Emanuela Orlandi e l’audio shock del presunto stupro

Ecco le Relazioni di SISMI e SISDE (scaricabili in pdf) sull’audio mandato in onda in RAI. Su tutte una domanda: era davvero la voce di Emanuela Orlandi?

emanuela-orlandi-marco-accetti1Nella prima puntata della nuova stagione televisiva, nello spazio dedicato alla scomparsa della quindicenne Emanuela Orlandi, Chi l’ha visto? ha trasmesso ieri sera l’audio di un soggetto femminile sottoposto a sofferenze, che il SISDE il 25 luglio 1983 ritenne «presumibilmente di carattere sessuale». Secondo Pietro Orlandi, presente in studio, non è escluso che la vittima potesse essere proprio sua sorella. Ma la voce di quella registrazione apparteneva davvero a Emanuela Orlandi?



Stralcio della Relazione del SISMI
Stralcio della Relazione del SISMI

Premessa. Questo nastro, lasciato davanti la sede dell’Ansa di Roma il 17 luglio 1983, non è una novità. Se ne parlò sui giornali al tempo, la giudice Adele Rando lo citò nella sentenza d’archiviazione del 1997 e anche chi scrive lo ha trattato nel suo libro sul caso, astenendosi però da ogni valutazione perché impossibilitato ad ascoltarlo. Passando all’azione, per il SISMI (18 luglio 1983) quella voce era di Emanuela Orlandi. «L’impressione che deriva dal confronto della voce femminile registrata sui nastri sinora esaminati, con particolare riferimento a quella relativa alla presunta “intervista” della Orlandi, è che si tratti della medesima persona» (scarica qui la Relazione del SISMI). Il confronto è con l’altro audio, questo certo della ragazza, che “Mario” (28 giugno 1983) e l’Amerikano (5 luglio 1983) fecero sentire a casa Orlandi nelle loro telefonate. Se così fosse, a quando risalirebbero quelle sevizie? Alla sera della scomparsa o a un periodo precedente? E dove maturarono? Ma soprattutto, chi le inflisse? Il SISDE parlò di tre uomini, due con accento romanesco.




militariIl SISMI precisò che una di queste era «[…] probabilmente di lingua turca per la corretta pronuncia del nome Agca». Questo però non compare nella trascrizione del SISDE e nemmeno si sente, al pari dei due romani, nel nastro della RAI. Ma dunque? Emanuela Orlandi vittima di uno stupro perpetrato da due capitolini e un anatolico? E chi erano? Potevano avere qualche legame con il gruppo di giovani in servizio militare con i quali la giovane era entrata in contatto alle feste a casa dell’amica Cristina Franzè proprio nell’inverno del 1983? Rovesciamo la prospettiva. E se quel nastro fosse artefatto e quella voce non era della Orlandi?



Stralcio della Relazione del SISDE
Stralcio della Relazione del SISDE

Occorre infatti segnalare come il SISDE terminò l’appunto precisando: «Il dr. Cavaliere della Squadra Mobile di Roma non esclude l’eventualità che le voci di sottofondo, evidenziate come sopra, possano essere delle sovraincisioni avvenute durante la trascrizione delle copie magnetofoniche» (scarica qui la Relazione del SISDE). In pratica, secondo il timoniere delle indagini, furono aggiunte in un secondo momento. Non sappiamo se sia vero, ma tanto bastano per capire che quell’incisione ebbe più d’una copia.

caso-emanuela-orlandi-registrazioniDalla Scientifica della Criminalpol (scarica qui la Relazione della Criminalpol), altre valutazioni collidenti con i Servizi. Nella relazione del 30 luglio, è presente solo la voce della donna; il registratore è stato portato indietro più di una volta; a differenza degli 007 civili, per cui «le “sevizie” hanno avuto luogo in un ambiente chiuso situato in un centro urbano», qui si menziona un camper diesel; infine, è presente anche un cane.

Caso OrlandiA infittire l’intrigo, la professoressa di francese di Emanuela Orlandi, che mi ha raccontato come non seppe distinguere la voce a causa dei rumori di sottofondo, e Raffaella Monzi. Compagna di Emanuela Orlandi nel coro della “Da Victoria”, il 28 luglio rilasciò a Sica una valutazione frutto della sua sensibilità musicale: «Non ritengo di riconoscere la voce di Emanuela. Emanuela appartiene alla categoria dei “contralti” e la voce registrata non mi sembra di quella categoria». A chiudere, un’altra domanda. Visto che fu fatto trovare a tre giorni dall’ultimatum de l’Amerikano alla Segreteria di Stato Vaticana, non è che anche quel nastro fu l’ennesima replica del “vedo e non vedo”, cioè di quella tattica depistante a base di indizi veri e indizi falsi caratterizzante larga parte della vicenda Orlandi (“Pierluigi”, “Mario”, l’Amerikano, il Turkesh), per cui quella voce non era di Emanuela, ma dietro la sua scomparsa si cela un movente di carattere sessuale? La ricerca continua.

 

articolo di Tommaso Nelli

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Emanuela Orlandi e l’audio shock del presunto stupro ultima modifica: 2016-09-15T16:55:49+00:00 da info@cronacaedossier.it

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