatura e fungeranno da esca per le altre formiche o termiti che arriveranno a recuperare i corpi delle compagne e che, quindi, verranno uccise e collezionate a loro volta. Affascinante e crudele: anche questa è natura!
di Salvatore Valerio Riccobene

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Esche, trappole e inganni del mondo animale ultima modifica: 2014-02-17T19:12:24+00:00 da info@cronacaedossier.it

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